Un nuovo patto a tutela del Parco Sirente-Velino, si spera

Un nuovo patto, quello tra carabinieri forestali e Regione Abruzzo, dovrebbe tutelare il parco regionale Sirente-Velino, o almeno si spera. L’accordo “trasversale”, della durata di un anno, è stato sottoscritto tra l’assessore regionale ai Parchi e alle Riserve, Lorenzo Berardinetti, dal commissario del parco regionale Sirente Velino, Igino Chiuchiarelli e dal generale Ciro Lungo, comandante regionale Abruzzo e Molise dei carabinieri forestali, durante la quinta conferenza del centro studi per le reti ecologiche al castello di Cantelmo di Pettorano sul Gizio.

Il patto interessa flora e fauna dell’area protetta intesa, nel comunicato stampa, come “capitale naturale” con un programma promesso per i prossimi giorni per contenere tutte le azioni necessarie da svolgere a loro tutela. Eppure tutta questa attenzione non è stata garantita, ad esempio, per gli ormai noti tagli effettuati ad inizio anno lungo le Gole di San Venanzio di cui il Parco pare (afferma) di non sap

erne nulla tanto da imporre alla ditta autrice del taglio, ormai a danno fatto, la “messa in pristino” con successivo ricorso al Tar da parte della ditta stessa. Tagli a raso da un lato e l’atro del fiume Aterno di cui, addirittura, neanche l’ufficio regionale preposto ne sapeva nulla. A proposito di controlli e tutela.

Ma a ricordare la biodiversità del Parco, anche corridoio ecologico, è il suo commissario Chiuchiarelli: “54mila ettari, comprende 22 comuni, 4 siti di interesse comunitario e una zona di protezione speciale. Ogni tipo di ambiente ospita un particolare tipo di fauna e di vegetazione, risultano censite 1.926 entità floristiche; 216 specie vertebrati; 149 uccelli; 43 mammiferi; 13 rettili; 11 anfibi, molte di esse a rischio di estinzione”. Ora si rinnova su carta l’impegno ad una “attenta e minuziosa” collaborazione fra tutte le stazioni dei carabinieri forestali nella speranza che “sviste” come quelle che si sono verificate in passato possano essere evitate a priori, senza dover intervenire a posteriori su situazioni difficilmente ripristinabili se non nel lunghissimo periodo. E in quanto alle azioni, la curiosità è su quale tipo di novità saranno introdotte.

Simona Pace

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