Droga, Di Pietro parla: “Il mio garage nella disponibilità di terzi”

Collabora con i magistrati Armando Di Pietro, l’economo del Comune di Sulmona, arrestato mercoledì notte dalla guardia di finanza insieme ad un romano, Adriano Esposito, perchè trovati in possesso, nel garage di casa di Di Pietro, di un chilo e mezzo di cocaina purissima e quattordici chilogrammi di hashish.

Oggi, nel carcere di via Lamaccio, davanti al giudice per le indagini preliminari, Daniele Sodani, Di Pietro ha detto di essere rimasto coinvolto in questa consegna di droga suo malgrado. Che qualcuno, cioè, lo avrebbe spinto a prestare il suo garage come deposito, senza che lui sapesse esattamente di che tipo e calibro di consegna si trattasse. Che insomma la rimessa era “nella disponibilità di terze persone” e che lui sarebbe rimasto coinvolto nella consegna “senza sapere”. Non sembra che l’economo comunale abbia però fatto il nome del “locatario” della sua proprietà, anche se avrebbe confermato comunque alcuni sospetti degli inquirenti. I contenuti dell’interrogatorio d’altronde restano per ovvie ragioni legate alle indagini, ancora in corso, sottoposti ad uno stretto riserbo.

L’altro arrestato, Adriano Esposito, si è avvalso invece della facoltà di non rispondere, rilasciando al giudice spontanee dichiarazioni nelle quali avrebbe sostenuto di essere solo un corriere e che l’auto non era neanche la sua.

Intanto, come previsto dal contratto nazionale di lavoro, Di Pietro è stato sospeso dal lavoro, con retribuzione dimezzata fino a quando saranno confermate le misure di custodia cautelare.

L’avvocato di Di Pietro, Alessandro Margiotta, in realtà, non ha neanche presentato istanza di scarcerazione o di alleggerimento della misura, cosa che farà nei prossimi giorni prospettando una richiesta di arresti docimiliari con un permesso di lavoro. Dovrà essere il Comune ad autorizzare eventualmente la possibilità di rientrare negli uffici di palazzo San Francesco.

Nel frattempo entrambi restano reclusi nel carcere di via Lamaccio, in attesa della decisione del giudice e, verosimilmente, fino a quando l’indagine non sarà approdata almeno al presunto vero destinatario di una delle più grosse partite di droga mai rinvenute a Sulmona.

5 Commenti su "Droga, Di Pietro parla: “Il mio garage nella disponibilità di terzi”"

  1. Italia in comune | 5 Ottobre 2019 at 3:20 pm | Rispondi

    Non dovrebbe essere licenziato dal pubblico? W l italia

  2. l’ostentatore dal tenore di vita da ricco imprenditore che deve dire?Racconta banalita’….
    da “sceneggiata” ,tra poco ricatto ,manipolazione,minaccia….controllo psicologico delle terze persone destinatarie…di che? I fatti sono chiarissimi:le piante ,fiori ecc erano a casa,punto, sicuramente servivano a finanziare la vita sostenuta,dello sfarzo quotidiano…
    altro che “senza sapere”, rientrare nell’ufficio economato/ finanziario/contabile? Meglio buttare le chiavi…

  3. A ma non è lercio? | 5 Ottobre 2019 at 8:39 pm | Rispondi

    Sei su scherzi a parte

  4. Esiste un contratto o di locazione registrato presso l’AdE di Sulmona?

  5. bene,e’ una grande un’offesa all’intelligenza umana,dare a credere di non sapere nulla mentre scaricano,verificano,controllano la” merce ” in arrivo… per il deposito dato in uso,l’auto non e’ di proprieta’,anzi erano dei semplici corrieri,non sapevano nulla del trasportato,nulla sulla destinazione,uso ecc, praticamente erano li per caso….i” terzi ” gli hanno chiesto di dare una mano ….sono ” estranei”,le responsabilita’ degli extraterrestri…si quelli invisibili,naturalmente da provare,se qualcuno ci crede …. tarallucci e vino,o no?

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