Non solo rifugiati per United L’Aquila

(foto di Rosita Altobelli)

Qualche giorno fa si sono iscritti al campionato di terza categoria, per la Asd United L’Aquila, dunque, è quasi tempo di scendere in campo, palla al centro e fischio d’inizio. Sul terreno di gioco non ci sono solo reti da segnare e la vittoria a tutti i costi, probabilmente anche quello, ma non è l’obiettivo principale. Sul campo, infatti, ci sono le fondamenta dello sport: valori di condivisione, inclusione, integrazione perchè il particolare interessante è che la United L’Aquila, nella sua rosa, annovera almeno una decina di rifugiati provenienti dall’Africa, tra i quali anche minori.

(foto di Ilaria Rosa)

Luca De Julis ha una lavanderia, è il presidente-portiere; Aboubakar, 19 anni, arriva dalla Costa D’Avorio, prima di entrare in squadra giocava a calcio solo per strada; Mattia Fonzi e Alessandro Tettamanti si occupano di giornalismo; Ordjiol, albanese, vive insieme al senegalese Bacary nella comunità di Crescere Insieme di via Amiternum; Francesco Pezzopane e Francesco Moscardi sono cantautori aquilani; Claudio Del Tosto, Federico Vittorini, Alessandro De Matteis e Filippo Cotellessa (vice presidente) fanno i musicisti; il mister Antonello Bernardi, invece, nella vita fa il medico. Nazionalità, classi sociali, professioni che si intrecciano in un melting pot ben riuscito.

Il progetto, “centro permanente di vita associativa”, nasce da realtà aquilane attive da tempo a livello politico e sociale. Tra i promotori ci sono: Case Matte, 3e32, Arci Sprar, c’è Crescere Insieme, che in Città si occupa proprio del supporto ai migranti minorenni, e ovviamente persone sensibili alla tematiche antirazziste e impegnate da sempre nel mondo del calcio cittadino. Una sinergia che già di per sé ha il sapore della vittoria ancora prima dell’esordio,  le premesse per portare sui campi di calcio della provincia aquilana una rinnovata idea di sport ci sono tutte. Il “fare squadra”, nel senso più puro.

A raccontare come nasce l’idea per la United L’Aquila è Mattia Fonzi, che sottolinea: “Non è la squadra dei rifugiati, sarebbe riduttivo definirla così perchè ci sono anche italiani, persone che arrivano dall’est Europa. E’ un gruppo che racchiude tutte le persone che condividono i valori di cui vogliamo farci promotori”. Un progetto lanciato diversi  mesi fa e concretizzato definitivamente a

giugno scorso.

L’integrazione, poi, passerà probabilmente anche dal lancio del classico terzo tempo rugbistico anche nel calcio. “Un’idea tutta da costruire- spiega Fonzi-, in modo che si possa avere quella mezz’ora dopo la gara in cui il semplice piatto di pasta si trasforma in un momento di condivisione e confronto, per entrare a contatto con persone di altre nazionalità, tutti giovani che come tali amano divertirsi, per toccare con mano che non c’è niente di diverso tra noi e loro”.

(foto di Ilaria Rosa)

E, intanto, L’Aquila, nella sua parte sensibile a queste tematiche, ha accolto con calore la nascita della United. A luglio, durante la prima festa di sostegno al progetto (ce ne saranno altre)  si sono tesserate circa ottanta persone, numero che continua a crescere, a provare che c’è una bella fetta lontana dal clima di odio che si percepisce su più fronti verso i migranti. C’è un’altra L’Aquila, un altro Abruzzo, un’altra Italia che costruisce legami piuttosto che distruggerli. Per sostenere il progetto United bastano solo dieci euro l’anno, un importo simbolico che racchiude una nuova realtà.  In questo senso “lo sport diventa un mezzo più efficace per veicolari i valori in cui crediamo- aggiunge Fonzi-, molto più di un comunicato stampa”. In tutto questo i giovani calciatori sono contentissimi di far parte del gruppo, qualcuno è stato già intercettato da altre squadre calcistiche che militano in categorie superiori e dalla dirigenza si dicono felici se in futuro si apriranno porte anche per altri.

I gironi per la terza categoria nell’aquilano sono solo due, Marsica e L’Aquila-Valle Peligna. Chissà se sarà possibile vedere la United L’Aquila solcare anche campi peligni e festeggiare il terzo tempo insieme per ribadire “partecipazione, solidarietà, mutualismo e pluralismo” contro “qualsiasi forma di discriminazione”. Lo sport. Dal 3 settembre per i ragazzi inizierà il ritiro.

Simona Pace

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