I segreti di Conti cancellati dal computer

La procura della Repubblica di Sulmona ha sequestrato e dato incarico ad un esperto di analizzare tutti i dispositivi tecnologici che aveva, ma nel computer di Guido Conti probabilmente non troverà molto. L’ex generale, infatti, giovedì scorso, il giorno prima di uccidersi con un colpo alla tempia, si era recato negli uffici di Archimede, l’azienda informatica di cui era da anni cliente, chiedendo di cancellare tutti i file del suo pc.
Non una pulizia sommaria, ma una sovrascrittura tramite un programma chiamato “Eraser” che impedisce, una volta usato, di poterne leggere il contenuto per sempre.

“Il generale era venuto verso le 9:30 – racconta il proprietario di Archimede, che ieri è stato sentito dalla procura – aveva molta fretta e ci chiese di cancellare tutti i dati del suo computer. Gli dissi che ci voleva tutta la mattinata, ma lui tornò prima alle 10:30 e poi poco dopo le 11:00, tant’è che l’operazione di sovrascrittura non è stata conclusa”.
Quello che è rimasto nella memoria remota del computer sarà ora il perito incaricato dalla procura a scoprirlo, anche se lo stesso proprietario di Archimede avverte che “i primi file ad essere cancellati sono gli ultimi cestinati”. Quelli che verosimilmente, cioè, potrebbero, o avrebbero potuto, aiutare a chiarire il sempre più complicato giallo del suo suicidio.

Cosa voleva nascondere Guido Conti?
Quale segreto quei file cestinati avrebbero potuto svelare?

Le domande restano e le risposte si fanno ancora più misteriose, perché che la sua morte non sia dovuta alla sola vicenda di Rigopiano, come Conti aveva fatto capire nella lettera (o almeno nello stralcio fornito alla stampa) indirizzata alla sorella, sembra esserne sempre più convinta anche la procura di Sulmona che, non a caso, ha ora indirizzato le sue ricerche soprattutto sull’ultima fase professionale di Conti: il suo addio alla divisa e la sua assunzione alla Total.

I carabinieri dell’Aquila hanno già sentito diversi dirigenti della multinazionale del petrolio, tra cui l’amministratore delegato Francois Rafin e hanno anche acquisito le conversazioni che Conti ebbe il 7 novembre e nei giorni seguenti con il blogger ambientalista Giorgio Santoriello con cui ebbe un vivace confronto su Facebook proprio in relazione al passaggio dell’uomo dello Stato nella fila di una multinazionale privata. Sui misteri di Tempa Rossa e gli effetti inquinanti.

Un altro tassello che si aggiunge all’acquisizione della telefonata arrivata quel venerdì pomeriggio, poche ore prima che Conti si suicidasse, alla redazione di Primadanoi e nella quale qualcuno avverte delle dimissioni di Conti dalla Total.

La moglie di Conti ieri in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Tempo afferma che “quando Guido è tornato a casa da Potenza, mercoledì scorso, era distrutto. Trasformato”.
Una trasformazione che avevano notato in molti: “Quando è venuto da noi giovedì, non era il solito generale – aggiunge il proprietario di Archimede – era nostro cliente da anni e ogni volta veniva dentro il laboratorio, si sedeva, chiacchierava. Giovedì invece era molto freddo e determinato, non si è mosso dall’ingresso. E quando è tornato la seconda volta ha imbracciato il computer ed è uscito, senza che avessimo finito il lavoro”.

Aveva fretta di cancellare la sua memoria il generale, quella custodita sui social dai quali aveva già oscurato il profilo due giorni prima del suicidio e quella conservata nel suo computer dove, probabilmente, c’erano dati sensibili, troppo sensibili. Che evidentemente doveva far sparire.


Chissà forse sotto la pressione di un ricatto, di una minaccia, che più che lui, avrebbe potuto colpire la famiglia: “Sappiate che qualsiasi cosa fa papà – aveva detto alla figlie venerdì mattina – la fa per il vostro bene”.
La domanda è quale potesse essere il male.

3 Commenti su "I segreti di Conti cancellati dal computer"

  1. Utilizzo di Eraser
    Per un utilizzo normale, 3 riscritture risultano più che sufficienti.
    Se siete agenti segreti probabilmente neppure le 33 riscritture vi basterebbero, perché esistono tecnologie militari hardware che potrebbero riuscire nel recupero dei file.
    Quindi Datevi da FARE e ritroverete tutti i dati ( considerando che nemmeno la prima sovrascrittura e’ andata a buon fine ) Chiaramente lo dovranno chiedere all’NSA (National Security Agency Americana ) che dispone di queste tecnologie di recupero.

  2. Tralasciando la parte tecnica ed analizzando la parte investigativa, la brusca accelerazione della vita di Guido prima della sua morte, si spiega solo con una grave minaccia che poteva incombere sulla sua famiglia. La tesi che fosse impazzito e’ un’insulto alla memoria del Generale ed all’intelligenza di noi tutti. Immaginate soltanto che per una concomitanza di eventi e casualita’, Guido sia venuto a conoscenza di qualcosa di tragicamente importante che poteva mettere a rischio interessi miliardari.
    Immaginiamo questo scenario e che cosa potrebbe fare un sistema di interessi Mafioso:
    1) Prima si preoccuperebbe di disorientare il testimone scomodo con delle minacce ai familiari
    2) Provocato lo sconcerto nel testimone la Mafia attiverebbe instantaneamente il recupero di tutte le informazioni da far sparire
    3) Una volta recuperate tutto cio’ che non deve trapelare si inscena il suicidio della vittima magari narcotizzandolo e facendogli impugnare la pistola facendo partire il colpo.

    Tenete presente che anche Calvi, Sindona, Gardini, Cagliari e via dicendo con una lunga lista, sono morti per interessi miliardari.

    Il problema che rimane e’ che non abbiamo Buoni investigatori ma solo dei Buoni Impiegati che purtroppo si fermano a fronte di una presunta evidenza dei fatti.

  3. bene,l’italietta dei sapienti,i fatti dicono: il generale non era uno sprovveduto,impreparato
    inesperto,incapace,ecc,ecc …dai risultati ottenuti,un” abilissimo investigatore”,indagini incisive,efficaci,conosceva perfettamente tecniche e tecnologie,altro che watsapp,skype,file da cancellare,download(pochi secondi per distruggere un hard disk) capace,attento,sagace anche nel pianificare l’ultima azione e l’abilita’ nelle volute tracce…minacce,documenti segreti,interessi mafiosi,miliardi ecc,ecc non evrebbe esitato un’istante alla denuncia,per il generale ,prima di tutto la legalita’ diffusa, non avrebbe abbandonato,non era un coniglio,
    audace,coraggioso,valoroso,quasi eroe….quindi? Forse,probabilmente disattenzione,debolezza,
    leggerezza,imprudenza..dell’uomo,(non del generale) una trappola,un tranello,un insidia,
    un’esca,una trama, verosimilmente….ben studiata,appunto, un ingegnoso mistero,o no?

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