“Nessuna correzione al bilancio”, le capriole e l’umorismo di Cogesa

Meno male che c’è il Cogesa a tenere alto il livello di umorismo nel territorio, anche se a conti fatti, è il caso di dirlo, da ridere c’è ben poco.

Con una nota recapitata oggi alla nostra redazione, infatti, la società partecipata dà la sua curiosa lettura dell’articolo da noi pubblicato e relativo alla vicenda dei crediti svalutati della Daneco che hanno falsato di fatto il bilancio 2018.

“Poiché il bilancio 2018 è ormai definitivamente approvato e chiuso alla data di approvazione da parte dei soci, nessuna correzione è possibile e soprattutto è stata fatta. Trattasi della semestrale – si legge nella nota Cogesa – che, così come prassi in molte società anche se non obbligate, l’amministratore unico ha inviata ai soci Cogesa Spa e dalla quale, contrariamente a quanto da voi erroneamente riportato, risulta un utile di circa 500mila euro, nonostante l’avvenuta svalutazione del credito Daneco”.

Per supportare la sua tesi Cogesa allega anche uno schemino nel quale si illustra la situazione finanziaria al 30 giugno 2019 (cioè a bilancio 2018 chiuso e approvato) e che trova un pareggio di bilancio (in previsione sul 2019) di circa 8 milioni di euro, di cui, appunto, circa 477mila euro di utile.

La forzatura è così evidente da suscitare ilarità: il Cogesa sposta cioè la svalutazione del credito sul 2019, “salvando” così il bilancio 2018. Procedura, tra l’altro, non consentita dalla normativa che prevede che i crediti e i debiti, e le loro svalutazioni, siano iscritti nel bilancio dell’anno di competenza e siccome la comunicazione del concordato preventivo e della svalutazione dei crediti Daneco risale, con sentenza del tribunale, al 2018, è a quell’anno, appunto il 2018, a cui il nostro articolo evidentemente si riferisce, che tale svalutazione doveva essere applicata. Come d’altronde avevano segnalato il collegio dei revisori contabili e il sindaco di Campo di Giove, Giovannino Di Mascio.

L’aver trascinato la svalutazione all’anno successivo, con una capriola contabile di dubbia legittimità, non toglie il fatto, grave a nostro avviso, di aver sottoposto e fatto approvare dall’assemblea dei soci il 28 giugno scorso un bilancio non corretto che, stando ai conti della serva, con il dovuto conteggio della svalutazione e del credito, non avrebbe presentato un utile di 320mila euro come trionfalmente annunciato dall’amministratore unico Vincenzo Margiotta, ma una perdita di 150mila euro.

Dei semestrali, che è bene ricordarlo, sono previsioni e non consuntivi, non sappiamo che farcene, se non un po’ di intrattenimento umoristico. Anche se poi, ma questo sarà argomento che tratteremo a parte, bisogna anche capire perché mai il Cogesa fosse creditore nei confronti di un suo fornitore di servizi, con il quale avrebbe dovuto avere tuttalpiù solo debiti.

3 Commenti su "“Nessuna correzione al bilancio”, le capriole e l’umorismo di Cogesa"

  1. moralizzatore | 7 Agosto 2019 at 23:26 | Rispondi

    forse non sapete che quello che faceva un dipendente di Daneco ora viene svolto da 4 dipendenti del Cogesa…

  2. Provo a capire:
    Era sfruttato al limite della schiavizzazione il dipendente dell’azienda DANECO oppure il COGESA potrebbe ridurre i dipendenti da circa 220 a 55/60?
    E allora visto che molti Comuni Soci hanno provveduto a far transitare, con il servizio di raccolta, i loro dipendenti addetti alla nettezza urbana presso il COGESA, mi chiedo se precedentemente il lavoro di tre addetti lo poteva svolgere uno solo.
    Se questo assunto vale per un lavoro manuale e faticoso come la raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti, per tutti gli altri impiegati degli Enti Comunali potremmo applicare un coefficiente di “Rottamazione” pari o addirittura superiore, quindi ogni 4 dipendenti 3 tre li mandiamo a casa e uno ce lo teniamo.
    E così a valere per tutti gli altri Uffici Pubblici: Ministeri, Regioni, Provincie, INPS ecc. ecc. .

  3. Penso che sia il contrario dove cerano tre persone ore ce ne una infatti stanno ricorrendo a lavoro interinale

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