Rifiuti: esplode la mina Asm, a rischio la tenuta di Cogesa

Il caso era stato già sollevato nel consiglio comunale di Sulmona da Elisabetta Bianchi e i suoi dubbi sono diventati una mina che rischia ora di far saltare la maggioranza del capoluogo di regione. Ma che, più da vicino, rischia di far sentire i suoi effetti su tutta la gestione del ciclo dei rifiuti in Valle Peligna. Ieri, infatti, all’Aquila si è sfiorata la crisi di maggioranza e soprattutto si è aperto un caso che non sarà facile risolvere in modo indolore.
Il caso è quello che riguarda direttamente il Cogesa, ovvero l’acquisto da parte di Asm (società interamente partecipata dal Comune dell’Aquila) di una quota societaria della partecipata peligna che si occupa dei rifiuti. Un affare nel quale il capoluogo ha ottenuto una sconto sul conferimento di circa 200mila euro annui (perché diventato socio Cogesa) a fronte di un investimento di un migliaio di euro e da cui Cogesa ha ottenuto i numeri necessari per raggiungere la quota di prevalenza necessaria per gli affidamenti in house.
Acquisto avvenuto nel gennaio scorso grazie alla messa a disposizione da parte del Comune di Cansano di alcune sue azioni.
Un acquisto che potrebbe risultare “fuori legge”, perché come prevede il controllo analogo e come confermato proprio dal segretario comunale di Sulmona in occasione della variazione dello Statuto della sua partecipata, sarebbe dovuto passare prima per l’approvazione del consiglio comunale.
E invece la giunta Biondi ha portato in commissione la delibera nella quale si autorizza l’Asm ad acquistare la quota di Cogesa solo ieri, sei mesi dopo, cioè, averla materialmente acquistata. Una sorta di ratifica ex post, insomma, che non è proprio l’iter previsto.
Dal canto suo l’amministratore di Asm Francesco Rosettini, si è difeso sostenendo di aver ricevuto il placet dal suo socio unico (cioè il Comune dell’Aquila) che lo avrebbe autorizzato con un atto monocratico. Ma, come spiegato dal segretario comunale, questo non basta, perché l’acquisto e la vendita di quote da parte di una partecipata deve passare preventivamente per l’approvazione di tutto il consiglio comunale.
La vicenda Asm, d’altronde, rappresenta un problema procedurale che riguarderebbe anche Sulmona e il Cogesa, perché quest’ultima per annettere l’Asm ha cambiato la compagine sociale senza passare per l’approvazione delle assise comunali dei soci, come ha evidenziato Mauro Tirabassi nell’ultimo consiglio.
La sostanza è che i principi che ispirano il controllo analogo non sono ancora ben chiari alla classe dirigente della nostra provincia e gli effetti, ora, potrebbero essere pesanti. Non solo da un punto di vista penale, ma anche e soprattutto amministrativo: se venisse confermata l’ipotesi che l’atto di acquisto è nullo, infatti, per Cogesa cadrebbe a picco la percentuale di prevalenza di cui si è vantata qualche giorno fa in assemblea (arrivata all’80%). Ciò vorrebbe dire che non potrebbe avere affidamenti in house dai Comuni soci, compreso quello di Sulmona che, vale solo la pena di ricordarlo, è attualmente fuori legge dopo la sentenza del Consiglio di Stato con cui si è riconosciuto lo scorso anno l’illegittimità dell’affidamento stesso. Questione, sempre solo per ricordarlo a chi di dovere, visto che la Undis sembra essere sparita dalla controversia attiva (chissà perché), di cui il sindaco Casini e la sua giunta non sembrano neanche voler parlare, verosimilmente nell’attesa che maturino i tre anni di prevalenza per procedere ad un nuovo affidamento diretto.
Dopo il caso L’Aquila, però, il rischio di ripartire dall’anno zero è concreto.

2 Commenti su "Rifiuti: esplode la mina Asm, a rischio la tenuta di Cogesa"

  1. Aldo Tassinari | 29 Giugno 2018 at 07:55 | Rispondi

    Sulmona mondezzaio della regione, poveri noi. li portassero a Pratola i rifiuti.

  2. Lo sconvolgente è notare come si gestisca (ed è ovviamente un azzardo) la cosa pubblica.
    Nessun minimo pensiero nel verificare se le azioni intraprese sono fatte nel rispetto della legge, nessun timore di problemi amministrativi e penali con la giustizia… o è puro menefreghismo, o è la certezza della non pena…. o peggio è pura incoscienza/ignoranza… per me è l’ultima.

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