Campane e cavoli a merenda

Ha un valore simbolico, per il ritorno alla tradizione dello scampanio del 25 novembre detto anche di “cavoli e pesce” e perché, in fondo, il campanile è l’identità di una comunità. L’ordinanza firmata dal sindaco di Sulmona Annamaria Casini ieri, con la quale si revoca il divieto di movimentazione delle campane dell’Annunziata sancita dai vigili del fuoco il 30 novembre scorso, sarà per questo festeggiata con una manifestazione, annuncia il presidente della Casa Santa, Katia Puglielli, che prevederà musica e banchetti ai piedi del campanile.
A Sulmona, in fondo, bisogna saper cogliere le occasioni di festa al volo, perché, specie per quanto riguarda la tenuta del centro storico, per il resto c’è poco da festeggiare, a partire proprio da palazzo Annunziata, transennato da quindici mesi dopo la caduta di un concio di gronda per mettere in sicurezza il quale era intervenuto il presidente della Regione in persona, annunciando piogge torrenziali di finanziamenti per restituire il monumento alla città. E chi li ha visti i soldi e soprattutto chi li ha visti i lavori, con quelle barriere che restano piazzate davanti all’ufficio turistico e danno il benvenuto ai visitatori nella città delle transenne. Il nuovo simbolo di Sulmona, al pari dei confetti e di Ovidio.
Sul campanile, d’altronde, l’amministrazione Casini sta puntando molto per rifarsi un po’ il trucco, tanto da recarsi, compresi gli “assessori” esterni Andrea Gerosolimo, Luigi Di Loreto e Vincenzo Margiotta, direttamente in cima alla torre per annunciare l’imminente studio di fattibilità per l’apertura al pubblico della splendida vista della “Firenze d’Abruzzo” (come l’ha definita Gerosolimo). Un progetto che in realtà non è nuovo e che varrebbe la pena di accompagnare, prima, con interventi di recupero sul degrado urbano. Prima di salire in cima all’Olimpo, insomma, sarebbe opportuno mettere in sicurezza e decoro quello che c’è sotto: provare ad eliminare qualcuna delle decine di transenne che costellano i palazzi storici, riparare qualche sampietrino, cambiare un po’ l’arredo urbano e magari togliere qualche macchina di mezzo.
Sennò le campane resteranno “cavoli a merenda”, più che “cavoli e pesce”.

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