Il controprogetto: un centro per le auto

In questo periodo c’è un bel fermento in Città. Mai c’è stato un dibattito così vivo sulla pedonalizzazione di Corso Ovidio, ci voleva il Covid-19 e una crisi da far paura. Si spera che tutto questo non rimanga sulle tastiere, sul web, nei commenti scritti a questo o quell’articolo. Si spera che tutto questo non muoia in confronti di facciata per poi prendere mezze decisioni che, per accontentare un po’ tutti, finiscono per scontentare, ma soprattutto danneggiare gli interessi economici di chiunque. Le vecchie sperimentazioni sull’APU non erano adeguate, forse è stato compreso; chiunque in questo momento le avrebbe riproposte senza colpo ferire se ne fosse stato convinto.
Ad ogni modo il dibattito va mantenuto vivo, anzi alimentato, perché c’è ancora chi crede che pedonalizzare Corso Ovidio non sia la soluzione. Per sostenere una tale tesi però bisogna risolvere alcune questioni: la gestione degli spazi, la convivenza auto-pedoni, la questione parcheggi, tempi e modi di acquisto, la compatibilità delle proposte con l’essere comunità, intesa come lo stare insieme stringendo rapporti sociali. In pratica serve un controprogetto sbilanciato a favore delle auto che da un punto di vista tecnico è fattibilissimo, bisogna però elaborarlo. Nessuno finora l’ha mai presentato e allora bisogna fare l’avvocato del diavolo.

Majella, Genzana e Morrone da sempre sorvegliano sulla città e i suoi vizi. Le tre figure proteggono Piazza XX dove le macchine sprigionano veleni incuranti dei loro effetti. Ovidio e i suoi canti d’amore e natura abdicano dal loro ruolo di guida in favore di un film al DriveIn. Una scheggia di suolo logorato sorregge la scena a denunciare come il suo consumo ha inesorabilmente portato all’abbandono del centro storico.
Francesca Ferzocoo

Chi teme che sopprimere il passaggio delle auto causi un crollo delle vendite probabilmente immagina su Corso Ovidio uno shopping stile McDrive, un sistema di ShopDrive. I commercianti trasferiranno così i loro banconi e le loro casse sull’uscio dei propri negozi servendo i clienti che non avranno più bisogno di scendere dalla loro auto. Invece come lo immagina chi giustamente pensa che l’assenza di parcheggi continuerà ad avvantaggiare i centri commerciali piuttosto che il centro storico? Probabilmente vorrebbe un DriveIn in Piazza XX dove i clienti, nell’attesa di fare la fila al negozio, potranno godersi un bel film gustando pop-corn e patatine seduti sui sedili delle proprie auto.

Si potrebbe continuare all’infinito ad elaborare scene che disegnino il centro storico a misura d’auto perché tecnicamente è possibile. Diventa però doveroso chiedersi: sarebbe questa la soluzione più giusta? Non esiste arma più efficace dell’arte della maieutica. Socrate insegna che bisogna confutare le opinioni altrui per poter far partorire nell’interlocutore una nuova consapevolezza. Sostanzialmente anticipava i processi partecipativi, in cui c’è sempre un maestro, la politica, che dovrebbe educare l’interlocutore, la cittadinanza. Qui si cerca di fare il contrario per scrollarsi di dosso le responsabilità delle scelte da fare.

Dunque come funzionano i centri commerciali? L’auto si parcheggia all’esterno mentre all’interno ci si muove solamente a piedi. Sarebbe impensabile sfrecciare con il proprio veicolo nelle gallerie del Nuovo Borgo o del futuro nuovo Iper Sidis. Eppure quel modello commerciale funziona. Perché non dovrebbe essere lo stesso per il centro storico? Perché mancano i parcheggi per i residenti, per i lavoratori, per i commercianti, per i clienti. Quindi percorrendo le Circonvallazioni bisogna avere la possibilità di parcheggiare al di fuori della cinta muraria per poi addentrarsi nei vicoli ed accedere sull’APU. Un sistema di tabelloni luminosi informativi della disponibilità di posti auto liberi scongiurerebbe ogni forma di congestionamento. Ma purtroppo il parcheggio di Santa Chiara si preferisce tenerlo vuoto, a discapito di un efficiente servizio alla cittadinanza e di un maggiore introito che farebbe solo del bene alle casse di chi lo gestisce e, per quel poco che ne rimane, del comune. Il parcheggio di Japasseri, senza avere una precisa logica strategica, è stato soppresso in favore di una nuova area camper che poteva continuare a convivere con le auto come sempre aveva fatto.

Ad ogni modo non tutto è perduto perché la promiscuità tra area di sosta e area camper potrebbe essere l’ancora di salvezza per garantire una proficua gestione al fortunato che la prenderà in custodia, sempre che non ci si culli sugli allori per aver recuperato solamente 50 posti auto. Infine, dall’altra parte del centro storico un’intera area di risulta, abbandonata ed incolta, aspetta da anni di essere messa a sistema. Ci si può ancora permettere il lusso di non mettere a regime spazi urbani con una simile potenzialità?

Valerio Vitucci

34 Commenti su "Il controprogetto: un centro per le auto"

  1. Quei tempi sono finiti…anche i locali pubblici erano delle camere a gas per via del fumo.
    Ieri ha riaperto il mercato, ho fatto due passi a piedi per il corso…finalmente pieno di gente a passeggio dopo la grande paura del corona, almeno così mi è sembrato dopo tre mesi di desertificazione.
    Ho notato che fuori dai bar, seduti ai tavoli, vi erano persone troppe vicine e senza mascherine.
    Senza macchine è decisamente meglio, ma bisogna recuperare e realizzare tutti i posti parcheggio possibili a ridosso degli accessi al corso e alla città antica. La metà gratuiti, please.

  2. Penso ch la nostra sulmona sia una cittadina piccola. prevalentemente in pianura…. Apparte chi ha difficoltà di movimento ci si può muovere a piedi in bicicletta ed ora anche con monopattino eltt. Iniziamo a pensare anche a percorsi ciclabili che ci permettono di spostarci anche senza l’automobile. Ho capito che abbiamo avuto la fiat in Italia che premeva x usare solo la macchina ma ora i tempi stanno cambiando ci sono incentivi x usare mezzi di trasporto ecologici… Dobbiamo avere i percorsi x poterli usare questi mezzi.

  3. aprite tutto, chiusura del corso solo per 2 ore al mattino e 2 la sera. che cavolo. State facendo diventare Sulmona un dormitorio per anziani!

  4. Ma è così faticoso raggiungere a piedi il centro storico parcheggiando l’auto in Via Papa Giovanni XXIII o Via Togliatti !
    MA !!

  5. No alla creazione di un nuovo parcheggio (e poi come: a raso o multipiano, con quale capacità posti, ascensori, scale mobili o elicotteri?) sull’area a ridosso della Circ. Occ.le, la città non ne ha bisogno, resterebbe inutilizzato come quello di Santa Chiara; e poi continuerebbero a chiederne altri e farebbero tutti la stessa fine. Semmai l’area andrebbe valorizzata come area verde interna, se non ancora meglio come orto cittadino interno (a rotazione fra i richiedenti) alla città, cosa che nessun’altra città potrebbe vantare come area così prossima alle mura della città, che creerebbe anche un nuovo modo di vivere le città in un contesto moderno e ancor più se all’interno di una città medievale, con un ritorno di immagine certo che potrebbe contribuire a sconfiggere “anche” questo calo demografico cittadino ancora più marcato nel C.S., calo demografico che è il vero problema della città.
    Va spezzato, eradicato, annientato il concetto di mobilità con le autovetture nel C.S. e questo ancora prima del falso convincimento che commercio vuol dire autovettura. Al giorno d’oggi, di mezzi alternativi di trasporto e per tutte le esigenze (merci, individuali, collettivi) ve ne è un’ampia gamma e non può essere più una scusante. Per ns. fortuna abbiamo una conformazione cittadina e un ventaglio di opportunità che ben poche altre città possono avere, basta reinventarsi un po’ il modo di vivere la città, ma principalmente la volontà deve venire da noi stessi, dopodiché i parcheggi risulteranno essere un non problema!!!

  6. Io rimetterei le auto e i pulman a doppio senso di circolazione…..

  7. Daje con gli assembramenti in corso Ovidio. Scommettiamo che tra poco esce qualche nuovo caso di covid? Magari da qualche struttura?

  8. A chi ritiene che le macchine debbano passare per il corso, con tutto il rispetto, fa affermazioni un po’ semplicistiche. Mi sembra di capire che l’articolo vi inviti a discutere di soluzioni concrete pro o contro le macchine, almeno provateci…

  9. bene,per tutte le teorie “economicommercialiecoturistiche” dei nostri pensatori quiz,le soluzioni esistono,le risposte ,i modelli vincenti sono appena fuori porta,basta copiarli,i centri storici anche quelli creati artificialmnete,arredati,decorati,curati nei minini dettagli,(grandissime citta’incluse,Londra,Barcellona,Parigi,New York,ecc) sono tutti pedonalizzati,riportati indietro nel tempo,”a misura d’uomo”,meglio adeguato,adatto alle esigenze,bisogni dell’individuo,(residenti e non) anzitutto tranquillita’,comodita’,calma,
    relax,lentezza,quiete,sicurezza,ecc…e’ tutto gia’pensato,studi,ricerche,approfondimenti,
    analisi,reports,statistiche,ecc indicano le giuste soluzioni,naturalmente anche per il borgo piu’ bello d’italia,(sostengono alcuni),volendo per i tifosi delle banalita’ si puo’
    organizzare una visita alle citta’ pedonalizzate,tutte con risultati incredibili, in termini di benefici ai residenti, e che prima del virus, erano piene di”visitatori/compratori”,
    tutti incuriositi,attratti,affascinati,sedotti,conquistati dal passeggio lento,senza meta,
    emozionati,sereni,felici,appagati dal piacere della vivibilita’ del luogo,o no?

  10. Senso unico per le due circonvallazioni e parcheggio per tutto il tratto (circa 2 km.)che significa circa 500 posti macchina.In tutto il mondo i paesi come Sulmona hanno il centro storico chiuso alle macchine.Vi invito a visitare Insbruk,Salisburgo,tutti i paesi europei per capire cosa significa un centro solo perdonabile.Sulmona non è da meno

    • Soluzione già adottata decenni fa e subito accantonata nel giro di 3 giorni, ma ciò non vuol dire che non possa avere una nuova e più attuale validità.

  11. Orto cittadino? Ci sono decine di ettari di terreno incolto adiacente alla città…incolti perché la terra è bassa…
    e come recita un antico detto contadino: “ L’orto vuole l’uomo morto” .
    Scherzi a parte, prospiciente all’ingresso della caserma dei Vigili del fuoco, vi è un parcheggio gratuito molto utilizzato, a volte ci parcheggio anch’io per comodità e poi salgo a piedi in centro.
    Ecco, pensavo ad un parcheggio gemello sul lato opposto della circonvallazione.
    Deve essere gratuito e in parte riservato agli abitanti del centro storico sovrastante, eliminando i parcheggi nelle strette vie e a ridosso dei bellissimi palazzi ivi presenti.
    Che senso ha pedonalizzare il corso e appena giri l”angolo trovare decine di macchine ammucchiate alla meno peggio.
    Ci vuole solo un po’ di “coraggio”… e la mente sgombra da pregiudizi e clientelismo elettorale.

    • Questi orti ora caduti in disuso e snobbati, hanno dato da mangiare per generazioni tanto ai contadini quanto ai signorotti sulmontini, entrambi ora “motorizzati e impigriti” e ne hanno fatto per la maggior parte anche l’unica fonte di reddito. Ai più, ai giorni d’oggi può sembrare anacronistico, ma il fenomeno degli orti urbani è una realtà ben consolidata sopratutto nelle medie e grandi città e non sono un numero esiguo coloro che riscoprono questa “sana” quanto “rozza attività” di supporto più alla qualità della vita che al bisogno di cibo. Una migliorata qualità della vita che si arricchisce passo dopo passo, azione dopo azione, fatta anche con l’uso intelligente dell’autovettura!!!
      Ma tornando a bomba, dove lo vedrebbe ben posizionato questo/i parcheggio/i sulla Circ. Or.le e di che ordine di grandezza parla, e quali i parcheggi interni da eliminare, quali i raccordi con la città?
      Vedo positivamente che vi sia un fiorire di idee e proposte e ad ognuna di esse va data la giusta valenza e rilevanza!!!

  12. La campagna di Sulmona e il suo circondario è pieno di orti, giorni fa mi sono recato a comprare delle piantine per il mio orto, per i pomodori uso ancora la mia “semente” dell’antico pomodoro peligno a pera, nonostante il Covid ho dovuto fare tre quarti d’ora di fila. C’erano almeno venti persone ad aspettare.
    E così anche la settimana seguente. Segno che si è tornati a coltivare…almeno il piccolo orticello.
    Stiamo rinsavendo, piccoli orticelli sono visibili anche nei giardini delle villette all’interno della civitas.
    Credo che per funzionare bene una ZTL, che ripeto deve essere estesa a tutta l’area occupata dal reticolo abitato della Sulmo Italica-Romano, ha bisogno di avere dei parcheggi sufficienti ad ospitare sia le auto dei residenti che quelle dei visitatori/turisti.
    Per questo pensavo ad un progetto che prevedesse un parcheggio riservato in parte anche ai residenti, da realizzare sui terreni di risulta adiacenti alla circonvallazione occ.le prima del semaforo di porta romana.
    I parcheggi interni, in quanto zona ZTL, sono su via della Lapide, via Corfinio, dietro palazzo Tabassi , via Ercole Ciofano…e circostanti.
    I palazzi più belli sono ubicati in quest’area.

    • 400 posti auto inutilizzati a santa chiara, per i residenti costa 30 euro al mese parcheggio custodito e al coperto, e volete altri parcheggi, ma non scherzate, diciamo che un euro al giorno vi fa paura…. Discussioni senza logica.

    • Ho vivamente apprezzato la rivisitazione del precedente commento di “decine di ettari di terreno incolto adiacente alla città…incolti, che nel successivo post diventano “aree pullulanti di orti” e anche “nell’interno della “urbs” e mi riconosco pienamente nelle ragioni da lei confermate. L’area da lei indicata come nuovo parcheggio (1)ha dal mio punto di vista dei suoi limiti, quali l’accesso unico da via Porta Romana, allo stesso modo di come lo sono già i parcheggi da tempo esistenti nell’antistante area. Diversamente valuterei l’area come una nuova area verde, ma a chi del settore verificarne la sua disponibilità e utilizzabilità, nonché valutarne la relazione costi-benefici, ma resto dell’idea che l’area ha delle sue potenzialità e che andrebbe recuperata alla comunità. Completando l’analisi dell’area posta al di sopra della Circ.ne Occ.le nel tratto compreso tra Porta Romana e Porta S. Antonio, va detto che gran parte di quest’area è di proprietà privata e parte di essa è già in parte destinata ad orto (Discesa di Porta Molina – 2) e la restante e marginale area posta proprio al di sopra del parcheggio a raso sulla Circ.ne Occ.le da lei citato e destinata a parco pubblico (Discesa di Porta Romana – 3 ) è decisamente scoscesa nonché troppo piccola da essere sfruttata che vedo poco sfruttabile e per grandezza e per orografia.
      Ripeto il mio maggior timore è quello di creare parcheggi inutilizzati e continuare a alimentare il discorso per poi non farne nulla che è quanto accaduto nel passato ed è la lezione che nessuno di noi ha ancora imparato per egoismo prettamente sulmontino. Nello scrivere mi è venuta un altro possibile utilizzo del parcheggio di S. Chiara, e questo per coloro che lamentano l’eccessiva distanza dalla porta di casa e cioè la realizzazione di una velostazione in cui riporre la propria bici, motorino / monopattino elettrico custodito, video sorvegliato e con ingresso regolamentato con tessera collegata al proprio abbonamento, se non, ancor meglio per chi non vuole o non può rincasare il mezzo, un sistema di bike sharing di bici di diverse tipologie (per intenderci , con pedalata assistita per i meno volenterosi e anziani, o anche bi/tricicli con capiente carrello porta oggetti, per chi vuol far spesa nel C.S. e così ci toglie tutte le scuse e anche tutte le paure di eventuali furti e responsabilità se non quella dell’uso corretto del mezzo…. Semplice, economico e funzionale per tutti e così inizieremo a dare una nuova vita, speranza e mentalità a questa città che recrimina il suo ruolo guida nella regione e che ne aveva fatto nel passato una città meritoria di gloria e dall’alto valore di imprenditorialità ovunque riconosciuto ed acclamato.

      P.S.: Purtroppo l’inserimento di URL di google maps (indicati con i numeri 1,2 e 3) identificanti le zone interessate hanno messo in moderazione il precedente e identico post inviato.
      Tenterò di inserirli con diverso metodo in un seguente post. Se non funzionerà, ultima istanza è che la redazione sblocchi il precedente post.

  13. Bisognerebbe chiedersi il perché quel parcheggio resta inutilizzato. Forse i Peligni soffrono di claustrofobia.
    Come si può pensare di fare turismo, di attrarre visitatori, senza offrire un adeguato livello di servizi quando il flusso turistico raggiunge picchi elevati per eventi o manifestazioni.
    Si ha contezza di quanti posti parcheggio dispone la città di Sulmona, al netto di quelli occupati dalle auto di proprietà dei residenti?

    • Condivido la sua perplessità, ma i servizi non sono solo i parcheggi, e quei turisti che lei cita, sono quelli che meno di altri si lamentano di fare due passi a piedi…. Il turista sgambetta ben volentieri, ancor più se trova una città immersa nel verde, nell’ordine e nella pulizia, nei modi corretti, gentili e garbati di chi li accoglie e ospita, sgombra da auto e non asfissiata dai fumi!
      Il turista non chiede altro che UNA CITTA’ A DIMENSIONE D’UOMO, da godersi e vivere piacevolmente e serenamente!

  14. È proprio questo che manca, se l’esempio di verde è il parco fluviale e la Villa comunale, siamo ancora all’anno zero. Bisogna migliorare anche per i modi gentili e garbati.
    Per la ZTL non vedo convergenze…se si fanno proposte di farla partire dalle ore 18.00.

  15. Temp, le decine di ettari di terreni incolti non sono in contrasto con le centinaia di piccoli appezzamenti coltivati ad orto, spesso “ritagliati” all’interno di giardini. Sono ambedue una realtà che ben si evidenzia nell’area suburbana e urbana della città.
    In genere la coltivazione di un orto per le esigenze familiari, occupa una piccola superficie non superiore a 2-300 metri quadri. Spesso anche di poche decine di metri quadri e anche meno.
    Discorso diverso per le coltivazioni intensive, tipo Marsica per capirci, che nella Valle dei Peligni sono completamente scomparse. Com’è scomparsa la coltivazione dell’aglio rosso di Sulmona, un’eccellenza culinaria, sostituito da pochi ettari di cultivar francesi e spagnoli. Oggi le coltivazioni dell’aglio rosso di Sulmona si contano sulle dita di una sola mano.
    Benissimo aree a parco pubblico ma poi che siano manutentati, in quanto esibire spazi verdi gradevoli e costantemente ben curati e strade pulite, è sempre un ottimo biglietto da visita per i turisti ma anche per i residenti. Anche per dare un senso al pagamento della TASI.
    Tornando al parcheggio, pensavo più ad un utilizzo primario dei residenti del centro storico per decongestionare la sosta e il transito in caso di ZTL.
    Progetterei un parcheggio a raso, con posti auto coperti da vendere prioritariamente ai residenti, quindi a costo zero e copertura con un tetto verde estensivo pensile. Lasciando in situ il vecchio muro in pietra.
    Impatto ambientale e paesaggistico non rilevabile.
    E ripeto una domanda a cui nessuno credo sia in grado di dare una risposta:
    si ha contezza dei parcheggi esistenti attualmente a Sulmona, al netto delle autovetture possedute dai residenti e quindi a disposizione del flusso turistico?

    • PVS, resti al tema, non c’era bisogno di fare discorsi da latifondista marsicano, il discorso era chiaramente ed inequivocabilmente indirizzato sugli orti interni o esterni al perimetro cittadino.
      Per la manutenzione del verde è certo che vada effettuata la dovuta manutenzione.
      Vedo poco funzionale e rispondente a verità il decongestionamento di traffico e di sosta in zona, traffico e coda che inevitabilmente si incanalerebbe su via Porta Romana, che per sua conformazione ed uso è principalmente una strada di uscita dalla città.
      Dove non la seguo e non la capisco e nella sua formulazione della domanda e a quale risposta “mirata” essa tende; maggiori delucidazioni e chiarimenti li potrà avere direttamente in Comune interpellandone i vari uffici che a titolo di prima istanza potrebbe essere il “Corpo di Polizia Locale” per poi salire e sempre a titolo semplificativo e non esaustivo con i settori del Servizio Urbanistica, Lavori pubblici e manutenzioni, Ambiente e infrastrutture, tutti uffici con nomi di responsabili e orari, tutti recuperabili sul sito istituzionale del Comune e ad ottenuta risposta (ovviamente qualsiasi essa sia), la prego di informarcene del suo passo successivo.

  16. Questa del latifondista marsicano é da incorniciare.
    La mia era una semplice constatazione. Incontrovertibile.
    Per le informazioni agli Uffici comunali preposti, vi rinuncio a prescindere, in quanto credo che non otterrei nessuna risposta esaustiva. E poi non ho tempo da perdere nei meandri del “ Palazzo”.
    Lo chiedevo perché sul sito del Comune appare solo questo:
    Piazza Garibaldi (a pagamento)
    Santa Chiara
    Via Iapasseri (per pullman)
    Via Circonvallazione Orientale (area VV FF)
    Piazzale Majella
    Piazza Capograssi .
    Informazioni scarne e incomplete.

    • Incornici ciò che vuole, quel che è scritto resta.
      Dubitare ancor prima di chiedere comunque non risponde al suo quesito, nonchè “marchia” ed “incolpa” altri senza aver avuto risposta a nessuna domanda.
      L’erba voglio è una favola e tale resta!
      Se le informazioni sul sito le ritiene che siano scarne ed incomplete ne faccia la segnalazione anche via mail ai precedenti uffici indicati e chieda cosa vuole, le suggerisco di far inserire un banner con aggiornamento in tempo reale del numero dei posti liberi e la stessa indicazione in situ su ogni parcheggio… certamente un bel servizio per cittadini e turisti.

  17. Saccente e spocchioso.

  18. Specchio specchio delle mie brame chi è il più spocchiosetto e saccentello del reame Peligno?
    Temp…naturalmente! Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp Temp

    • Piuttosto che specchiarsi e ridicolizzarsi ulteriormente, torni a commentare seriamente, scrivendo e rispondendo in modo sensato.

  19. Spocchioso e saccente…

  20. Continua a ripetersi e si è “incontrovertibimente” inviluppato sulle sue parole e peggio su stesso. Mi ricorda i bisticci dei miei figli che si concludevano sempre così:” Specchio riflesso, chi lo dice sa di esserlo”.
    Buona giornata.

  21. Grazie, buona giornata…

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