“Sequestrati” a Fonte Romana, la storia della famiglia De Chellis

Lui di prenotazioni ne ha dovute disdire un centinaio perchè raggiungere il suo locale è impossibile, “Sembra una barzelletta, ma è la realtà”. Francesco De Chellis questa mattina è stato uno dei tanti che hanno preso parte alla manifestazione di protesta a Pacentro, indetta dal sindaco Guido Angelilli, contro la strada murata. Posti i blocchi da una parte e dall’altra ne è venuto fuori che il ristorante della famiglia De Chellis, dove lavorano in quattro, è rimasto isolato. Nessuna ordinanza di sgombero, nessuna comunicazione, una situazione che la famiglia si è ritrovata a comprendere solo quando ritornando in paese ha visto i blocchi e l’impossibilità di proseguire, l’auto è rimasta lì, anch’essa “sequestrata” come buona parte delle strade provinciali. “Mi sono impegnato in questi anni per riportare la mia attività a dei livelli accettabili e come stavo raccogliendo i frutti il 24 pomeriggio arriva Bonanni chiudendo le strade. Mi sento abbandonato e preso in giro perchè non posso accedere al mio locale neanche per la manutenzione ordinaria e subirò sicuramente dei danni”.

A quale santo votarsi? “Bonanni vieni a Pacentro, facciamoci una chiacchierata” prosegue De Chellis perchè queste condizioni nel 2018 non sono comprensibili soprattutto alla luce della tanto paventata economia turistica di cui si sente parlare da anni ormai: “Chiacchiere”. Senza infrastrutture il danno è presto fatto. Ma la determinazione di Francesco come quella dei suoi familiari è forte: “Noi queste zone non le vogliamo abbandonare, noi vogliamo restare qui” (guarda video – Sequestrati a Fonte Romana – nella sezione “de visu”).

“Prendetevi una laurea” aveva consigliato la signora De Chellis ai suoi figli perchè la ristorazione è un lavoro che dà tante soddisfazioni, ma richiede molti sacrifici. Alla laurea non è seguito un lavoro, situazione che vivono tanti più o meno giovani oggi. Dunque la famiglia De Chellis è tornata alla ristorazione, in pieno Parco Majella, zona incantevole e meta di tanti amanti della natura e dell’escursionismo. E se la macchina resta bloccata, la famiglia De Chellis, come detto, non si arrende pronta a continuare a lavorare “anche a piedi” se è necessario. “Troppe lotte ho fatto, adesso non chiudo più” si sfoga la signora. A proposito l’idea sarebbe quella di lanciare un’altra forma di “protesta” invitando i clienti a raggiungere il ristorante sulle proprie gambe. Intanto di muoversi da quei blocchi Francesco non vuole saperne: “Resto qui finché non succede qualcosa o non viene qualcuno a parlarmi di una soluzione, dormirò qui se necessario”.

Simona Pace

 

2 Commenti su "“Sequestrati” a Fonte Romana, la storia della famiglia De Chellis"

  1. Vergognati ancora una volta schiavi della politica….. Solo comizi se il germe pensa di non considerarci come comitato tmm…. Noi gridiamo vergogna continuate a scrivere quello che qualcuno vi dice ti scrivere è una tristezza… Per tutti noi che siamo stati i primi a denunciare già il 24 aprile il sequestro di persone e di cose

  2. Signor Tmm, non meglio identificato e qualificato. Il giornalismo è una professione e lei evidentemente non ne conosce le regole. Decide il giornalista cosa scrivere e quali fonti ritenere attendibili. Lei e il suo sedicente comitato non è tra queste evidentemente, come d’altronde abbiamo avuto modo di verificare già in passato. Buona serata
    PS siamo abituati a servire i nostri lettori, non ad esserne schiavi

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