Scempio a piazza XX: la protesta non si ferma, si concretizza

(Pietra rimossa)

Non si smontano le polemiche sul cambio di pavimentazione di piazza XX Settembre nella quale alla pietra è stato sostituito (incomprensibilmente) il travertino. L’avvocato Teresa Nannarone, attiva da tempo nel far notare diversi “errori estetici” all’amministrazione Casini, ha deciso di rivolgersi direttamente alla Soprintendenza denunciandone anche la precoce rottura (le crepe che attraversano lo spazio bianco in foto), al contrario, sottolinea la cittadina, delle pietre che erano perfettamente integre. Alla Soprintendenza chiede, in sintesi, il motivo dell’autorizzazione: “Forse quelle pietre poste li certamente da oltre 50 anni non erano sufficientemente ‘storicizzate’?”. Una “condotta approssimativa” li accusa la Nannarone portata avanti nei lavori pubblici della Città ed  invita, infine, il sovrintendente responsabile Di Girolamo a venire a Sulmona per incontrare i cittadini contrariati.

Sul progetto di riqualificazione (se lo si può definire così) del centro storico si sta battendo da tempo la consigliera di minoranza Elisabetta Bianchi che oggi lancia la proposta di un “organismo che veda al suo interno Comune di Sulmona, Soprintendenza ai Beni Culturali ed Architettonici e rappresentanza del Consiglio Comunale al fine di concertare l’indirizzo di qualità e consistenza dei lavori pubblici per preservare al meglio l’unicità dei materiali lapidei dei beni storici, architettonici e paesaggistici della Città di Sulmona ed in particolare del suo Centro Storico, con il fine di

(Travertino)

esaltarne la visione complessiva del luogo che deve essere inteso come preziosa testimonianza in Abruzzo e nel mondo”.

Uno strumento necessario per preservare Sulmona da interventi legati, secondo Bianchi, al “consumismo delle opere pubbliche capaci di spersonalizzarne, nel tempo i connotati, sottraendole di volta in volta e pezzo a pezzo il senso del vincolo storico in mancanza di validi indirizzi dell’amministrazione comunale. Vanno inoltre predisposte misure comunali regolamentari per preservare i monumenti dalle aggressioni del degrado e dalla collocazione non consona degli stands sul Corso Ovidio in occasione delle fiere”.

A proposito la Bianchi ha già predisposto atti e confronti utili a sostenere l’indignazione dei cittadini ancora una volta sollecitata dalla gestione, un po’ superficiale, dei beni storici.

Simona Pace

 

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