Fiom: timori per la Magneti Marelli, chiesto incontro con Regione e Mise

Sul destino di Magneti Marelli la questione si fa calda, le parole sarebbero quelle di scorporo o vendita. La preoccupazione cresce, palpabile, tra i comparti e i sindacati, così che Fiom Cgil provincia di L’Aquila, la Fiom Regionale e le Rsa della Fiom, a fronte del rincorrersi delle notizie, hanno richiesto alla Regione Abruzzo un incontro urgente.

Un tavolo necessario perché, spiegano, “il Gruppo Marelli lavora su elettronica, motore elettrico e lighting che hanno una forte diversificazione delle commesse anche da produttori di auto stranieri, mentre Plastica e Sistemi Sospensioni sono spesso legati a doppio filo ai volumi di FCA”. A destare timori, senza girarci attorno, sono le eventuali ipotesi di “spezzatino”, per questo la ncessità di un confronto con la Regione e con il Mise, Ministero dello Sviluppo Economico, per capire quale sarà il futuro dell’unica grande realtà industriale rimasta in valle Peligna, per garantire l’occupazione e gli investimenti, sia negli stabilimenti di produzione che in quelli di ricerca e sviluppo, anche per impedire la perdita del know-how del sistema Paese.

La Fiom ha sempre dichiarato di essere contro qualsiasi ipotesi di “spezzatino”e di porsi l’obiettivo di salvaguardare il sistema industriale italiano della componentistica, di cui Magneti Marelli, sarebbe potuta essere un polo di attrazione per una internazionalizzazione”. Qui però aggiungono, sembrerebbe proporsi “una cessione a una multinazionale giapponese”.

Una questione, quella della Magneti Marelli, che rimpalla in queste giornate febbrili di assemblee e richieste di incontri. Proprio sul destino dell’azienda, il nostro blogger, Antonio Iannamorelli, aveva fornito spiegazioni e un possibile scenario della vicenda, partendo dalla notizia data dal Wall Street Journal, e che non era stata smentita, secondo cui il gruppo FCA sarebbe interessato a cedere Magneti Marelli. Un nome per tutti, anzi una sigla, KKR. Non un’industria ma uno dei più grandi player del mercato finanziario mondiale operante nel settore del private equity. “Sostanzialmente il suo business funziona così: banche, assicurazioni, fondi pensioni affidano a KKR i propri capitali”.

La richiesta da parte della Fiom è quella di avere garanzie per l’occupazione e gli investimenti, sia negli stabilimenti di produzione che in quelli di ricerca e sviluppo, anche per impedire la perdita del know-how del sistema Paese.

Il sindacato in queste settimane è impegnato in tutti gli stabilimenti per tenere le assemblee sulla scadenza del CCSL contratto collettivo specifico di lavoro, “il primo punto della piattaforma è avere chiarezza sul futuro proprietario del gruppo”.

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