L’annonaria. Ecco i soldi per fare la spesa

Ammonta a mezzo milione di euro la dotazione per il Centro Abruzzo degli aiuti finanziari alle famiglie più bisognose per assolvere alle esigenze primarie di approvvigionamento di cibo. Dei 400 milioni di euro messi sul tavolo dal governo poco più di 9 milioni spetteranno alla regione Abruzzo (9.355.061,93 euro per la precisione). Di questi per l’area interna che fa riferimento a Sulmona poco più di 14mila euro andranno ai sei paesi della Valle Subequana, quasi 131mila euro all’Alto Sangro (13 Comuni) e la restante fetta da 324.965 euro alla Valle Peligna e Alto Sagittario (17 Comuni), a cui si aggiungono i 33mila euro destinati a Popoli.


I soldi saranno disponibili per i Comuni entro domani e la dotazione per ciascuno di essi è stata calcolata in base alla popolazione (per l’80%) e la restante parte in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun Comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. A questi fondi i Comuni potranno aggiungere quelli delle donazioni attivando un conto corrente specifico al quale gli enti potranno attingere in deroga per acquistare buoni spesa per generi alimentari secondo una lista di esercizi commerciali convenzionati che dovrà essere pubblicata sul sito istituzionale di ciascun Comune o anche per acquistare direttamente generi alimentari da distribuire alla popolazione.


Per compiere queste operazioni i Comuni possono avvalersi degli operatori del Terzo settore, ovvero i volontari; mentre la platea dei beneficiari sarà individuata dagli uffici dei servizi sociali di ciascun Comune. Facile a dirsi, più difficile a farsi: non si tratta, infatti, solo di individuare le fasce più deboli di reddito in generale (di cui ogni Comune ha già più o meno una mappa), ma di stabilire chi, dal blocco delle attività e dall’emergenza sanitaria, ha subito un danno talmente rilevante (si pensi ai piccoli commercianti) da non avere più quel reddito che prima era garantito dal proprio lavoro e che gli permetteva di non risultare tra gli indigenti. Per questo il lavoro da fare nei diversi Comuni oggi sarà notevole, perché bisognerà organizzare la macchina della solidarietà di fatto cambiando i parametri avuti finora. E se questo è relativamente semplice nei piccoli centri, sicuramente è meno facile nelle città più grandi come Sulmona, Castel di Sangro e Pratola Peligna.


Ovviamente, checché ne dica Salvini, non spetteranno 7 euro pro capite, ma saranno aiutate le famiglie che si trovano in maggiore difficoltà.
In aggiunta al contributo governativo e a quello delle donazioni, intanto, anche a Sulmona e nella Valle Peligna si sta diffondendo una catena di solidarietà su Facebook, nella quale singole persone invitano chi ha bisogno e non riesce a fare la spesa a contattarli privatamente per avere un piccolo aiuto. E le richieste, dice qualcuno che ha pubblicato il generoso post, sono state diverse nel giro di un giorno.

Di seguito i contributi governativi per ogni singolo Comune del Centro Abruzzo:


Valle Subequana
Acciano (2.163,22), Castelvecchio Subequo (1.382,94), Gagliano Aterno (1.807,33), Goriano Sicoli (3.469,29), Molina Aterno (2.286,68), Secinaro (3.207,48)

Alto Sangro
Alfedena (5.818,03), Ateleta (8.873,63), Barrea (5.696,29), Castel di Sangro (52.805,02), Civitella Alfedena (1.828,66), Opi (3.103,63), Pescasseroli (18.724,55), Pescocostanzo (6.672,57), Rivisondoli (3.790,25), Rocca Pia (1.205,76), Roccaraso (12.762,36), Scontrone (4.709,88), Villetta Barrea (4.844,15)

Valle Peligna-Alto Sagittario
Anversa degli Abruzzi (2.012,70), Bugnara (7.830,55), Campo di Giove (4.924,02), Cansano (1.808,52), Cocullo (1.367,79), Corfinio (7.792,71), Introdacqua (14.189,99), Pacentro (9.067,34), Pettorano sul Gizio (10.363,97), Pratola Peligna (58.039,81), Prezza (7.509,10), Raiano (20.344,57), Roccacasale (5.339,71), Scanno (14.191,67), Sulmona (150.572,55), Villalago (3.882,13), Vittorito (5.737,95)

Popoli (33.454,52)

6 Commenti su "L’annonaria. Ecco i soldi per fare la spesa"

  1. Publio Vettio Scatone | 30 Marzo 2020 at 1:28 am | Rispondi

    E quali sarebbero le famiglie che stanno in difficoltà?
    Spero che non siano quelle che chiagnene e fottono il prossimo, anche perché spesso, e molti, non hanno voglia di fare nulla. E poi con quali criteri vengono individuate e da chi?
    La spesa magari verrà comprata da negozi “ amici e sostenitori del Sindaco” a prezzi raddoppiati.
    Lo Stato, attraverso l’Agenzia delle Entrate, potrebbe incrociare in un attimo tutti i dati di ogni cittadino: reddito, proprietà e soldi depositati nei conti correnti. E poteva provvedere direttamente a fargli arrivare una somma congrua alla bisogna.
    Altro che Salvini, in Italia con i soldi stanziati per le emergenze i politici hanno sempre fatto “ carne e’ puorc”,
    e quelli con le casacche rosse non sono secondi a nessuno.

  2. l’agenzia delle entrate dovrebbe,secondo me, sin d’ora coordinare questa fase non poco delicata onde evitare successivi e spiacevoli controlli in seguito. tempo da perdere ora non ne abbiamo. i soldi devono essere erogati (magari sotto forma di blocchetti buoni spesa da utilizzare in supermercati del circondario) a famiglie davvero bisognose.

  3. Mezzaluna interna | 30 Marzo 2020 at 1:49 pm | Rispondi

    Io personalmente sarei più propenso a politiche del tipo “helicopter Money” senza passare dalle istituzioni, è molto più semplice. In alcuni paesi viene già dibattuta, dovremmo farlo anche noi perché dopo è durante questa emergenza rischiamo una bella crisi economica…

  4. Mezzaluna interna | 30 Marzo 2020 at 2:04 pm | Rispondi

    Mi correggo volevo scrivere intermediari non istituzioni.
    Deve essere lo stato a metterli direttamente nei c/c

  5. si mezzaluna sono d’accordo. il problema è che i soldi ora sono già stati stanziati agli 8000 comuni italiani. quindi bisognerebbe ragionare sul da farsi viste le circostanze… siamo tanto intelligenti avremmo dovuto fin dall’inizio esser pronti prontissimi all’emergenza. ma dove son finite le teorie prassi e procedure del risk management??? che senso ha studiarlo senza poi metterlo in pratica … ma…

  6. Mezzaluna interna | 30 Marzo 2020 at 9:28 pm | Rispondi

    Economist, ascolti è vero li hanno stanziati amen. Sono sempre soldi alla popolazione ma sono una goccia a confronto di quello che servirà per ripartire. Dobbiamo chiedere a gran forza misure che ci preparino al dopo e dobbiamo essere solidali e fermi in questo. La letteratura economica e storica può suggerirci le soluzioni e in quel senso dobbiamo muoverci!
    E dobbiamo svegliarci perché di problemi grossi ne abbiamo due…

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