Il mistero dei fondi, si difende la Di Nino

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Antonella Di Nino all’accusa mossa dal Pd pratolano che le ha contestato una certa “negligenza” nella richiesta di fondi all’Ufficio Speciale di Fossa entro il 20 ottobre. Si parla di 7 milioni di euro persi.  Secondo i dati raccolti dai democrat, infatti, non ci sarebbe stato alcun invio che rivendica, invece, la prima cittadina. “Il 20 ottobre dello scorso anno- si difende-, infatti, ho firmato insieme ai responsabili dell’ufficio tecnico e dell’ufficio sisma del Comune la lettera inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’Ufficio Speciale di Fossa con l’elenco degli immobili da finanziare e con la richiesta di avere maggiore tempo per colmare la grave lacuna dei documenti mancanti ereditata dall’amministrazione del Pd; lettera inviata poi anche tramite Pec come testimoniano i documenti che si allegano”.

In base agli allegati la pec è stata inviata il 22 novembre a garanzia della precedente richiesta in

formato cartacea come testimonia anche una mail  dei tecnici comunali, l’ingegnere Franco Raulli e l’architetto Laura Fontana. I due, tra l’altro, nella missiva sottolineano come il contenuto della risposta sia “frutto di ciò che è stato rinvenuto nell’ufficio sisma il quale è stato gestito, nella precedente amministrazione, direttamente dagli amministratori con il supporto dell’ing. Mirco Santilli, in quanto il sottoscritto ing. Raulli, come da copiosa corrispondenza in atti, non ha mai avuto la possibilità di assumere ruoli e funzioni e la sottoscritta arch. Fontana ha assunto il ruolo di responsabile dell’ufficio sisma dal 19/10/2017”.

La Di Nino prosegue nella sua risposta che il termine del 20 ottobre “era un termine indicativo e non perentorio. E che se davvero fosse stato perentorio (cosa che non ha compreso il Pd!), a quest’ora la precedente Amministrazione, oltre a non aver saputo amministrare avrebbe anche dovuto rispondere per ulteriore grave danno ai concittadini in aggiunta a quelli già prodotti”. Il Pd, tuttavia, sottolinea come a Fossa non risulti nulla, almeno fino al 5 gennaio scorso.

Anni di ritardi ed omissioni della vecchia amministrazione per la Di

Nino, “con risultati che sono sotto gli occhi di tutti” con accuse del Pd che avrebbero solo lo scopo, a suo parere,  “di scaricare su quest’amministrazione l’incapacità di costruire negli anni precedenti le documentazioni necessarie per poter accedere ai finanziamenti delle strutture pubbliche in esame. Ma stiano tranquilli, faremo la nostra parte anche su questo punto nell’interesse della comunità”. Nel chiudere la sua nota la prima cittadina si toglie un sassolino nella scarpa puntando il dito contro quella che non ritiene una opposizione costruttiva: “Se è vero che hanno visto la lettera il 29 settembre 2017 perché non hanno detto al Sindaco che per quella richiesta avevano preparato i progetti da inviare? Invero questo non lo hanno fatto solo perché nulla avevano prodotto ed hanno preferito tacere salvo poi pensare di fare lo scoop ….. rivelatosi, invece, la loro ennesima magra figura!”.

S.P.

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