Nulla saccio

 

Un si o un no, non ci vuole tanto. Basta dare un po’ di aiuto alla memoria e risalire a quel 28 settembre scorso. Mica poi tanto in là nel tempo. Quando a palazzo San Francesco, in un tavolo sindacale e istituzionale, tra sindaco, assessore regionale, sindacati e presidenti delle cooperative di servizi, c’era seduto anche un ex detenuto. Condannato per associazione mafiosa, per ‘ndrangheta, in affidamento ai servizi sociali. Nulla di irregolare, ci mancherebbe, piuttosto una questione di opportunità, ma questa vicenda qualche preoccupazione la dà. E non è per la caratura del personaggio, sul cui diritto costituzionale all’espiazione della pena e alla rieducazione nulla quaestio, quanto per il fatto che, a quanto balbettato dalla maggioranza, il sindaco, in casa “sua”, non sapeva chi c’era. E non si trattava di una assemblea pubblica, ma di una riunione ristretta, otto persone in tutto. Lascia più basiti questa ignoranza, prova di inadeguatezza, che tutta la vicenda in sé, persino del fatto che questo personaggio abbia recitato e reciti un ruolo di gestione, come mediatore esperto e coordinatore del servizio. Il sindaco, per ora, nonostante la pubblica domanda non ha risposto. Né con un si, né con un no. Ha preferito sciorinare tutto il repertorio dei “gomblottisti”: aprire la caccia alle streghe, additare i nemici della città, i denigratori di professione, gli illusi e i disinformati. Lei, invece, era informata tanto da dover chiedere solo dopo l’articolo del Germe conto alla Creaservice su chi fosse quel signore e solo dopo il putiferio politico, appena la scorsa settimana, chiarimenti al Uepe (ufficio esecuzione penale esterna), l’organismo cioè che si occupa di monitorare i detenuti in servizio prova. In altre parole, il sindaco, fino a qualche giorno fa, non sapeva neanche se la persona con cui aveva contrattato il servizio di guardiania, affidando alla cooperativa le chiavi della sede comunale, fosse davvero affidabile. Ora che lo sa, grazie anche a chi l’informazione la fa, potrà finalmente rassicurare la cittadinanza martedì prossimo in consiglio (dove sono state presentate due interrogazioni da parte di Sbic e Forza Italia). Rassicurarla sulla bontà e reinserimento dell’ex ‘ndgraghetista; un po’ meno sulla sua (del sindaco) capacità di avere il controllo della casa comune.

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