Uaar per l’alternativa all’ora di religione

Crescere senza imposizioni né dogmi di alcun tipo. Da “Posso scegliere da grande?”, prima fase dell’iniziativa, arriva anche in Valle Peligna la campagna di sensibilizzazione per l’ora alternativa all’insegnamento della religione cattolica. Condotta dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), l’azione dell’associazione si sta espandendo a macchia d’olio sulla provincia aquilana ad opera del circolo locale. “Per farli scegliere da grandi, scegli l’ora alternativa” lo slogan che campeggia su volantini, manifesti, autobus e giornali locali. Il sorriso della piccola Sara, due anni, mette di fronte ad una possibilità di scelta spesso nemmeno considerata dai genitori che si accingono ad accompagnare i loro figli in un percorso scolastico, nei fatti l’esigenza di sviluppare forme alternative a quell’ora è fortemente sentita. A livello nazionale la foto di Sara ha raggiunto 735mila utenti facebook.

Il periodo scelto per la campagna non è un caso. Fino al 6 febbraio, infatti, sono aperte le iscrizioni all’anno scolastico 2018/2019 per le prime classi. L’Uaar in questo senso punta ad informare i genitori della possibilità di non scegliere l’ora di religione e delle attività che i loro figli possono svolgere in alternativa. Opzione di scelta valida anche per le classi in corso informando semplicemente la segreteria, possibilmente sempre entro i termini di iscrizione.

“Il nostro invito – spiega Roberto Grendene, responsabile campagne per l’Uaar– è a

scegliere l’ora alternativa, ossia le attività didattiche e formative che i dirigenti scolastici sono obbligati per legge a garantire, anche per un solo bambino. Riteniamo infatti che un’ora in cui tutti si possano a sentire a loro agio senza discriminazioni sia la scelta educativa migliore: non è forse più appropriato che i bambini possano, autonomamente e nel tempo necessario, sviluppare proprie convinzioni invece di essere indottrinati tra le mura scolastiche?”.

“E se non è possibile avere dati certi su chi sceglie o meno l’ora di religione, certamente un cambio di vedute si riconosce a livello sociale- spiega la coordinatrice provinciale Uaar, Liana Moca-. Aumentano i bambini che non sono battezzati e i matrimoni laici. Le pubblicità si muovono sempre più su questo piano, segno che qualcosa sta cambiando, la popolazione si sta secolarizzando”. Tuttavia le scuole sembrano non essere pronte a fornire attività alternative né, tantomeno, le presentano ai genitori in fase di iscrizione. “Un impiccio per loro organizzarle – prosegue Moca- nonostante esistano fondi obbligatori ai quali accedere per farlo. Come associazione forniamo assistenza legale e addirittura proposte di attività”. Bisognerebbe, in sintesi, curare meglio la comunicazione in questo senso, dunque, per una società che sta velocemente cambiando.

Simona Pace

 

 

1 Commento su "Uaar per l’alternativa all’ora di religione"

  1. Iniziativa condivisibile. Basterebbe anche solo proporre l’ora delle religioni. Sarebbe il giusto passo verso una giusta uscita da certe “paure”.

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