Nuclei di cura primaria a rischio, la protesta di sindacati e categoria

A tutela dei Nuclei di cure primarie, parte fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale sul territorio, giovedì 22 febbraio alle ore 10 presso la direzione ASL dell’Aquila i sindacati dei medici di medicina generale FIMMG, SMI, SNAMI insieme alla CGIL della provincia dell’Aquila hanno indetto una giornata di protesta.

Contro lo smembramento dei Nuclei che la ASL dell’Aquila, a differenza delle altre aziende sanitarie della Regione Abruzzo, ha avviato da tempo “impedendo la sostituzione dei medici prossimi alla pensione e minacciando la fruizione di un servizio che preserva la salute di 50 mila utenti”. Queste le parole del comunicato sindacale per spiegare la ragione di una protesta che dopo due anni di battaglia le sigle sindacali sentono di dover portare avanti a difesa dei quattro nuclei presenti sul territorio aquilano ma a rischio chiusura per il definanziamento portato avanti dalla ASL da oltre due anni.

Evitando il sovraffollamento degli ospedali e dei Pronto Soccorso perennemente in affanno, i nuclei rappresentano un’importante risorsa per garantire la continuità delle cure di base per tutti i cittadini e le cittadine del nostro territorio. Utenti che dalla chiusura di importanti presidi di medicina territoriale verrebbero discriminati rispetto a quelli delle altre ASL regionali “dove invece i nuclei resistono e sono ampiamente operativi” continua il comunicato.

Se, dunque, chiudere i nuclei di cure primarie significherebbe compiere un “imperdonabile passo indietro” tornando al tempo in cui l’attività di medicina generale veniva rimessa al singolo studio del medico di famiglia, è arrivato il momento di assumere “determinazioni utili alla continuità di un servizio” a dir poco indispensabile.

Per porre fine ad una situazione frutto “dell’indifferenza della politica locale”, tutti i cittadini e le cittadine sono invitate alla protesta del 22 febbraio. Per un futuro della sanità pubblica universale e gratuita.

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