Sponsor alla figlia della compagna, assolto ex sindaco

Aveva concesso un contributo, anzi una sponsorizzazione, alla figlia della compagna, vigilessa nel Comune di cui era sindaco, che partecipò ai campionati regionali di sci: 3mila euro deliberati a distanza di cinque giorni dalla richiesta che, per la procura di Sulmona, avevano configurato il reato di peculato.

In quattro erano finiti per questo alla sbarra: l’ex sindaco di Rivisondoli Roberto Ciampaglia, la sua assessora Stefania Monaco, la responsabile dell’ufficio amministrativo Annamaria Monaco e di quello finanziario Fiorella Ionata. Tutti assolti oggi dal collegio del tribunale di Sulmona che ha così rigettato le pesanti richieste del pubblico ministero, Edoardo Mariotti, che aveva ipotizzato pene di 4 e 5 anni di reclusione.

Secondo la procura la sponsorizzazione, avvenuta nel 2019, era un modo surrettizio di distrarre i soldi pubblici per darli alla sua allora compagna, tant’è che la ragazza, durante i campionati, non aveva neanche indossato il logo del Comune.

Accuse infondate per i giudici che oggi hanno assolto i quattro.

Nel processo, per altri capi d’imputazione, era finito anche Antonello Damiano, legale rappresentante della società Abruzzo Natura che avrebbe eseguito lavori in favore di un albergo di Rivisondoli di cui lo stesso Ciampaglia sarebbe stato socio occulto. Assolto anche lui dalle accuse, così come assoluzione è stata per lo stesso ex sindaco, accusato, nello stesso processo, di un altro episodio di peculato, avvenuto nell’estate del 2020, quando cioè vennero realizzate della card per accedere agli spettacoli estivi regolati negli ingressi per via del Covid. Ciampaglia era accusato di aver intascato i soldi delle card che distribuiva lo Iat, per pagare lavori di giardinaggio ad un hotel a lui collegato.

1 Commento su "Sponsor alla figlia della compagna, assolto ex sindaco"

  1. Sono contento per loro pur non conoscendoli. Sono sicuro che avranno trascorso anni di angoscia in attesa di avere giustizia. Troppo facile avviare procedimenti penali per non arrivare a nulla, annientare la onorabilità delle persone e non darme conto. Ogni dipendente pubblici, rispondono del loro operato tranne i magistrati sebbene siano tra i dipendenti pubblici. In finale… una casta tanto poi dopo 5 anni vengono valutati e poco importa se i procedimenti attivati siano andati a buon fine…

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