Il riscatto degli zingari

La novità di quest’anno è che ogni corridore sarà abbinato ad una delle quindici contrade del paese, un modo per radicare ancor più nelle mura di Pacentro una manifestazione che di per sé già è intrisa da un forte senso di appartenenza. Così la signora Loreta mostra con orgoglio la foto della sua corsa, quando il 3 settembre del 1989 capì, grazie alla richiesta di altre due donne romane, che nelle pieghe del regolamento – o meglio per il fatto che un regolamento non ci fosse – c’era spazio anche per lei su Colle degli Ardinghi. Prima donna a vestire la maglia degli zingari.

Da allora ne è passata di acqua nel fiume Vella, crocevia tra discesa e risalita della Corsa, dove le ferite si rinfrescano prima di affrontare “l’impettata” che porta alla chiesa della Madonna di Loreto.

Questa mattina gli organizzatori della manifestazione hanno così presentato l’edizione 2023, sconosciuta in numero progressivo, per una tradizione che si perde nella notte dei tempi del Medioevo, quando il feudatario Giacomo Caldora sceglieva così i suoi guerrieri, prospettando loro un riscatto sociale ed economico. Gli ultimi, gli zingari, che in quei cinque minuti di sofferenza e coraggio, scalavano il riscatto. Oggi inseguendo l’orgoglio.

La tradizione diventa così evento: di appartenenza e di riscatto, anche per Pacentro che con la Corsa vuole scalare la classifica dell’Unesco per essere riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità. “Siamo a buon punto – dice il sindaco Guido Angelilli – stiamo preparando le schede e la ricerca storica che è stata possibile anche grazie ad un finanziamento regionale”.

Una mano l’ha data quest’anno il lavoro fatto da Roberto Zazzara, regista pescarese che ha messo in pellicola il docufilm “Carne et ossa” che sarà proiettato il 31 agosto nella piazza di Pacentro.

Poi il 2 e il 3 la festa civile e religiosa: lo street food, il concerto dei Ricchi e Poveri, lo spettacolo di Emanuela Aureli, i testimonial Massimiliano Ossini e Manila Nazzaro e ovviamente la Corsa di zingari e zingarelli.

“Siamo orgogliosi del lavoro fatto in questi sei anni – commenta il presidente dell’associazione Corsa degli Zingari, Giuseppe De Chellis – abbiamo unito una comunità che si era divisa, fatto crescere l’evento, intrapreso la strada dell’Unesco. Lavoreremo sui bambini e i ragazzi, perché il motore della tradizione sono quelli che corrono”. Gli zingari.

1 Commento su "Il riscatto degli zingari"

  1. Ma come gli rode a questi che l’ anno scorso ha vinto uno straniero.

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