Pochi iscritti, chiude la scuola di Prezza

Non ce l’ha fatta Prezza: da quest’anno il centro peligno non avrà più la scuola. I quattro iscritti per l’anno scolastico 2023-2024 alla Micucci, non sono risultati sufficienti per tenere aperte le porte dell’edificio di via Dante Alighieri e sono stati per questo accorpati ieri alla scuola elementare di Pratola Peligna, nonostante l’istituto comprensivo di riferimento sia quello di Raiano. Il calo demografico, lo spopolamento dei piccoli centri, l’attrazione dei capoluoghi, ha inferto al centro peligno la mazzata finale, condannando alla chiusura una scuola che era punto di riferimento per la comunità. Un segnale di vita e di resistenza.

Fino all’ultimo si era sperato nell’iscrizione di quattro immigrati ucraini per raggiungere il numero minimo consentito per le pluriclassi che, secondo legge, devono essere di almeno 8 alunni, per un massimo di 18. Ma gli ospiti dell’Est saranno probabilmente trasferiti a Caserta e Prezza non ha di fatto più i numeri per mantenere la sua scuola. L’uscita dei ragazzi di quinta non è stata compensata dai nuovi ingressi e il paese, che conta 886 anime, ha dovuto rinunciare ad un presidio di formazione importante.

A guardare i report dell’Istat, in realtà, la popolazione avrebbe in teoria i numeri per sopravvivere, contando circa 22 bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni. Molti di loro, però, hanno preferito le scuole “normali”, anziché la pluriclasse, spostandosi ogni mattina, spesso al seguito dei genitori che si muovono per lavoro, nei centri più gradi di Pratola e Sulmona.

“Manteniamo la materna – commenta la sindaca Marianna Scoccia – purtroppo il bilancio demografico si fa sentire: abbiamo un nato ogni venti decessi, è un fenomeno inarrestabile. D’altro canto, non mi sento di biasimare chi fa la scelta di portare i propri figli in scuole dove i ragazzi si trovano a percorrere il loro percorso educativo con loro coetanei, anziché in pluriclasse che mettono insieme età ed esigenze diverse”.

11 Commenti su "Pochi iscritti, chiude la scuola di Prezza"

  1. Piccolo centri | 8 Settembre 2023 at 06:44 | Rispondi

    Se lo stato non interviene con il taglio di tasse, iva e altri tributi per chi vive nei piccoli centri, è normale che una va verso la città. A parità di tributi hai tutto i servizi. Senza contare che la mancanza di lavoro o comunque uno stipendio dignitoso porta allo spopolamento e a un calo demografico.

    • Tassa..differenziata | 8 Settembre 2023 at 11:18 | Rispondi

      Concordo…basterebbe aggiungere all’articolo 53 della nostra costituzione o più semplicemente un atto legislativo dove venga specificato che le imposte (le famose tasse) si devono pagare in proporzione dei servizi ricevuti

      • Servizi differenziati | 8 Settembre 2023 at 11:47 | Rispondi

        In realtà le tasse devono anche coprire i costi dei servizi ricevuti nel senso che le tasse pagate dai soli residenti di Prezza devono essere sufficienti a coprire i costi della scuola a Preźza, del personale del comune, della manutenzione delle strade comunali, ecc., oltre alla quota di tasse necessarie per coprire i servizi generali quali la sanità, la sicurezza, l’accoglienza degli immigrati…

  2. Bene così, andiamo avanti, si prosegua con le stesse dinamiche anche su altri settori. Inutile mantenere istituzioni pubbliche, per paesi al di sotto dei 1000 abitanti. É uno spreco di denaro pubblico.

  3. SalviamoSulmona | 8 Settembre 2023 at 09:18 | Rispondi

    ..Certo, un taglio di spada a tutti i comuni dai 1000 ab.in giù così risolviamo definitivamente il problema di ste caxxo di zone interne.
    Complimenti!

  4. antonello da messina | 8 Settembre 2023 at 09:30 | Rispondi

    S POZZA ESTINGUE L’ITALIANO V L MERITET CONTINUATE CONTINUATE A VOTARE STA GENTE CIO PIACERE L’ANIMA VI DEVONO TOGLIE è TROPP POC

  5. La colpa è di quei quattro bambini ucraini che hanno deciso di “emigrare” a Caserta.
    Bisogna farlo capire a salvino.
    Fate l’amore e non la guerra.

  6. Ho sempre pensato che nei paesi semiabbandonati o spopolati che sono centinaia in tutto il centro sud potrebbero trovare una funzionale sistemazione i tanti profughi o immigrati che arrivano in Italia. Si potrebbero fare abitare queste famiglie nelle case ormai disabitate, con un minimo di ristrutturazione che potrebbe essere anche fatta, fornendogli i materiali, dagli stessi interessati ( moltissimi stranieri vanno a lavorare nel campo dell’edilizia, dunque sono pratici del mestiere). Poi potrebbero svolgere attività agricolo\ pastorale rivitalizzando terreni ormai incolti, abbandonati ed improduttivi o riattivando forme di allevamento. Si puo’ fornire un supporto iniziale o favorirne la costituzione in cooperative. In questo modo ( naturalmente studiando le modalità burocratiche e tecniche della cosa) si fornirebbe a queste persone che scappano da guerre o povertà una possibilità di una vita dignitosa e, per le nostre zone, la possibilità di una rivitalizzazione con la creazione di nuovi posti di lavoro per loro, ma anche per italiani ( es. con la riapertura ed il mantenimento di scuole…tema del post di oggi) nell’ambito, appunto, scolastico, ma anche dei trasporti, in ambito sanitario ( con la salvaguardia di ambulatori, ospedali oggi spesso “accorpati” o spostati). Insomma l’accoglienza di persone stranieri in piccoli centri agricoli e montani ( invece che la loro dispersione nelle periferie delle grandi città “preda”,spesso, della malavita) gioverebbe a queste persone ed alla nazione; sarà così possibile che italiani e nuovi italiani collaborino assieme alla rinascita ed allo sviluppo della nazione ormai comune.

  7. “Servizi differenziati”, intanto “mi faccia il piacere” non è una frase molto gentile.. si può discutere in modo diverso. Al materiale, come ad altre spese, non dovrebbe pensare il Comune di Prezza in quanto quello che propongo dovrebbe essere un progetto nazionale ( non a caso ho scritto di “centinaia di paesi spopolati” in tutto il nostro centro sud). Attualmente c’è la possibilità di usare i fondi bel PNRR oltre quelli che l’Italia periodicamente riceve dall’Europa per l’accoglienza dei profughi, oppure si può anche pensare ad”prestito”con piano di restituzione dei fondi nel corso degli anni;ad ogni modo io ho lanciato un’idea precisando che le modalità tecnico\burocratiche vanno studiate. Poi, caro “Sognatori”, certamente, oltre ai fondi di cui sopra, potrebbe essere che un po’ di materiale potrei.. pagarlo io, con le mie tasse, che sarei felice che venissero utilizzate per questo genere di cose che non per acquistare cacciabombardieri o pagare vitalizi ad ex parlamentari o….con tanti altri usi assurdi che ben conosciamo.

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