A24 e A25: tariffe bloccate fino al 2030. Ma non ci sono soldi per la sicurezza

“Una grande vittoria” la definisce il comitato degli amministratori abruzzesi e laziali da anni impegnato nella lotta contro il caro pedaggi che oggi vede confermato il blocco delle tariffe delle autostrade A24 e A25 per altri sette anni.

Non ci saranno aumenti dunque per chi utilizzerà le due arterie autostradali le cui tariffe resteranno ancora quelle del 2017. Ricorda infatti la portavoce del comitato Vella Nazzaro come “nel corso del 2018 hanno dovuto fare marcia indietro eliminando l’aumento per tornare alle tariffe del 2017 e da allora non sono più aumentate”; un aumento allora ipotizzato del 40%, inaccettabile dopo anni di continui rincari dei pedaggi. A confermare il blocco delle tariffe il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dove ieri si è riunito il Tavolo tecnico istituzionale dopo il ritorno, da noi annunciato tempo fa, di “Strada dei Parchi”, società del gruppo Toto nella gestione delle due autostrade laziali e abruzzesi. Concessione che scadrà nel 2030 insieme al blocco delle tariffe.

Sul tavolo resta la questione dell’adeguamento sismico delle infrastrutture, altro versante della lotta che il comitato porta avanti da oltre sei anni; interventi urgenti per i quali però, al momento non ci sono fondi disponibili. Due, infatti, le possibili alternative: quella prevista dal piano predisposto dall’allora commissario straordinario nominato dal Governo e portato avanti dall’attuale commissario che prevede l’adeguamento sismico con modifiche integrali del tracciato, le cosiddette ‘varianti’, per un costo di 14,6 miliardi di euro; e quella dell’adeguamento sismico senza modifiche al tracciato, intervento da 8 miliardi di euro.

Messa in sicurezza per cui servono fondi che attualmente non sono in cassa, come spiega la Nazzaro che chiede alla politica di impegnarsi a trovare i soldi necessari. “Parliamo di territori sismici e loro stessi hanno parlato di una ‘necessità’ non possiamo indietreggiare su questo punto e solleciteremo con ogni mezzo la politica” conclude la portavoce. Nell’attesa che l’impegno si concretizzi, il comitato ha chiesto una nuova convocazione del Tavolo tecnico per cercare soluzioni ad una questione che non può aspettare: la sicurezza e la tutela dei nostri territori.

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