La pietra abbandonata, “sordidus” parte seconda

Pedate vistose e tutto intorno sporcizia, tra incuria e indifferenza.  Un’iscrizione abbandonata quella di fianco la fontanella di Piazza Carmine. Una pietra ad opera del maestro Casciato che, seppur non antica non può essere lasciata senza una protezione subendo la spiacevole sorte, tra mozziconi e, come riferiscono i cittadini, anche da deiezioni di animali. Un’iscrizione in cui campeggiano le parole del figlio più grande della città, il più illustre, Ovidio, la celebre frase dei Tristia, tratto distintivo di ogni sulmonese “Sulmo mihi patria est, gelidis uberrimus undis”

Un’”epigrafe” che ha perso il suo biancore, sporca e trascurata quasi da non rendere possibile la lettura, accanto poi l’area della fontana annerita, un’immagine non proprio delle più floride per la città ovidiana, un punto in cui fermarsi e sorseggiare le fresche acque cantate dal poeta in un cotesto che però poco ha di salutare e rigenerante.

Dopo il sordidus immortalato da ilGerme, arriva la denuncia via social di un cittadino,

Marco Di Silvestro della Protezione Civile Alpini, a Sulmona da 6 anni, che richiama all’attenzione l’amministrazione, pronto a presentare richiesta di un intervento, nel suo post spiega “Il monumento posto da Carlo Casciato e da tutti gli Alpini di Sulmona, pieno di pedate e adibito ad urinatoio per cani, non c’è più rispetto per nulla” e aggiunge “Da domani sarà nostra intenzione formulare al comune di Sulmona esplicita richiesta per effettuare, in tempi celeri, un’opera di restauro” ma soprattutto, sottolinea, per avere l’ autorizzazione a far installare una piccola recinzione “che possa in futuro evitare questi scempi”.  Certo è che non accorgersi dello stato dell’area è davvero difficile, qualche sulmonese lamenta l’incività imperante dei concittadini avanzando anche una miopia latente a Palazzo. Intanto i due consiglieri di maggioranza, Andrea Ramunno e Fabio Pingue hanno manifestato la loro disponibilità, ora toccherà aspettare i tempi della burocrazia, sperando siano brevi.

A.S.

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