Una domenica da dimenticare, estate peligna rovente, l’appello alla responsabilità

Un risveglio turbato per i cittadini della valle, scombussolati dagli incendi su ben due fronti e da un turn over febbrile di attività di spegnimento del fuoco. Una domenica da dimenticare che assieme alla paura per il nemico giurato dell’estate abruzzese, ha portato a termine di un pomeriggio bollente, anche un brutto incidente che ha coinvolto la squadra della protezione civile di Pratola Peligna a bordo della jeep diretta in ausilio alle forze impegnate nell’incendio di via Cerrano nell’area di Sulmona e Pratola Peligna. La camionetta stava scendendo dal Colle delle Vacche, attuale presidio di prevenzione fuoco e di tutela del patrimonio naturalistico, voluto dall’amministrazione Di Nino, quando ha perso il controllo finendo contro un albero sul ciglio della strada. Due i feriti per fortuna non in gravi condizioni, insomma quando si dice oltre il danno, la beffa.

Due incendi quelli di ieri a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro. E se per il primo, a Pettorano,  l’intervento è stato piuttosto veloce in un perimetro circoscritto e prontamente arginato per il secondo che ha preso di mira in una vasta area compresa nei due territori di Pratola Peligna e Sulmona, le azioni hanno richiesto ben più tempo. Colonne di fumo e fiamme che hanno coinvolto il nucleo industriale, la statale 17 fino a raggiungere il Bagnaturo, lambito i capannoni industriali anche un deposito di pneumatici. Per fortuna tutto è rimasto confinato nel raggio presidiato dai vigili del fuoco ma certo che per i residenti della zona, tutto quel fumo, le sirene spiegate e le fiamme ben visibili non hanno lasciato sonni tranquilli. Un’estate nera per gli abruzzesi che continuano a dover fare i conti con il fuoco, con piromani e con temperature, quelle degli ultimi giorni, che hanno superato i 40 gradi.

Il monito a rispettare l’ordinanza invocato dal sindaco Di Nino, un appello alla responsabilità dei cittadini, un invito a eliminare sterpaglie, a pulire bene le aree verdi private. Perchè in fondo la casualità può essere dietro l’angolo nei casi di leggerezza e distrazione, ben altra cosa e meno casuale è invece la mano di chi gli incendi li procura, contro la quale è difficile combattere, necessario per questo mantenere massima l’attenzione, non esitare a contattare i vigili del fuoco, le autorità del territorio, in virtù  di quel codice etico, un naturale istinto di protezione che dovrebbe appartenere ad ognunoi di noi.

 

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