Dimissioni ritirate, una commedia all’italiana

(vignetta dalla pagina Sportivi Peligni)

La commedia si è fatta farsa, più simile alla comica a dire il vero. Il sindaco redento di Sulmona Annamaria Casini ha ritirato si dice le sue dimissioni. Niente di nuovo, niente di non già previsto e anticipato proprio da questa testata, solo che ancora una volta a uscirne sbeffeggiate e ridicolizzate sono le istituzioni.
Perché il sindaco a dimissioni alterne la sua rinuncia alla rinuncia non l’ha comunicata in e al consiglio comunale che pure è stato convocato oggi ad hoc (su sua richiesta tra l’altro), nonostante le minacce di ricorso alla Corte dei Conti da parte dell’opposizione, ma ad un’agenzia di stampa. Neanche ad un comunicato diramato pubblicamente.
Se la canta e se la suona, il sindaco a dimissioni alterne, annunciando che la comunicazione ufficiale, quella ai consiglieri innanzitutto, arriverà quando il protocollo farà il suo giro. Per il momento non resta che affidarsi alle agenzie di stampa secondo cui, riportano sempre così fedelmente, la decisione della Casini sarebbe maturata dopo aver parlato con la gente comune, con gli elettori, con gli operatori economici e con coloro che hanno sostenuto la sua candidatura. Tutti lì, in lacrime, a stracciarsi le vesti e chiederle di tornare sul trono.
Si ride parecchio nella commedia all’italiana, dove il gusto per il grottesco non è mai mancato. E si ride, per non piangere, su una città ridotta sul lastrico che assiste sbigottita a questa ignoranza istituzionale che il consigliere Elisabetta Bianchi ha definito opportunamente “analfabetismo”, che di per sé è già grave, gravissima quando associata all’incapacità amministrativa dimostrata in questi due anni.
Al di là della forma, infatti, c’è poi la sostanza: il sindaco a dimissioni alterne, dice che “il nostro territorio è minacciato da ridimensionamento o chiusure di servizi essenziali, come sanità, giustizia, istruzione e progetti impattanti, primo tra tutti quello Snam, che potrebbe compromettere definitivamente una prospettiva di rinascita della città” e che per questo insomma, non si può rischiare l’arrivo di un altro commissario.
Evidentemente oltre ad aver fatto un bagno di folla tra la gente (tra cui non dovevano esserci i consiglieri della sua quasi maggioranza Pingue, Di Marzio e Ramunno), la Casini ha studiato in questi venti giorni di vacanza anche un po’ di educazione civica, ritagliandosi un po’ di tempo tra un viaggio all’estero e uno spettacolo di cabaret, e scoprendo che dopo le dimissioni di un sindaco il prefetto è obbligato a nominare un commissario.
A meno che le minacce ai servizi essenziali e la Snam non siano spuntate dopo l’11 agosto.
E siccome da quella data, quella delle dimissioni, nulla politicamente è cambiato, piuttosto peggiorato, non si comprende per quale motivo le abbia rassegnate ovvero ritirate.
Anche a Natale, in fondo, era andata così: l’annuncio su Facebook (a proposito di rispetto per le istituzioni), il tempo di farsi il cenone in famiglia e quindi il ritorno. Ora è toccata alla calda estate, alla notte di San Lorenzo e al Ferragosto. Le ferie sono finite si torna a lavoro, anche perché sennò poi che si racconta a fine mese in famiglia.
Ultimo “insignificante” particolare: il sindaco non ha più la maggioranza e neanche il rispetto del consiglio se è vero, come annunciato, che oggi in aula sarà da sola con la sua quasi maggioranza ancora una volta a cantarsela e a suonarsela… “finché la barca va”.

2 Commenti su "Dimissioni ritirate, una commedia all’italiana"

  1. Buona fortuna Sulmona…!

  2. che vergogna…facciamo ridere tutto l’ Abruzzo. ma alla terza falsa dimissione si è squalificati?

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