Terremoto, l’Annunziata sorvegliato speciale

I sondaggi inizieranno oggi e dureranno due settimane: buchi nella terra da 35 e 50 metri, rispettivamente in via degli Agghiacciati e via del Coservatorio, che serviranno per studiare la qualità del terreno ovvero la risposta sismica di questo ad un eventuale terremoto. Sorvegliato speciale da parte dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia è il palazzo dell’Annunziata, “un monumento di assoluto pregio, tra i più importanti in Italia – spiega Fabrizio Galadini, dirigente dell’Ingv – e a cui il nostro istituto ha voluto prestare attenzione al fine di fornire gli strumenti necessari per la sua difesa”. Grazie agli studi che verranno fatti, infatti, si potrà scegliere un’adeguata strategia di difesa contro il terremoto: quali tecniche ingegneristiche adottare, cioè, per proteggere il monumento dalla violenza del sisma.

La tecnica che sarà utilizzata è quella del rilievo geotecnico attraverso il dilatometro, un metodo inventato dal professor Silvano Marchetti dell’università dell’Aquila scomparso due anni fa. Sottoponendo il terreno a sollecitazioni di “martello”, in pratica il dilatometro misurerà la risposta e la velocità delle onde sismiche che variano appunto in base alla conformazione geologica. Analisi che verrà fatta tanto in profondità, quanto in superficie. Una misurazione, ma solo in superficie, verrà eseguita anche in vico dell’Ospedale, mentre nel cortile di palazzo Annunziata verrà applicata un’altra metodologia, una misurazione penetrametrica con maglia pesante cinese, finalizzata a misurare la resistenza dei depositi ghiaiosi.

“Si tratta di un progetto voluto e finanziato dall’Ingv – continua Galadini – che in Abruzzo abbiamo riservato solo a due monumenti, quelli di maggior pregio, e cioè la basilica di Collemaggio all’Aquila e il plesso dell’Annunziata a Sulmona. Al termine di questi sondaggi forniremo gli strumenti per studiare una messa in sicurezza adeguata dell’edificio”.

Una misurazione che è estendibile su un raggio di circa cento metri, ovvero al cuore del centro storico di Sulmona che dall’Annunziata arriva fino a piazza Garibaldi verso sud e al Vescovado verso nord. “La situazione geologica di Sulmona cambia a partire da piazza Garibaldi – aggiunge il dirigente Ingv – e in prossimità dei confini del centro dove, verso ponte Capograssi e porta Molina, insistono costruzioni realizzate sul confine dei costoni”.

Parallelamente allo studio dell’Ingv, dovrebbe partire a breve anche lo studio di zonizzazione sismica di terzo livello nel resto della città: progetto già finanziato dalla Regione che, al momento, però, non riesce ancora a trovare seguito a causa di alcuni problemi di mappatura nella fascia pedemontana del Morrone.

Un primo passo verso una prevenzione di alto livello che, però, ha ovviamente bisogno, dopo gli studi, delle risorse necessarie per le opere ingegneristiche di messa in sicurezza. Risorse che si sperava di ottenere dal progetto di Casa Italia del quale, tuttavia, non si sente neanche più parlare.

3 Commenti su "Terremoto, l’Annunziata sorvegliato speciale"

  1. mo cominciano a bucare e la fanno crollare vedrete ah ah ah

  2. mo cominciano a bucare e la fanno crollare vedrete ah ah ah già ce ne sono poche di buche a sulmona

  3. ha resistito a tutti i terremoti fino adesso ora che ci mette mano l’uomo credo sia arrivata la sua fine ahahahahahah amen

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