Sentenza del Tar, il Cim resta chiuso

Il tribunale amministrativo regionale ha respinto ieri il ricorso presentato dalla Asl relativo all’annullamento dell’ordinanza con cui il sindaco di Sulmona Annamaria Casini ha chiuso il 13 novembre scorso il Centro di salute mentale (ex Cim) e il Centro diurno di via Mazzini, confermando cioè l’indirizzo già espresso con il diniego alla sospensiva.
Insomma la struttura sanitaria resta chiusa e, a quanto pare, sarà destinata a restare chiusa ancora a lungo.

Lo ha ammesso questa mattina la stessa sindaca Casini rispondendo in consiglio comunale ad una domanda di attualità presentata dalla consigliera Elisabetta Bianchi. “Purtroppo i tempi brevi per mettere apposto le carte così come era stato promesso dalla Asl, non sono così brevi – ha detto la sindaca – la situazione è molto grave e preoccupante e proprio nei giorni scorsi ho incontrato l’associazione dei genitori dei pazienti con problemi psichici e mi hanno rappresentato le gravi conseguenze che questo prolungato disservizio sta causando. Io però non potevo fare diversamente, perché si sarebbe configurata un’omissione di atti di ufficio se non avessi disposto la chiusura della sede di via Mazzini”.

Poi l’attacco al manager della Asl Tordera: “La polemica imbastita dal direttore della Asl – ha aggiunto la Casini – l’ho trovata molto scorretta. Io sono preoccupata come tutti sui tempi di riattivazione del servizio, ma ad oggi non c’è nessun passo in avanti: manca l’agibilità e senza quella non si può disporre la riapertura del Csm e del Centro diurno”.
Le carte sono ferme al Genio civile: il problema in particolare sembra essere legato all’attivazione del contratto di energia elettrica che garantisce la funzionalità dell’ascensore e quindi l’abbattimento delle barriere architettoniche. Contratto impelagato in una tortuosa trafila burocratica dovuta anche al cambio della società di gestione del servizio. Poi bisognerà verificare le altre caratteristiche statiche dell’edificio e capire come superare le prescrizioni relative alla poca ampiezza di alcuni spazi.
Nel frattempo oltre milleduecento utenti con problemi psichici restano senza assistenza.

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