Edilizia ferma e uffici in guerra, il Pd attacca la maggioranza Casini-Di Masci

Il Pd mette il dito nella piaga della maggioranza Casini-Di Masci, affondando il colpo sulla riorganizzazione degli uffici e sulla distribuzione delle posizioni organizzative su cui il dissenso tra le due anime della maggioranza si è fatto sentire anche questa mattina nei corridoi di palazzo San Francesco, dove sono volate parole grosse e urla.


L’attività edilizia è ferma fa notare il Pd, mentre gli assessori ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica, sono impegnati in tutt’altro, tra cavalli e silenzi.
“La scelta effettuata circa dieci anni fa di separare i due uffici dei lavori pubblici e urbanistica in due tronconi disconnessi, con a capo due diversi dirigenti, si è rivelata non solo sbagliata ma oltremodo dannosa sotto diversi punti di vista – scrive il Pd -. In particolare con i piani complessi resi irrealizzabili ed insostenibili da regolamenti capestro; gli imprenditori costretti a ricorrere ai tribunali amministrativi ed attendere dieci anni per vedersi autorizzare opere per le quali occorrevano solo due mesi; le interpretazioni soggettive da parte dell’ufficio di norme regionali che hanno impedito ed impediscono la realizzazione di opere normalmente consentite nei comuni limitrofi; i tempi biblici per il rilascio di autorizzazioni”.


Effetti anche, sostengono i Democrat, delle “continue diatribe tra dirigenti dei due settori e le frequenti assenze” che hanno portato ad “un clima di guerra all’interno degli uffici”.
“Piuttosto che dedicarsi all’ennesima stucchevole polemica sulle sue competenze in materia di agricoltura (da lui stesso vantate) e, aggiungeremmo, di cavalli al pascolo – aggiunge il Pd -, il vulcanico assessore Tirimacco insieme all’assessore all’Urbanistica – ci perdoni se proprio non ne ricordiamo il nome, visto il suo assordante silenzio – si dedichino al tema segnalato, cercando possibili soluzioni a cotanto disastro. La verità è che ci vorrebbe un’amministrazione competente, coesa e con una programmazione credibile per avviare a soluzione questi ed altri problemi che hanno distrutto il tessuto economico-sociale di questa città. Chi ne è a capo, si fa per dire, assuma una buona volta la decisione più utile per il bene di questa comunità ed abbandoni quella poltrona cui sembra incollata ad ogni costo”.

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