Inquinamento acustico dall’ospedale, le carte tornano indietro

Niente da fare, tutto, o quasi, da rifare. Il giudice del tribunale di Sulmona, Francesca Pinacchio, ha rispedito le carte al presidente del tribunale sulla vicenda dell’inquinamento acustico che sarebbe stato, ed è ancora, causato dall’impianto di termoventilazione delle sale operatorie all’ospedale di Sulmona, motivo per il quale, oggi, doveva essere giudicato, quale responsabile, l’allora manager della Asl Rinaldo Tordera.

Le difese hanno infatti reiterato la richiesta di oblazione che era stata già respinta l’altra volta dalla giudice, costringendo così la stessa Pinacchio ad entrare nel merito e a dichiararsi incompatibile con un’ulteriore decisione. Per questo, insomma, le carte tornano ora al presidente del tribunale che dovrà decidere se assegnare o meno ad un nuovo giudice l’incartamento.

Più che dal punto di vista penale, la vicenda potrebbe riservare scenari importanti dal punto di vista civilistico, nel caso, cioè, il tribunale riconoscesse il danno e il risarcimento che potrebbe ammontare a diverse centinaia di migliaia di euro, questo almeno chiedono le quattro parti civili finora costituitesi e rappresentate dagli avvocati Valentina Di Benedetto e Giancarlo D’Artista.

Il rumore proveniente dai motori di servizio all’impianto, infatti, avrebbe infatti provocato un trambusto che ha portato all’esasperazione i residenti delle abitazioni in prossimità del nosocomio, tanto da far aggravare la condizioni di salute di alcuni inquilini a causa del poco sonno, causato dai rumori notturni. Un trambusto certificato e, soprattutto, perdurante, tant’è che parallelamente a questo procedimento, ne è aperto un altro, presentato successivamente, che vede indagato il nuovo manager Asl Ferdinando Romano.

I rumori continui generati dall’impianto superavano (e superno tuttora) i valori di legge. Il livello differenziale accertato da ARTA nel 2018, a seguito delle petizioni e diffide delle persone che abitano nei pressi del nosocomio, segna 5,8 dB a fronte del limite di 3 dB in periodo notturno.

Un tormento che tra il 2016 e il 2018 ha arrecato disturbo a tutti gli inquilini presenti nelle palazzine situate a pochi metri dall’ospedale SS. Annunziata.

Tordera, inoltre, è imputato anche del reato dell’inosservanza dei provvedimenti presi dal sindaco di Sulmona nel 2018. Annamaria Casini, all’epoca prima cittadina ovidiana, nel marzo 2018 aveva apposto una firma sull’ordinanza sindacale che imponeva alla Asl 1 Abruzzo di attivare entro 30 giorni tutti gli accorgimenti necessari a limitare le emissioni rumorose dell’impianto. Misure mai prese dall’azienda sanitaria locale o almeno non sufficienti. Tant’è che nell’ottobre 2018, i residente dei palazzi interessati dai forti rumori, hanno presentato un esposto alla procura della Repubblica di Sulmona. Un atto dovuto, considerando non sono bastate né le diffide dell’ARTA, né quelle del Difensore Civico per far cessare il trambusto notturno proveniente dell’Ala Ospedaliera.

1 Commento su "Inquinamento acustico dall’ospedale, le carte tornano indietro"

  1. … chiedo scusa per l’ignoranza in materia di risarcimenti danni… ma se per i rumori dei termoventilatori dell’ospedale si parla di centinaia di migliaia di euro di risarcimento danni… per la puzza dei rifiuti della discarica di Noce Mattei gestita dal Cogesa quanti milioni di euro dovremmo chiedere?

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