Monitoraggio a Ravara Bianca: trovate altre esche avvelenate, continuano le indagini

Non si è lasciato nulla al caso questa volta.  Dopo la morte per avvelenamento di due cani da tartufo nei pressi della linea tagliafuoco, ieri è stato effettuato un monitoraggio nella zona pedemontana del comune di Pratola con esito positivo purtroppo. La squadra del nucleo cinofilo antiveleno dei carabinieri del Parco di Assergi, che sta indagando sull’episodio, insieme ai tecnici del Parco Majella, è partita così in un sopralluogo trovando nascoste diverse esche avvelenate in zona Ravara Bianca. Resta così interdetta l’area, già vietata dal 23 febbraio ai camminatori in vista delle perturbazioni di Burian, almeno fino a quando la zona sarà completamente bonificata.

Ma l’attenzione deve restare alta, il buon senso al massimo, a rischio ci sono gli amici a quattro zampe, quindi nessuna distrazione è concessa. D’altronde episodi di questo tipo si sono già verificati, a Pacentro solo qualche tempo fa, a Pratola l’estate scorsa con una serie di segnalazioni di cibo indiziato che nei fatti, poi, hanno portato alla morte per avvelenamento due cani a distanza di un mese, nello sgomento di padroni ed amanti degli animali.

Una azione che ha del disumano e che, chissà, potrebbe essere rintracciata nelle lotte intestine tra cercatori di tartufi, almeno nel caso dei bocconi ritrovati in montagna, che tra l’altro metterebbe a repentaglio anche la vita della fauna selvatica in un area parte del Parco Nazionale della Majella già fortemente danneggiata dagli incendi della scorsa estate. Una vicenda preoccupante, di certo da non sottovalutare. Messa in conto la bonifica, intanto, l’ideale sarebbe restare in guardia, mentre le indagini avviate dai carabinieri del Parco proseguono.

 

 

 

Commenta per primo! "Monitoraggio a Ravara Bianca: trovate altre esche avvelenate, continuano le indagini"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*