Aggrediscono e minacciano due extracomunitari e il capotreno. Condannati

Volevano far rispettare la legge, prendendosela con due extracomunitari di colore che non avevano il biglietto corrispondente al viaggio che volevano intraprendere. Così dopo aver ingaggiato con loro una lite alla stazione di Sulmona, se l’erano presa anche con il capotreno che era intervenuto a compilare il relativo verbale, minacciandolo e tentando di colpirlo e provocando alla fine anche un ritardo di 45 minuti del treno. I “paladini della giustizia”, però, non erano poliziotti, né carabinieri, ma due quarantenni conosciuti alle forze dell’ordine per ben altre imprese.
Così oggi per il reato di violenza e minacce a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio, sono stati condannati dal tribunale di Sulmona Mario Lepore e Serafino Di Lorenzo, entrambi di Sulmona. Quattro mesi e quattro giorni di reclusione la pena comminata dal giudice che ha riconosciuto la continuazione e applicato lo sconto di pena per la scelta fatta dal loro avvocato, Alberto Paolini, del rito abbreviato.


I fatti risalgono al maggio del 2018, quando il clima xenofobo e anti migranti impazzava in Italia. Un clima di odio che portò un mese dopo proprio Serafino Di Lorenzo, insieme ad un’altra persona, Nicola Spagnoletti, a fare un’incursione nel centro di accoglienza della Casa Santa dell’Annunziata, accoltellando un giovane gambiano al fianco.
Per quell’episodio Spagnoletti è stato condannato lo scorso anno a sei anni di reclusione con rito abbreviato con l’accusa di tentato omicidio. Imputazione che resta anche per Serafino Di Lorenzo, ma con l’aggravante (abbonata a Spagnoletti) dell’odio razziale: il processo per lui si terrà a settembre.

1 Commento su "Aggrediscono e minacciano due extracomunitari e il capotreno. Condannati"

  1. 4 mesi e 4 giorni. Si deve aspettare ancora altra violenza prima che buttino la chiave? Uno dei due ha già accoltellato un altro essere umano e ancora aspettano? Chi attenta alla altrui vita non è degno di vivere la propria. In galera!

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