Usura si allarga l’inchiesta. Le vittime confermano le accuse nell’incidente probatorio

Entrano altri due indagati nel processo di usura ai danni della rumena di 54 anni, gestrice di un autolavaggio in via Badia, aggredita a colpi di chiave inglese nel settembre scorso.
Questa mattina, infatti, nel corso dell’incidente probatorio richiesto dalla procura della Repubblica, tra le persone indagate sono state aggiunte Marianna Di Michele, 39 anni di Sulmona, e Luigino Di Rosa, 50 anni. La posizione della prima, però, è stata stralciata dal procedimento in corso per un difetto di notifica, anche se il suo avvocato, Alessandro Rotolo, parla “di un grande abbaglio – spiega -. La mia cliente non c’entra assolutamente niente, si è ritrovata in questa storia probabilmente per un’omonimia e contiamo di farla uscire definitivamente dall’inchiesta in corso già in fase di indagini preliminari”.
Ammessa come parte all’incidente probatorio, invece, è stata la posizione di Luigino Di Rosa, indagato per concorso in usura, insieme alla famiglia Rom arrestata nell’ottobre scorso e attualmente detenuta.
Ed è proprio contando sulla custodia in carcere dei quattro indagati (Sonia Di Rosa, 45 anni, accusata anche di tentato omicidio; il marito Bruno spinelli 43 anni, il figlio Luigino Spinelli 22 anni e la nonna Liliana Morelli 69 anni), che il procuratore Stefano Iafolla ha voluto cristallizzare le prove, acquisendo con l’incidente probatorio una testimonianza, quella delle vittime, che ora è entrata a far parte formalmente degli atti, senza possibilità, cioè, che nell’eventuale processo, i testimoni, per paura di ritorsioni, possano ritrattare il loro racconto.
Racconto che era stato fatto alla polizia dopo l’aggressione di settembre e che questa mattina i testimoni (marito e figlio) e la vittima, hanno confermato, ricordando il calvario vissuto dal 2014 in poi, quando a seguito di un prestito di 3mila euro, la vittima era stata costretta a restituirne 19mila solo di interessi.
Un circolo vizioso, quello dell’usura, che aveva aperto una inchiesta parallela a quella che vede indagata la famiglia Rom, con l’arresto, a metà novembre, di due insospettabili presunte usuraie: la ex dirigente scolastica Elvira Tonti (65 anni) e la broker finanziaria Katia Valeri (54 anni), intervenute in un secondo tempo per aiutare la donna a pagare i suoi usurai, ma applicando alla vittima gli stessi interessi della famiglia Rom.

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