Furbetti, in quattro impugnano la loro assoluzione

Il proscioglimento per “lieve entità del fatto” non li ha soddisfatti, perché i quattro dipendenti comunali che si sono opposti all’archiviazione del loro processo, sono convinti di essere nella ragione e per questo non vogliono rinunciare ad un’assoluzione con formula piena. Così questa mattina hanno presentato opposizione alla decisione della procura della Repubblica, chiedendo in sostanza di essere completamente scagionati dall’accusa di assenteismo o meglio di aver timbrato in modo non corretto il loro cartellino.


Si tratta di Giulio De Santis, Ivana Sfronsone, Antonella Di Placido e Maurizia Di Massa, quattro cioè dei quarantotto indagati nell’operazione della guardia di finanza del 2016 che scombussolò palazzo San Francesco.
Il giudice per le indagini preliminari, Marco Billi, si è riservato la decisione che arriverà probabilmente la prossima settimana, insieme a quella relativa altri quindici dipendenti comunali per i quali la procura ha chiesto l’archiviazione, ma che non si sono opposti al provvedimento.


Dei quarantacinque indagati, solo sei sono finiti a giudizio con la decisione del Gup il mese scorso, mentre diciotto sono quelli che il prossimo 26 novembre saranno giudicati dalla Corte dei Conti per il danno erariale. Resta aperto, in un certo senso, infine, anche il filone disciplinare, perché dopo le trentadue sanzioni erogate dal segretario comunale, c’è attesa per il ricorso presentato da uno dei lavoratori – l’unico licenziato – che ha contestato la tardività del provvedimento.

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