Tribunali, sindaci e avvocati da Marsilio. “Trasformare le promesse del Governo in fatti”

Dalle parole, o meglio dalle promesse del Governo, bisogna passare ai fatti. Trasformare gli impegni in sostanza: questo chiederanno sindaci e avvocati a Marco Marsilio il prossimo 26 ottobre, nel faccia a faccia per delineare i passi da seguire per la salvaguardia dei tribunali minori d’Abruzzo (Sulmona, Avezzano, Vasto e Lanciano). Lo ha deciso questa mattina il tavolo di coordinamento dei presidi di giustizia, tenutosi ad Avezzano con i sindaci dei quattro Comuni interessati e i presidenti degli ordini degli avvocati di Avezzano (Roberto Di Pietro), di Sulmona (Luca Tirabassi), di Vasto (Maria Sichetti) e di Lanciano (Antonio Codagnone) e dal Presidente del consiglio del capoluogo marsicano Fabrizio Ridolfi; nonché i legali Manuela Rinaldi e Valentina Calvarese del Coa di Avezzano.

“Servono provvedimenti concreti e immediati – spiegano i partecipanti alla riunione -. Le dichiarazioni d’intenti e gli impegni presi dal Governo vanno nella direzione auspicata ma il passare del tempo rende attualissimo il rischio svuotamento. E allora è necessaria un’azione immediata. Se l’iter si prospetterà lungo, occorrerà mettere subito in sicurezza i nostri presidi con la riapertura immediata delle piante organiche; una riapertura che dovrà essere a tempo indeterminato”.

Il tavolo ha ritienuto necessario un incontro, a Roma, con il Ministro Nordio e il sottosegretario Del Mastro Delle Vedove e il sostegno del Presidente della Regione, in una strategia comune costruita con i parlamentari eletti in regione.

Prima della telefonata con Marsilio, i componenti del tavolo hanno approfondito le situazioni territoriali, ribadendo come i tribunali cosiddetti minori risultino spesso più efficaci di altri di grandi dimensioni ma anche sottolineando le criticità attuali, in primis, il gravissimo quadro relativo alle piante organiche sguarnite. Ad Avezzano mancano i rinforzi all’organico ridotto all’osso, con appena 6 magistrati attivi su 10 previsti. Restano scoperti, a Sulmona, gli Uffici della Procura con un solo operatore giudiziario. Non più rosea la situazione di Vasto e Lanciano, che annaspano tra i disagi generali.

Quello che preoccupa non è la linea politica ma il fatto che potrebbero volerci tempi lunghi prima dell’effettiva entrata in vigore della legge di riforma della geografia giudiziaria promessa dal Governo Meloni.

Fondamentale sarà l’appuntamento di febbraio 2024 con il decreto Milleproroghe, con la conditio sine qua non sullo sblocco delle piante organiche.

Temi che verranno messi sul tavolo nel faccia a faccia con il Presidente della Regione, che dovrà garantire quali saranno le scelte ministeriali della sua compagine politica.

2 Commenti su "Tribunali, sindaci e avvocati da Marsilio. “Trasformare le promesse del Governo in fatti”"

  1. Mah, il mio commento sara’ sicuramente impopolare… ma ritengo che in un’ottica di economicità e contenimento della spesa, sia giusto chiudere i tribunali di sulmona e Avezzano, sono antieconomici. Questo vale pero’ se si chiudessero davvero e non un camuffamento come per le provincie dove ci hanno tolto il diritto al voto ma non sono state chiuse… e i costi non sono diminuiti, bella riforma!!!!

  2. Il tuo commento non è impopolare, è scorretto. La provincia dell’Aquila è circa metà Abruzzo, grande poco meno della Liguria e più grande dell’intero Molise, è una provincia impervia e montuosa ed annovera la vette più alte di tutto l’appennino ed è costellata da tenti piccoli comuni. Già questo fa capire che gestire un servizio cosi importante come la giustizia con un solo tribunale in questo contesto è una assurdità. Poi gli attori di un processo e di un procedimento non sono solo gli avvocati, ma ci sono le parti, i testimoni, pubblici ufficiali che spesso sono forze di polizia. Pagare la trasferta di ore ed ore per raggiungere l’Aquila alle forze di polizia o pubblici ufficiali pagati dalla pubblica amministrazione, non è affatto economico, è uno spreco inutile, cosi come pagare ed organizzare la trasferta per i carcerati sottoposti a procedimenti per assistere alle udienze. I privati cittadini chiamati a testimoniare perderanno un’intera giornata solo per fare il proprio dovere riversando i costi sulle famiglie e/o sulle imprese da cui dovranno assentarsi. I cittadini per esercitare il loro diritto di difesa dovranno pagare una costo in più sia per la trasferta che per le parcelle più salate. Altro aspetto è l’infrastruttura: il tribunale dell’Aquila può accogliere tutto il personale e tutte le aule, pari a quelle ora disponibili, che serviranno per gestire anche i procedimenti di Sulmona ed Avezzano? Non sembra proprio!! Per ultimo le ricadute sui dipendenti costretti a diventare pendolari buttando tempo e soldi in viaggi e quelle dell’indotto che va ad impattare su aree, almeno come quella Peligna, già martoriata e depauperata di servizi da scelte politiche folli …Inoltre per concludere, le strutture attuali sono già di proprietà della Pubblica amministrazione, quindi la collettività non avrà alcun risparmio abbandonandole, semmai un danno patrimoniale, perché sono strutture in cui negli ultimi anni si è anche investito per renderle migliori, più funzionali e sicure.

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