Droga in garage, arrivano le prime sentenze: patteggiati 14 anni 7 mesi

Quasi quindici anni di reclusione è il primo bilancio dell’operazione “Droga in garage” che la notte tra il 2 e il 3 ottobre di quattro anni fa portò la guardia di finanza a scoperchiare un giro di stupefacenti considerevole in città, sequestrando un chilo e mezzo di cocaina e quattordici chili di hashish nel garage dell’economo del Comune di Sulmona.

Cinque le persone coinvolte nell’inchiesta e comparse oggi davanti al giudice per le indagini preliminari: quattro di loro con una richiesta di patteggiamento che oggi è stata accolta dal Gup.

In particolare hanno patteggiato 4 anni di reclusione Armando Di Pietro, l’economo del Comune che mise a disposizione il suo garage per lo scarico della droga e il corriere romano, Adriano Esposito, che consegnò la merce. Ha concordato una pena di 3 anni e 10 mesi di reclusione, poi, Daniela Marinilli che insieme al suo compagno (al tempo) Guido Petrarca (che ha patteggiato 2 anni e 9 mesi di reclusione) erano i “cavalli” addetti alla vendita e alla gestione della droga, alle “dipendenze” per così dire di Massimiliano Le Donne, deus ex machina dello spaccio, resosi latitante per diversi anni dopo l’operazione “Droga in garage” e arrestato in Spagna due anni fa.

Le Donne, scarcerato ultimamente per decorrenza del periodo di detenzione preventiva e ora con l’obbligo di firma, è stato invece rinviato a giudizio e sarà giudicato con rito ordinario.

L’operazione “Droga in garage” è stata una delle più importanti degli ultimi anni in città: la guardia di finanza per mesi aveva seguito gli spostamenti dei protagonisti, ricostruendo ruoli e responsabilità nell’organizzazione che, secondo gli inquirenti, era diretta e pensata da Massimiliano Le Donne, il quale, essendo sotto sorveglianza per i suoi precedenti (già coinvolto e condannato ad otto anni nell’inchiesta “Piccolo Colosseo”) utilizzava Marinilli e Petrarca per muovere, tagliare e vendere le partite di droga che faceva arrivare in città.

Il ruolo di Di Pietro, invece, che di Le Donne era “cliente” per uso personale, sarebbe stato quello di aver prestato consapevolmente il suo garage per ospitare la partita di droga che arrivava da Roma, contando anche sul fatto di essere un insospettabile. Le fiamme gialle, però, tenevano tutti sotto controllo da mesi, in attesa dell’arrivo della “partita regina” che fu quella trovata quattro anni fa.

6 Commenti su "Droga in garage, arrivano le prime sentenze: patteggiati 14 anni 7 mesi"

  1. Magari le foto di chi opera in borghese anche no….. aquile!

  2. La droga brucia i cervelli il cuore e la vita di chi la usa
    La cocaina e’ la vera piaga del nostro secolo ….altro che covid del caxxo!
    Abbiamo troppe persone Che non si rendono conto di essere dipendenti e fottute dalla cocaina…
    W le forze dell’ordine che arginano questo fiume di letame …

  3. L'Avanguardista | 3 Ottobre 2023 at 17:53 | Rispondi

    Spesso si sente dire: “la droga fa male a chi la usa, ma non gli ho detto io di prenderla”, commette un grave errore dimenticando
    1-i morti da suo personale sia per overdose, sviluppo di tumori, ecc…;
    2-le famiglie distrutte con casi di suicidi perché non riuscivano a recuperare i figli;
    3-i morti nei tanti incidenti provocati da chi ne fa uso e ovviamente non ha la giusta percezione della guida.

    La droga uccide tè e chi ti stà intorno, ma rende ricco chi la vende che forse neanche ne fa uso.

  4. Forse è chiara una cosa ….questa zozzeria trita completamene il cervello oltre a compromettere la salute cardiaca e rovinare il resto ! Per una mezz’ora di apparente benessere ????
    Muore qualcuno di infarto ??? Ehhh sarà il vaccino ( mica i trascorsi )…
    Qualcuno commette omicidi anche sui familiari ??? Ehhh ma era un pazzo
    Depressione ???? Ehhhh vita strssante
    Si suicidano ??? Poverino soffriva
    Nell 90% dei casi si tratta di cocaina ma non lo dice nessuno perché tutti nascondono questo vizio di merda .
    Parlatene a casa a scuola con gli amici ….la cocaina e’ una piaga sociale da evitare come la peste.

  5. concordo con Gennaro, tutti vediamo come questa m….a che rovina la mente delle persone, ho visto tanti amici rovinarsi la vita. facciamo vedere le foto dei tossici veri che di certo non assomigliano a Jonny Depp del film BLOW o Tony montana di Scarface. il tossico è destinato a diventare relitto della società in tutti i sensi, il recupero mentale è molto difficile. mettiamo in bella mostra foto di volti con denti neri cariati e brufoli sul volto causati dall’eroina. Va fatta informazione nelle scuole a partire dai 12 anni . inoltre va valorizzato lo sport sano con rispetto degli altri e di se stessi.

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