#fermibulli, video in concorso contro il cyberbullismo

Sfigata, stupido, brutto. Un ragazzo su dieci in Italia è vittima di cyberbullismo, uno su quattro addirittura tenta il suicidio. Sono dati agghiaccianti quelli raccolti dagli studenti del polo scientifico Fermi coinvolti in tutta una serie di azioni e progetti di sensibilizzazioni per far fronte a questa piaga. Perchè si, il cyberbullismo è una piaga. Per chi non è a contatto con ragazzi e giovani studenti a volte anche incomprensibile e troppo lontana, ma delle conseguenze devastanti soprattutto al tempo dei social quando la realtà si fonde troppo con il virtuale e l’identità, l’immagine è facilmente danneggiabile.

Quest’anno, quindi, il polo scientifico ha dato il via ad un concorso video che ha coinvolto proprio loro. Sono 11 i video in concorso, di quelli che fanno correre un brivido lungo la schiena perchè troppo spesso si pensa con superficialità ai giovani di oggi senza comprenderne la fragilità. Così, si spiega in una delle opere in concorso, il social diventa quasi una protezione, l’identità virtuale tutto sommato gestibile fino a quando arriva qualcuno dall’esterno che mette a soqquadro la corazza che in qualche modo ci si è creati: “la quiete prima della tempesta”, la privacy che diventa inconsapevolmente di dominio pubblico. Vittime e carnefici entrambi sballottati da un sistema sociale, quello di oggi, che va veloce, che li rende insicuri e che li porta a reagire, ad aggredire o a subire a seconda dei casi.

“Dallo scorso anno- spiega Daniele Formichetti, professore e referente del progetto- la normativa ci impone di occuparci di questa piaga. Quello su cui pensiamo di battere è proprio l’identità digitale perchè ad oggi i ragazzi non si rendono conto di ciò che pubblicano. Vediamo ragazzi completamente estraniati dalla realtà- prosegue-. Pericolosi sono, ad esempio, i gruppi di chat anche di classi dove alcuni ragazzi vengono esclusi e se ne rendono conto mesi dopo. Si tratta di gruppi in cui vengono postate foto o inventati nomignoli, quando questo accade il ragazzo vittima è finito”. Una cosa simile è accaduta lo scorso anno, stampa della chat alla mano “tanti dei genitori non si erano resi conto di quanto i propri figli scrivessero sulle chat” aggiunge Formichetti che sottolinea come i cosiddetti “bulli” poi

debbano essere necessariamente segnalati in prefettura. Per evitare tutto questo, dunque, il fenomeno va sviscerato, i ragazzi resi coscienti di quanto si accingono a fare.

Intanto i video in concorso possono essere votati fino alle ore 13.00 del 23 novembre; il 27, alle ore 10.30, ci sarà la premiazione in videoconferenza tra gli studenti dell’Iti e del liceo scientifico Fermi per mancanza di luoghi in cui possano essere fisicamente accolti tutti. I due video vincitori saranno proiettati il 2 dicembre durante le varie attività della multisala Igioland. “E’ bello- conclude Formichetti- che le realtà locali si sentano coinvolte e aderiscano a queste iniziative”. E’ di solo qualche giorno fa la notizia di alcuni ragazzi minorenni arrestati nell’Alto Sangro proprio per aver messo in atto tutta una serie di violenze per ottenere soldi dai compagni di scuola. Insomma, non è un fenomeno così lontano.

#fermibulli è l’hashtag dell’iniziativa, mentre è possibile trovare tutti i video su YouTube. Nel visionarli saltano all’occhio diversi slogan: “E se tutto questo succedesse a te?”, “non tenetevi tutto dentro”.

Simona Pace

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