La magia di Roncisvalle: i Comitati vogliono le carte della baracca trasformata in palazzo

Hanno chiesto ancora una volta di accedere alle informazioni finora negate e di avere copia della concessione a sanatoria. Si rivolgono al Comune di Sulmona i Comitati cittadini per l’ambiente per capire cosa è successo in via Tratturo “a ridosso del fiume Gizio, vicino alla chiesa di Santa Maria di Roncisvalle che insieme all’antica fontana è un bene storico tutelato dallo Stato” e dove “una baracca si è magicamente trasformata in palazzo”.

In un’area che, ricordano i Comitati, il Piano regolatore di Sulmona classifica come “parco urbano e territoriale”, oggi grazie ai finanziamenti del Superbonus110 si sta realizzando un palazzo con tanto di autorizzazioni rilasciate dal Comune. Eppure la legge parla chiaro, continuano i Comitati cittadini, stabilendo che le autorizzazioni alla demolizione e ricostruzione con ampliamenti e cambio di destinazione di uso sono possibili solo se la costruzione è classificabile come edificio.

Ragionamento che il Comune di Sulmona deve aver condiviso per rilasciare il permesso di costruire e consentire la magia della baracca trasformata in palazzo. Eppure è proprio su questo che i Comitati chiedono chiarimenti agli uffici comunali che, pur avendo concesso l’accesso agli atti, in un primo momento negati, “si rifiutano di dare informazioni sulla baracca e sulla sanatoria dell’abuso edilizio”. Chiedono di sapere i Comitati “se una parte della struttura era effettivamente adibita ad uffici, se era dotata di servizi igienici e se aveva allacci di corrente elettrica e acqua potabile” in ossequio a quanto statuito dalla legge regionale n. 49/2012. La quale recita che “un edificio si ritiene esistente allorché vi siano stati l’esecuzione del rustico e il completamento della copertura”, parole che spingono i Comitati cittadini a chiedersi se la baracca era classificabile come edificio, così come ritenuto dal Comune di Sulmona.

Ricordando quanto affermato dagli stessi proprietari che nella richiesta hanno descritto la baracca come “una struttura mista in cemento armato, ferro e legno e copertura in ferro e lamiere” con “locali adibiti a deposito, uffici, spogliatoio e portico”. E che il Comune ha rilasciato le autorizzazioni “alla luce dei riscontri effettuati”. Riscontri di cui finora nulla hanno potuto conoscere i Comitati cittadini per l’ambiente che ancora una volta tornano a chiedere informazioni e copia della concessione a sanatoria nella speranza che questa volta il Comune di Sulmona “si degnerà di fornire le informazioni richieste”.

21 Commenti su "La magia di Roncisvalle: i Comitati vogliono le carte della baracca trasformata in palazzo"

  1. Su questo “caso”, va fatta “trasparenza”.

  2. Mi chiedo, forse come molti altri, perchè i “Comitati cittadini per l’ambiente” non fanno ricorso al Tar per fare annullare il silenzio del Comune; tanto per cominciare.
    Poi si potrebbe, una volta acquisita la documentazione, chiedere l’annullamento del permesso, nel caso in cui se ne provasse l’illegittimità.
    In caso contrario è tutta aria fritta.

  3. Precisazione | 27 Marzo 2024 at 16:17 | Rispondi

    Basta fare un esposto alla Procura di Sulmona la quale delega la PG per fare le dovute verifiche.

  4. A tutela di tutti | 27 Marzo 2024 at 18:04 | Rispondi

    La sovrintendenza ai beni culturali non ha nulla da dire ?

  5. … praticamente da una “ baracca “ si è passati ad autorizzare la costruzione di una grande villa direttamente sull’argine del fiume…
    E le Norme inderogabili del Regio Decreto n. 523/1904 e seguenti, cosiddetto “testo unico sulle opere idrauliche” tutt’ora in vigore?

    A che distanza si può costruire dall’argine di un fiume?

    In merito la Sentenza della Cassazione a sezioni unite n. 31022/2019, secondo la Corte:
    “ la distanza minima dal corso d’acqua è di 10 metri. La violazione della distanza minima dal corso d’acqua anche solo dello scavo iniziale determina un vincolo assoluto di inedificabilità”.

  6. Una zona che per anni è stata dimenticata , seppellita da rovi e arbusti non curati…e ora che è ripulita cosa vi fa male ?? ma fate seriamente??

  7. Come abbandonata e piena di rovi e arbusti non curati, hai letto l’articolo?
    Il comitato chiede: “ se una parte della struttura era effettivamente adibita ad uffici, se era dotata di servizi igienici e se aveva allacci di corrente elettrica e acqua potabile”.

    • Si L ho letto l’articolo …. Ma la costruzione credo sia su proprietà privata ! O sbaglio ???
      Se è così perché questo accanimento ?? Che c entra la chiesa di Roncisvalle….mica è stata abbattuta quella !
      Credo si stia facendo un polverone per nulla ….

  8. Mario Pizzola | 27 Marzo 2024 at 20:46 | Rispondi

    Signor Pinu, il palazzo è su un’area destinata dal Piano Regolatore del Comune di Sulmona a “parco urbano e territoriale” e in tali aree la legge stabilisce che gli interventi possono essere di esclusivo carattere pubblico. Sempre la legge sancisce che solo un “edificio” può ottenere l’autorizzazione comunale per la demolizione, ricostruzione, ampliamento, cambio di destinazione d’uso e applicazione del superbonus del 110 per cento. Quella baracca era un “edificio”? Per di più un “edificio” adibito ad uffici?

    • Signor Pizzola. io la ammiro e rispetto quando affronta temi seri e sconcertanti come quelli del Cogesa o del metanodotto che sta sfregiando le nostre terre.
      Ma quando si prende di mira un terreno di un privato ( bene o male che abbia fatto) mi pare esagerato questo accanimento pubblico .. tutto qui.
      chissà quante demolizioni e ricostruzioni sono state fatte in valle peligna perchè questo caso deve finire alla ribalta pubblica?? i controlli li faranno gli enti preposti non mi pare giusto additare in forma pubblica solo questo caso .. non capisco davvero il perchè di questo accanimento in fondo è pur sempre un terreno privato .
      credo si capisca il senso del mio intervento,
      buona serata

  9. Mente aperta | 27 Marzo 2024 at 21:18 | Rispondi

    E’ proprio vero che viviamo in un paese di provincia
    Pieno di gente invidiosa
    Cambiate mentalità altrimenti tra qualche anno rimarranno solo i comitati in questo paesino

    • Concordo pienamente con mente aperta. Anziché guardare con invidia a cosa fanno gli altri, pensate piuttosto a lavorare, progredire e a creare ricchezza per voi e per la società.

  10. Mario Pizzola | 27 Marzo 2024 at 21:43 | Rispondi

    E’ un terreno privato ma vincolato per una destinazione pubblica. Anche le scuole e gli ospedali si costruiscono su terreni che prima erano privati. Non si tratta né di accanimento nè di invidia. Si tratta solo di rispettare la legge.

  11. Mente aperta | 27 Marzo 2024 at 22:03 | Rispondi

    Terreni di destinazione pubblica completamente abbandonati da circa 40 anni
    Ma fatemi il piacere
    Chiudo qui il discorso tanto è solo tempo perso
    Buona serata buona Pasqua

  12. FratellodiPinu | 27 Marzo 2024 at 23:26 | Rispondi

    Sognor Pizzola come fa a sostenere che non si tratta di edificio ma di una baracca? È noto che quegli uffici erano in uso ad una nota ditta per scopi aziendali. Pertanto erano edifici e non baracche. La differenza tra edificio e baracca non si fa ad occhio, ma si guardano i documenti che qualificano giuridicamente il bene. I canoni estetici non rilevano. Viceversa anche la sua automobile , che ad occhio appunto tale non pare, non potrebbe circolare. Vede, signor Pizzola, e come se lei rottamasse la sua Astra beneficiando dei fondi pubblici per l’acquisto di un nuovo e meno puzzogeno veicolo, e qualcuno le contestasse, così, a sentimento di aver rottamato una carretta fumante.

    Pertanto , buttato così, diciamo a sentimento, il suo ragionamento difetta di pregio giuridico.

    • Oltre al “ Fratello di Pinu , tutti, leggendoti, si stanno chiedendo a chi sei “ Compare”?
      Perché vedi sostenere che quelle strutture in EVIDENTE stato di abbandono, fatte di tavole marciscenti e lamiere arrugginite in parte anche divelte, e solo una piccolissima porzione di circa 10 metri quadri realizzata proprio adiacente al fiume, fatta con tamponatura a blocchetti di cemento, non erano BARACCHE ma un EDIFICIO, mi fa pensare ad un “ Comparaggio “ d’interessi.
      Di forte interesse personale.
      “ Fratello di Pinu “, forse lo ignori, ma vi è la documentazione fotografica della zona, peraltro reperibile facilmente su Google, che la sbugiarda platealmente, cristallizzando le cose per quelle che erano: BARACCHE e non EDIFICI.
      Peraltro evidenziano che non vi era nessuna frequentazione umana da tempo.
      Manufatti anche abusivi, vista la domanda di CONDONO presentata e concessa.
      Baracche abusive realizzate in adiacenza ad un fiume e a pochi metri da una chiesa millenaria, ricostruita su un antico Tempio Italico.

  13. Mario Pizzola | 28 Marzo 2024 at 00:50 | Rispondi

    Signor Fratello di Pinu, che non fosse un edificio lo dicono gli stessi richiedenti l’autorizzazione a costruire, i quali infatti scrivono che si tratta di “una struttura mista in c.a. (cosa significa: cemento armato o qualcos’altro?), ferro e legno e copertura in ferro e lamiera”. Quanto alla mia macchina, anche se a lei può non piacere, circola regolarmente perchè è regolarmente revisionata. E poi non vedo cosa centri con la questione. Un’ultima cosa: per onestà intellettuale farebbe bene ad avere più coraggio e mettere le sue vere generalità, come faccio io, e non nascondersi dietro un nomignolo.

  14. Concordo in tutto e per tutto con Mario Pizzola, cui vanno i miei complimenti.
    E inoltre i commenti di “Pinu” o di “Fratello di Pinu” che legittimano le rimostranze dei Comitati soltanto quando questi protestano contro le opere pubbliche (Metanodotto, Cogesa) ma che invece deprecano quelle proteste che “si accaniscono” (ipse dixit) contro gli abusi privati, sono commenti che riflettono in tutto e per tutto il classico lassismo italiano, quella mentalità, tipicamente italiana ed omertosa, del “vivi e lascia vivere”; proprio quel lassismo e quella mentalità che tanti danni hanno prodotto nella società civile e nel territorio italiano.

  15. carlo stefanutti | 28 Marzo 2024 at 08:10 | Rispondi

    è proprio per questo livore verso le attività altrui che mi fa sempre propendere per i contestati. ben venga la snam, la discarica ed altre cose in valle Peligna. qui si sta contestando una RIQUALIFICAZIONE di una zona degradata. spero che la faccenda venga chiusa e si cali il sipario su tutte queste chiacchiere da perdigiorno. Io rispetto chi le cose le fa.

  16. Signor Mingaver, i suoi interventi, alimentati da invidia e limitatezza mentale, sono invece fomentatori di odio sociale e dell’impoverinento di questo territorio. Lei è bravo solo a leccare il sedere al Capoluogo:Quindi continui a fare quello.
    Avete azzerato la forza amministrativa di questo comprensorio con queste teorie. Ne Avete menomato le capacità attrative legate alla natura. Non s po j neanch chiu’ allu coll dell vacc colla bicicletta.[se lo traduca lei].
    Non si possono potare le piante.
    A Natale non si può spara’ perché i cani si pisciano sotto. Però loro, i cani, possoni caccare ovunque
    Adesso volete pure vietare le Colombe a Pasqua perché si disorientano. NS PO’ FA CHIU’ NIENT!

    Adesso passate a fare le foto alle case dei privati e le pubblicate sul giornale.

    Mingaver lei è pericoloso socialmente. Si costituisca

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