Passaggio all’elettrico: la Cgil disegna il futuro dell’automotive

Pensare alla transizione all’elettrico, anziché rincorrere posizioni destinate a diventare anacronistiche, perché il futuro dell’auto, ad esclusione degli USA, si muove nella direzione della eliminazione dei motori endotermici a partire dal 2035. Parte da questo assunto la Cgil per aprire una riflessione in grado di guardare al futuro dell’automotive che, in Abruzzo, copre il 18,9% del Pil. Per questo il prossimo 26 settembre la Fiom-Cgil ha organizzato un importante convegno (di portata nazionale) ad Atessa, cuore dell’automotive abruzzese, nel quale tracciare un percorso e soprattutto sensibilizzare la classe politica ed imprenditoriale a mettere in campo le necessarie contromisure per tutelare lavoratori e produzione. Che non riguardano solo Atessa, ma anche tutto il settore, a partire da Sulmona, dove la Magneti Marelli è strettamente collegata alla catena di Stellantis.

“A cavallo tra Abruzzo e Molise c’è un territorio, la Val di Sangro, dove il settore dell’automotive occupa circa 22.000 metalmeccanici, e complessivamente nelle due le regioni operano circa 30.000 metalmeccanici – scrive il sindacato -. Oggi Stellantis è proprietaria di tutto il mondo FCA (ex FIAT) e allo stato attuale non ha ancora presentato un piano industriale concreto e di dettaglio per i vari insediamenti industriali presenti nel nostro Paese. una parte della politica e del sindacato ritengono che il problema del futuro dell’auto sia legato alla decisione europea di non produrre più motori endotermici a partire dal 2035 e che questo termine debba essere modificato. In realtà il problema vero è che, ad esclusione degli USA, il resto del mondo, in particolare la Cina, ha già deciso che il futuro dell’automotive sarà elettrico e anche se la Commissione europea dovesse rivedere la propria posizione, l’elettrico dominerà il mercato dell’auto. La difficoltà a mettere a fuoco questa situazione e ad elaborarla sta creando pericolosi alibi che si traducono in mancati interventi a sostegno delle molte imprese presenti nei nostri territori, indispensabili per affrontare la transizione in atto”.

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