“Il 25 aprile è il giorno più bello per incontrarsi”

“Il 25 aprile è il giorno più bello per incontrarsi”. Inizia così il messaggio di chiamata alle cittadine e cittadini che spontaneamente anche quest’anno hanno scelto di riunirsi nella piazza pratolana dedicata alla Brigata Maiella.

La Liberazione dall’occupazione nazi-fascista si celebra forti anche della medaglia al valor militare consegnata ieri al Comune pratolano per l’impegno alla lotta partigiana di Vittorio Mondazzi. Un riconoscimento ritirato direttamente dall’amministrazione per mancanza di parenti prossimi.  Mondazzi, ceramista pratolano, “è stato uno dei 40mila soldati italiani che hanno combattuto con l’esercito partigiano del maresciallo Tito per la liberazione della Jugoslavia dal nazifascismo, cadendo armi in pugno”. Solo qualche riga per descrivere un personaggio quasi leggendario le cui storie raccolte in un libro, curato da Edoardo Puglielli, saranno presto pubblicate.

Non solo lui. L’impegno di Pratola alla causa di libertà fu consistente. Centotto i volontari che si arruolarono tra le

fila della Brigata. Ecco perché commemorare le loro vite in un luogo specificatamente dedicato diventa il modo migliore per donare alle nuove generazioni l’esatta memoria che tramanda la storia. La storia è quella di semplici uomini e donne che hanno dedicato parte della propria vita, o che l’hanno persa, per difendere ideali minacciati dalle imposizioni e da meccanismi politici più grandi. Gli stessi che hanno leso la semplice quotidianità di ognuno. Riflettere su questi particolari, andare oltre la superficialità e i semplici testi scritti, che a volte appaiono così lontani dall’attuale contesto storico, potrebbe essere il mezzo per sentire quanta “resistenza” è ancora necessaria.

L’appuntamento di Pratola non è solo un modo per tramandare storie, nomi e fatti di giovanissimi che hanno creduto con forza e fervore in una Italia dalle fondamenta democratiche, ma diventa anche il luogo dal quale ripartire per proseguire verso un generale rinnovamento umano.

Passano le guerre e le tirannie, cambiano le idee e le motivazioni, ma resta sempre la necessità di un movimento vocato alla giustizia e al miglioramento dell’essere.

Simona Pace

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