Frana Marane: fatto il sopralluogo ora è necessario trovare fondi. Venerdì summit in Comune

Si chiama “debris flow” il fenomeno franoso che ha interessato l’area Casino Pantano in zona Santa Lucia alle Marane lo scorso 16 agosto, una colata detritica (alta due metri) che si genera nei canaloni a causa dell’abbondanza dell’acqua (in questo caso quella piovana dei giorni scorsi) la cui intensità dipende dall’energia e dall’inclinazione del versante. Una spiegazione scientifica fornita dalla geologa Katia Di Nisio coinvolta, nel sopralluogo effettuato questa mattina nella zona, dalla Regione in base ad una convenzione con l’ordine dei geologi. “Un effetto naturale” aggiunge, perchè si sa che l’acqua tende ad incanalarsi in queste conformazioni. E tutto sommato è andata bene perchè “l’energia dei detriti è stata in parte mitigata altrimenti il muro delle villette a ridosso delle quali è arrivata riporterebbe danni” prosegue la geologa che rassicura che dopo fenomeni di questo tipo “è improbabile che possa verificarsi di nuovo un effetto del genere. Altra acqua, dipende dall’intensità e dall’energia, potrebbe rimuovere qualche altro detrito, ma non con la stessa portata”. Una serie di concause che hanno reso quella nota ai più come la “Ravara” del Morrone un potenziale pericolo, ulteriormente indebolita, nella parte superficiale del terreno, dall’incendio dello scorso anno.

Dal sopralluogo di questa mattina sono emersi anche altri problemi come l’interruzione della strada che conduce alla località Vicenne e all’Eremo di San Pietro, da dove è partito lo scivolamento pietroso. “Aree queste- dichiara il vicesindaco del Comune di Sulmona, Nicola Angelucci- colpite dall’incendio dello scorso anno, che necessitano di interventi di immediata emergenza, al fine di scongiurare ulteriori analoghi fenomeni e mettere in atto

operazioni di prevenzione”. Per farlo è necessaria la relazione geologica da redigire in base ai dati raccolti e nella quale verrà indicato il da farsi. Al vaglio c’è la possibilità di un intervento di urgenza per togliere i massi più grandi per mettere in sicurezza le abitazioni.

Per venerdì prossimo (ore 11), a proposito, a Palazzo San Francesco è stato convocato un summit con le Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, la Prefettura, i funzionari e dirigenti comunali, geologi, esperti e professionisti del settore, per mettere “sul tavolo tutto il materiale reperito, utile per aggredire il problema il più rapidamente possibile, per reperire i fondi necessari e intervenire subito per la salvaguardia dell’incolumità pubblica” conclude Angelucci. Nel frattempo l’area continua ad essere costantemente monitorata, mentre a monte sono rimasti isolati animali al pascolo (nelle aree non percorse da incendio), circa 80 mucche e cavalli.

Simona Pace

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