Migliaia di messaggi e telefonate alla ex, per i giudici non è stalking

Duemila messaggi in un mese e migliaia di telefonate, fino a trecento al giorno. A tutte le ore del giorno e della notte e tutte non proprio dai toni rassicuranti: “Ti ammazzo”, “sei finita”, “ti lascio in una pozza di sangue”. Per i giudici del tribunale di Sulmona, tuttavia, non si tratta di stalking, perché “la giovane vittima non ha interrotto ogni forma di dialogo con il persecutore, ma all’opposto perseguiva nello scambio di alcuni messaggi telefonici. La continuazione nel dialogo telefonico – scrivono i giudici – configura una sorta di complicità implicita”. Insomma rispondendo al suo ex, in qualche modo, quelle telefonate non erano motivo di ansia “facendo venir meno il requisito indispensabile del mutamento radicale delle proprie abitudini”.


Con questa motivazione, così, un ventottenne di Bugnara, Antonello Di Nicola, è stato parzialmente prosciolto dalle accuse che gli rivolgeva la sua ex fidanzata, ritrovatasi bersagliata dal suo ragazzo per averlo lasciato dopo quattro anni di relazione sentimentale.
Una storia, nata su Facebook, e rivelatasi “da subito burrascosa” ha raccontato la ragazza ai carabinieri, fino ad arrivare ad una sorta di “sequestro”, anche se in realtà e giuridicamente, si sarebbe trattato di una violenza privata, reato per il quale, invece, l’altro giorno Di Nicola è stato condannato a quindici giorni di reclusione.
Il giorno dopo la rottura del fidanzamento, nell’ottobre del 2016, infatti, il ragazzo era uscito in piena notte in pigiama per andare a riprendere la sua ormai ex che stava con delle amiche in giro per il centro di Sulmona. Secondo il racconto della vittima, confermato dalle amiche presenti, Di Nicola avrebbe fatto salire a forza la ragazza in auto per portarla poi a casa dei suoi (del ragazzo) genitori. La vittima avrebbe assecondato l’ex nella speranza di trovare aiuto proprio nei genitori del ragazzo, ai quali, una volta entrata nell’appartamento, aveva poi chiesto, dopo averli svegliati, di essere riportata a casa.
Per l’avvocato della difesa, Fabio Guido, si è trattato “solo di un animato litigio tra fidanzatini”, telefonata più, telefonata meno.

1 Commento su "Migliaia di messaggi e telefonate alla ex, per i giudici non è stalking"

  1. prima di fidanzarsi occorre vedere molto bene con chi si ha a che fare…questi social ormai forniscono una visione totalmente distorta della realtà, sono tutti fregni sul FB poi nella realtà sono dei veri e propri rincoglioniti…stessa cosa vale, ovviamente, anche per le ragazze. Bei tempi quando uno sguardo provocava turbamenti….e non un like…

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