Occupazione in Comune, se i Bersaglieri suonano la carica

Oggi piove e non è neanche la festa della mamma come era domenica scorsa. La seconda di seguito passata ad occupare palazzo San Francesco per i lavoratori della Satic.

Dieci giorni chiusi nell’Aula consiliare a presidiare la propria dignità e un posto di lavoro che gli è stato negato dopo venti anni di precariato. Non ci sono lasagne e messa, né scampagnate e riunioni di famiglia.
E’ una giornata buia, oggi, una domenica piovosa resa ancor più cupa dalla parziale marcia indietro dell’Ance e degli Ordini professionali, che hanno tirato il freno a mano alle ruspe che avrebbero dovuto marciare sul palazzo per chiedere lo sblocco dello stallo amministrativo, dovuto in gran parte proprio al mancato rinnovo dell’incarico a chi oggi occupa il Palazzo. La città che si era destata, per loro, era stata una grande iniezione di fiducia e speranza.
Sentirsi abbandonati oggi è facile: “Siamo fiaccati nello spirito e nel fisico – dicono i lavoratori – ma siamo uniti e convinti della nostra battaglia”.


Nel Palazzo occupato e dove i bagni non sempre sono lasciati aperti, d’altronde, “non si è visto nessuno della maggioranza – raccontano i lavoratori – se non per qualche rapido saluto di passaggio. Nessuno che ci dica cosa intendono fare, come intendono risolvere la situazione”.
Il tempo passa, intanto, e si avvicinano le scadenze anche degli altri servizi: il 6 giugno quello dei tecnici, due geometri e un amministrativo che tengono in piedi quel che resta dell’ufficio tecnico e il 31 maggio i servizi farmacia e tributi. Anche su questi rinnovi e su queste gare non c’è una prospettiva, se non quella di allungare la lista dei senza lavoro e di finire di paralizzare il Palazzo.
Resta in ballo, per la Satic, mentre le altre cooperative ottengono vie d’uscita, solo il servizio informatico che scade a giugno e per il quale è stata avviata una procedura ad evidenza pubblica, mentre per la guardiania, vinta dalla Creaservice, non ancora c’è l’aggiudicazione definitiva e quindi nessuna ipotesi di riassorbimento dei vecchi lavoratori.
E mentre maggioranze vecchie e nuove si punzecchiano a distanza, tra l’incudine e il martello, lì dove stanno i lavoratori, sono arrivati ieri sera i Bersaglieri a suonare la carica  (guarda il video nella sezione “de visu”). Un omaggio a quei lavoratori chiusi nel palazzo a presidiare la loro dignità.
Un gesto di solidarietà e vicinanza che, speriamo, non sia scambiato, anche questo, come “mera passerella elettorale”.

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