Taglio ai costi, Tordera: “Chiudere il punto nascita di Sulmona”

Un altro regalino natalizio è stato destinato alla Valle Peligna, uno di quelli che mai si vorrebbe spacchettare. Con delibera del 30 novembre scorso il dirigente della Asl1, Rinaldo Tordera, potrebbe definitivamente condannare il punto nascita di Sulmona, inserito tra le varie chiusure che potrebbero contribuire al risparmio della sanità abruzzese.

Un documento che ha reso noto la Cisl, letteralmente imbestialita per l’accanimento che si sta perpetrando ai danni del nosocomio peligno. “Tutto questo non sarebbe successo- si sfoga la dottoressa Gianna Tollis, responsabile medico per la Cisl- se qualcuno si fosse opposto al declassamento come ospedale di base. Un ospedale di base- spiega- non ha bisogno di un punto nascite”. La realtà però è altra.

Nella copiosa delibera di circa 180 pagine, che poi non sarebbe altro che la proposta di piano strategico per contenere le spese nel triennio 2018-2020 presentata alla Regione, appaiono tutta una serie di spiegazioni economiche, di specifiche tecnologiche eccetera, ma bisogna arrivare alla fine per leggere che “dovendo ottemperare all’obbligo di riduzione dei costi […] si ritiene opportuno proporre, quale extrema ratio, […] la chiusura e/o riduzione di attività di alcuni poli assistenziali nelle seguenti modalità” e giù l’elenco che tra le varie soluzioni propone appunto la centralizzazione delle attività di laboratorio analisi nell’ospedale di Sulmona per l’area peligna con un altro p

unto a Castel di Sangro e, breve breve, la chiusura del punto nascite di Sulmona. Una “configurazione organizzativa”, così viene definita, che centrerebbe l’obiettivo strategico diviso in “razionalizzazione” delle risorse umane e “eliminazione” dei costi di esercizio.

Un taglio e stop, insomma.

Una storia già scritta per la Cisl che ricompone i pezzi del puzzle partendo dal post terremoto quando l’inagibilità dell’ala vecchia, dove era il punto nascita, ha comportato una generale sfiducia nelle mamme e una riduzione drastica dei parti, recuperati con il trasferimento nell’ala nuova ma in ritardo sulla tabella di marcia. Che poi sempre di tabelle e cifre ci si riduce a discutere in barba al diritto alla salute.

Per il punto nascita di Sulmona il risparmio consiste  in 16 infermieri e 3 oss in meno.

“Il Direttore Generale ha potuto ulteriormente oltraggiare i cittadini della Valle Peligna- scrivono in una nota congiunta la Tollis ed il sindacalista Cisl, Mauro Incorvati- perché qualcuno lo ha permesso e lo permette ancora; perché quel passaggio ad Ospedale di Base doveva essere impedito e ostacolato… e ancor di più se errare è umano, perseverare è diabolico: non abbiamo nemmeno voluto provare a percorrere la strada intrapresa dal Consiglio Comunale di Giulianova, nel tentativo di mettere riparo ad una scelta veramente scellerata”.

In tutto questo chissà se e in che modo ha pesato la guerra sul Cim, chiuso dal sindaco Casini perchè privo di alcune autorizzazione e per il quale neanche il Tar si è sentito di favorire il manager Asl che vi aveva fatto ricorso.

Scherzava, forse, sulla delibera Tordera che ha provveduto immediatamente a diffondere una nota di smentita: “La notizia- dichiara- è completamente priva di fondamento e lo ribadisco con forza anche alla luce delle richieste di chiarimento prevenutemi da alcuni sindaci della Valle Peligna, in particolare di Sulmona e Pratola”.

“Appena rientrati da Roma ….., ecco un’altra brutta sorpresa!” esordisce il sindaco di Pratola, Antonella Di Nino, in riferimento alla nuova proposta sanitaria. “Ed allora la diffidenza cresce spontanea. Perché se è vero che lo stesso Manager ha più volte avuto modo di chiarire che le ‘scelte’ sono della politica, perché mai si approva un simile piano, seppur nelle forme di proposta ? O forse certa politica gioca il gioco delle tre carte ? Ma possiamo sempre stare in battaglia per difendere ciò che abbiamo o contro ciò che di dannoso ci impongono e mai per ottenere qualcosa di più?
Ma non ci sfiniranno, di forza ne abbiamo tanta”
conclude contrariata anche dalla centralizzazione del laboratorio analisi esclusivamente in ospedale a danno del distretto sanitario pratolano.

Simona Pace

3 Commenti su "Taglio ai costi, Tordera: “Chiudere il punto nascita di Sulmona”"

  1. Un Natale pieno di doni per un prosperoso 2018.

    Sindaco Casini (& C.) ne faccia buon ricordo … ed entro i 20 gg. di ripensamento.

    Anche quest’ultimo regalo porta il suo zampino… ne deve essere orgogliosa…

    Auguri… auguroni…

  2. Dalla pagina FB del nostro paladino regionale:
    Il Piano strategico adottato dal dott. Rinaldo Tordera rappresenta una ipotesi previsionale di riduzione dei costi attraverso una serie di interventi. IL PUNTO NASCITA DELL’OSPEDALE DI SULMONA NON SARA’ OGGETTO DI CHIUSURA!

    Devo sentirmi rassicurato???

    Un’altra massima sua massima:
    “Il coraggio uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”…e noi ancora una volta dimostreremo di averne! #orgoglioabruzzo #insiemeperilnostrofuturo

    Infatti a Roma…non pervenuto… quando si dice il coraggio della paura… o meglio della VERGOGNA.

    Devo sentirmi “doppiamente” rassicurato???

    🙁 🙁 🙁 🙁

  3. Sempre da FB:
    Andrea Gerosolimo Io ho semplicemente detto che il punto nascita non chiuderà e questo certamente fino a quando ci saremo noi in regione!!!

    Già una seconda versione in poche ore… Incredibile..

    Poi il rigirare a proprio favore l’oggetto della determina che cita testualmente:ADOZIONE E APPROVAZIONE DEL PIANO STRATEGICO…e propinarlo come “ipotesi” … lascia allibiti.
    Infinocchia anche i suoi seguaci (caso non nuovo nel mondo politico e non).
    Complimenti!!!

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