Burocrazia pachiderma, da un anno e mezzo attende un risarcimento dal Comune

Era incappato in una buca, più simile ad una voragine, con la sua auto rompendo la ruota e non solo e provocando un danno alla sua Kia Soul di 850 euro. Un incidente, avevano accertato i carabinieri, non dovuto alla sua negligenza o distrazione, ma ad una buca di un metro per cinquanta centimetri e profonda dodici, che era spuntata, una delle tante, lungo via Iapasseri a Sulmona. Edo Graziani pensava di poter risolvere il problema celermente, grazie anche all’assicurazione che il Comune ha attiva e che copre proprio questi sinistri, ma al danno, è proprio il caso di dire, si è aggiunta la beffa. Quella delle burocrazia.
Era il 15 dicembre del 2018 e dopo un anno, cinque mesi e otto giorni, per un totale ad oggi di cinquecentoventicinque tramonti, di soldi e risarcimenti non se n’è vista ombra.
Non che il danno non sia stato riconosciuto, ma tra un carta e l’altra, tra un ufficio che non risponde e un telefono riagganciato, finora l’automobilista non è riuscito ad incassare quanto gli spetta.
Dopo l’incidente la prima lettera dell’assicurazione arriva a luglio del 2019: una richiesta di documentazione che neanche per partecipare ad una gara d’appalto: documenti, codice fiscale, dichiarazioni testimoniali (perché il verbale dei carabinieri non bastava) che comprovassero la non responsabilità del conducente, fotografie, varie ed eventuali.


“Dopo aver inviato i documenti richiesti per mesi non ho saputo più nulla – racconta Graziani – fin quando dopo una ricerca accurata trovo un numero di cellulare di un dirigente della Opera Servizi (la compagnia di assicurazione convenzionata con il Comune, ndr) e mi dice che il ritardo è dovuto dalla tardiva consegna di diverse pratiche da parte degli uffici del Comune. Passa un periodo per il quale l’ufficio tecnico del Comune di Sulmona, non so quale, deve relazionare sul fatto”.
Dopo diverse telefonate arriva finalmente a febbraio scorso una proposta di concordato: 500 euro di risarcimento a titolo di quantificazione totale del danno. Prendere o lasciare. “Sinceramente non capisco perchè a fronte di spese documentate per 850 euro, mi abbiano proposto un risarcimento di soli 500 euro – continua il povero automobilista – ma siccome ero stanco e avevo bisogno di soldi, ho accettato e sottoscritto la proposta il giorno stesso”.
A complicare le cose forse si è aggiunta l’emergenza Covid, esplosa da lì a qualche giorno. Fatto è che l’assegno non ancora arriva. In attesa della prossima voragine stradale e burocratica.

4 Commenti su "Burocrazia pachiderma, da un anno e mezzo attende un risarcimento dal Comune"

  1. Franco Ferraro | 23 Maggio 2020 at 17:44 | Rispondi

    A me è successo i primi giorni di dicembre 2018…..due ruote squarciate, verbale della polizia, richiesta di rimborso al comune, colloqui con gli uffici preposti….sono ancora in attesa!!!!!

  2. Ho preso una buca, gomma spaccata ,chiamo i carabinieri e poi i vigili dopo mezz’ora me ne sono andato!

  3. Sono passato oggi in via di Nino “pieno centro” i così detti Sanpietrini tutti saltati buche ovunque ,se non sbaglio la via è a lato dell ufficio del germe .

  4. a me è successo nel 2017 in una curva su strada provinciale (ex visto che non ci sono più ma la manutenzione è la stessa) non ho visto un euro. sono dei banditi.

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