Assunzioni al Cup, non ci fu abuso

Si è concluso ieri il procedimento penale a carico del funzionario comunale di Sulmona Armando Di Pietro, accusato di abuso d’ufficio per aver permesso l’assunzione al Cup della farmacia comunale di una dipendente della cooperativa Satic che, secondo l’accusa, non avrebbe avuto titolo non solo a ricoprire l’incarico (riservato a dipendenti comunali), ma anche a partecipare al corso di formazione che la Asl fece proprio per formare personale specializzato al servizio.
Di Pietro, difeso dall’avvocato Alessandro Margiotta, è stato assolto “perché il fatto non sussiste” e cioè con formula piena.
Nel corso del lungo dibattimento, la difesa ha convinto il collegio del tribunale presieduto da Marco Billi, che l’assunzione non portò incremento di personale a carico del Comune e che anzi l’operazione consentì un risparmio nella gestione del servizio, a differenza di quanto sostenuto dall’accusa che imputava un danno erariale di 41mila euro.

(foto Centroabruzzonews)

I fatti risalgono al periodo 2011-2013, quando sotto la gestione dell’amministrazione Federico, venne aperto uno sportello Cup in via Gennaro Sardi.
Il servizio secondo il corso che aveva sponsorizzato la Asl, avrebbe dovuto essere riservato a dipendenti del Comune e non ad esterni. La ragazza che venne assunta, però, venne inglobata nella cooperativa Satic poco prima di entrare in servizio e questo venne vista dalla magistratura come una assunzione illecita nella pubblica amministrazione.
Dopo l’inchiesta giudiziaria al Cup venne infatti messo un dipendente pubblico e la ragazza che se ne occupava trasferita al servizio anagrafe.
Un servizio, quello del Cup in via Sardi, che si è andato lentamente spegnendo, anche a causa della difficoltà dei nuovi incaricati (perlopiù ex lavoratori socialmente utili) di sostenere un impegno che richiede competenze specifiche.

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