Sindaci incandidabili: martedì l’ultima occasione per cambiare la norma

La norma dovrà essere approvata entro il 10 agosto, ovvero nel consiglio regionale programmato per martedì prossimo: dopo inizia il semestre bianco, durante il quale, infatti, non è possibile apportare modifiche al sistema di voto in Abruzzo.

La questione è quella calda dell’incandidabilità dei sindaci alle elezioni regionali, ovvero l’obbligo, sancito dalla legge 51 del 2004, di dimettersi novanta giorni prima la presentazione delle liste che sommati all’indizione delle elezioni fanno circa cinque mesi. Periodo nel quale il sindaco candidato dovrebbe lasciare il suo Comune (che sia superiore ai 5mila abitanti) in mano ad un commissario, a prescindere dalla sua effettiva elezione poi.

La proposta di modificare, ovvero di emendare la legge, è stata sollecitata dal sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto che è presidente regionale dell’Anci e sembra trovi il parere favorevole sia della maggioranza che dell’opposizione in consiglio regionale.

L’ipotesi è quella di eliminare la norma o almeno di emendarla in modo che all’incandidabilità sia sostituita la ineleggibilità: ovvero solo dopo eletti i sindaci dovranno scegliere se continuare a vestire la fascia tricolore o spostarsi all’Emiciclo.

L’altra ipotesi è che il termine di ineleggibilità sia spostato al giorno della presentazione delle candidature e non 90 giorni prima, in modo, comunque, da non lasciare per un periodo così ampio i Comuni amministrati senza una guida politica.

La logica della legge 51 è quella di evitare che il sindaco usi il suo ruolo a meri fini di campagna elettorale: norma che ha una sua logica, ma anche un risvolto della medaglia che penalizza le legittime aspirazioni delle fasce tricolore.

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