Una nuova mappa pedonale, la proposta di Sbic per la fase due

Dimezzare o azzerare la tassa di occupazione di suolo pubblico e, soprattutto, studiare una nuova mappa della zona a traffico limitato o dell’area pedonale urbana. Il movimento di Sulmona Bene in Comune lancia la sua proposta all’amministrazione comunale, perché non ci si trovi, quando partirà la fase due dell’emergenza, nel solito ritardo e si prepari invece una soluzione in grado di garantire commercianti e cittadini, oltre che la qualità dell’aria.
L’assunto da cui parte Sbic è che, quando sarà, la fruizione del centro storico dovrà basarsi su principi diversi a quelli dello “struscio” e che cioè bisognerà permettere a bar e ristoranti di poter operare nel rispetto del distanziamento sociale che sarà richiesto.
Per intendersi: bar o ristoranti che non hanno spazi all’aperto, dovranno avere la possibilità, per rimanere in vita, di offrire i loro servizi, magari occupando parti del centro che oggi sono invece carrabili.
“Sarebbe un modo per risarcire per i mancati introiti le imprese che hanno chiuso per la salute di tutti e ora in solidarietà, tutti ci dovremmo preoccupare di dare loro una mano. Naturalmente – scrive Sbic – questo avrebbe effetti sulla viabilità, ma qui si potrebbe dar vita a una viabilità alternativa, a una ZTL a macchia di leopardo a cambiamenti anche sostanziali per una nuova e proficua Area Pedonale Urbana anche con un occhio alla diminuzione dell’inquinamento atmosferico. Si potrebbero così favorire anche i cittadini costretti alle file fuori dei negozi per via del distanziamento sociale e rispondere a una nuova esigenza di vivere il Centro sia da parte dei cittadini che da parte dei commercianti”.


Una soluzione va trovata ovviamente sul campo, in base alle singole esigenze e nel rispetto dei limiti dati dal codice della strada. Un lavoro che richiederà tempo e impegno e che per questo va avviato da subito: “L’Amministrazione e gli Uffici sono chiamati ad uno sforzo ulteriore e importante per il benessere di tutti e per andare avanti, per andare oltre quella “normalità” che abbiamo abbandonato e che non era priva di problemi e contraddizioni – conclude Sbic -. Non possiamo tornare a nessun bel tempo andato, quindi. Approfittiamo di questa situazione per inventare un tempo nuovo, per avere uno spettro maggiore di possibilità per tutti e per ciascuno”.

13 Commenti su "Una nuova mappa pedonale, la proposta di Sbic per la fase due"

  1. finalmente una proposta seria, bisogna mettersi subito a lavoro però, perchè le esigenze saranno diverse e diversificate. forza un po’ di coraggio

  2. Le solite chiacchiere per poi arrivare al Nulla
    Mascherine e guanti e si entra pochi alla volta in base alla grandezza del locale
    Aprite la ztl !!!!
    Altrimenti chiudiamo definitivamente

  3. Cannata di SBIC.Vorrei che mi si spiegasse la tesi che no ZTL equivale a maggiori introiti per i commercianti e questo anche al di fuori della vicenda Coronavirus. Che i commercianti abbiano avuto un calo di incassi è innegabile e non è errato affermare che è comunque il prosieguo di una storia annosa, incancrenita, ed il continuare a ricercarne la panacea nell’abolizione (o comunque riduzione) della ZTL è anacronistico quanto privo di ogni fondato “valore economico” , nonché chiarificatore del pensiero poco lungimirante presente in città anch’essa storia annosa da risultati pietosi, basta citare la “pensata” radiodiffusione lungo il Corso. Al contrario, questa sciagurata situazione potrebbe e dovrebbe fungere da volano per dare il colpo di grazia a questa ZTL monca e finta. Quali sono questi introiti aggiuntivi che un traffico lungo Corso Ovidio possa assicurare? Oltre al traffico e all’aumentato smog null’altro! Ma quale ZTL a macchia di leopardo ci andiamo inventando quando lungo il Corso (e altrove) vi sono più topi che umani?? Vogliamo fare un circuito automobilistico interno al centro storico, o meglio una gincana ad eliminazione fra le avarie automobili pronte a darsi battaglia per contendersi la prima posizione e pavoneggiarsi lungo il rettilineo di arrivo? E’ stato detto correttamente, che lo struscio non sarà più quello di prima, quindi ben vengano formule per agevolare la ripresa del commercio (come l’occupazione del suolo pubblico proposta, ma il tutto deve avere una contropartita che deve essere la chiusura totale del C. S.. Se lo struscio dovrà avere per forza il distanziamento, tale regola non dovrà essere valida anche per le autovetture o vi saranno scene di incolonnamenti con le autovetture stipate di passeggeri con in muso appiccicato sui finestrini ad ammirare fantasmagoriche vetrine e folla di persone con tanto di mascherine per colpa più del PM10 che del Covid-19? Per quanto ancora si rimanderà di anno in anno l’agonia delle saracinesche abbassate e questo i commercianti lo sanno benissimo e tentano di allungarsi l’agonia finchè possono, senza ammettere (perchè lo sanno) che stanno (anche loro) dando il loro contributo alla scomparsa della prossima vittima: LA CITTA’!!! Per ultimo non dimentichiamoci le colpe di noi cittadini (principali artefici di questa situazione) che alimentiamo con la nostra pigrizia tutto questo pot-pourri di idee. Sindaco, ci pensi lei, se può.

    • ma da quello che ho capito io non si parla di riduzione di Ztl, ma al contrario di un suo ampliamento in senso pedonale. la macchia di leoprado da quel che ho capito, è per garantire la viabilità di sicurezza. se ho capito male qualcuno di Sbic può chiarire?

      • Potrei anche aver capito male e sono concorde con lei nel saperne di più da chi ha trascritto il comunicato, ma cito dall’articolo “ …si potrebbe dar vita a una viabilità alternativa, a una ZTL a macchia di leopardo a cambiamenti anche sostanziali per una nuova e proficua Area Pedonale Urbana anche con un occhio alla diminuzione dell’inquinamento atmosferico”. La locuzione a macchia di leopardo sta ad indicare l’irregolarità nell’applicare un qualcosa, e al momento l’unica ZTL esistente è quella su Corso Ovidio, pensarla di applicarla altrove? Non credo ve ne sia la necessità. Se sarà una ZTL spezzettata su quella esistente, credo crei ancor più problemi di quanto già non ve ne siano… noi cari automobilisti già ignoriamo gli orari e la corretta percorribilità su un unico asse viario, se poi viene frammentato su zone, su orari e su assi trasversali al Corso, che poi per conformazione cittadina sono quelli già esistenti, varchi elettronici inclusi, sarà una Caporetto di multe, salvo poi le uscite dei consiglieri comunali a far da parafulmine a sconsiderati e rei automobilisti… e non vorrei sia proprio qui il nocciolo. Attendo come lei lumi chiarificatori. Buona serata.

  4. Come è bello parlare
    Vi invito ad aprire un’attività commerciale (investire denaro) in centro storico e poi ne riparliamo
    Benpensanti

    • E il suo pensiero qual’è?

    • Si infatti signor Matteo che, presumo, sia un commerciante del centro storico. Ci dica qual è la sua idea di centro, di ztl, di pedonalizzazione… Perchè altrimenti se noi siamo benpensanti lei rischia di essere un nonpensante

  5. Ragionare sul traffico nel Centro Storico è annoso. Da quarant’anni ne parliamo e non abbiamo cavato un ragno dal buco. Noi già da qualche anno abbiamo proposto di lavorare con un gruppo di ricerca dell’Università dell’Aquila sull’ascolto delle varie voci sul problema perché l’Amministrazione possa basarsi su dati certi per una decisione. Ma non s’è fatto e continuiamo a perdere anni. La nostra proposta nella contingenza coronavirus è un sasso nello stagno. A giudicare dai commenti, sì questo risultato sembra raggiunto. La proposta che facciamo si basa sull’idea di dare una mano ad alcuni esercenti commerciali del centro. Le modifiche o la cancellazione della ZTL sono conseguenze di quella scelta. Vediamo se bar e ristoranti sono interessati a occupare gratuitamente il suolo pubblico. Se è così dovremmo mettere mano alla ZTL. Procediamo insomma per passi fatti di pragmatismo e aggiustiamo le nostre vite.

    • La proposta non fu altro che un emendamento al bilancio del 2017, e li così come nacque, perì. Perì come altri tentativi fatti nei 40 anni citati, così come questo vostro nuovo tentativo, come altri tentativi sono stati tentati successivamente… le ricordo la “Serrata dei commercianti” e “La Marcia sul Corso” del 01.03.2018. Poi di quali commenti “positivi” parla, qui non di certo. Nello stagno della ZTL state buttando un macigno privo di peso per la diatriba ZTL (almeno che non rilanciate la proposta dello studio universitario, e cioè l’aggiungere chiacchiere alle chiacchiere perché io di proposte per la ZTL nel suo commento, come nel comunicato non le leggo). Dov’è la proposta? Ma, affiancate al macigno ZTL il sassolino dell’azzeramento (il possibile dimezzamento nel suo commento è magicamente scomparso) della tassa di occupazione del suolo pubblico, che è forse la cosa più sensata e attuabile (ma a scadenza breve… mi raccomando) e chi dei commercianti può ritenersi non interessato? Quindi a suo dire, i tempi sono maturi, anche per la circostanza del coronavirus per affidare a loro la decisione di cosa e come fare? Sono (perché già lo furono nel passato – i 40 anni citati – e lo sono nel presente con i catastrofici risultati ottenuti finora nella gestione del commercio cittadino) e saranno (da quanto lei afferma delegati dalla politica a tale compito) coloro che avranno l’esercizio incondizionato della gestione “tirannica” del “bene comune” per gli anni a venire? Ma mi scusi è così che intendete gestire la città? La città deve essere amministrata dalle indicazioni provenienti dal Comune e non delegata alle categorie!!! Mi spiace ma il suo chiarimento non mi ha affatto entusiasmato, né convinto politicamente, né “come cittadino comune”.

  6. bene,non e’ difficile,il Mondo e’ fermo,per ripartire, soprattutto le attivita’ turistiche/recettive/ricreative, ci vuole serenita’,fiducia,benessere e sicurezza…in assenza di garanzie,certezze sulla “inoffensivita'” del male,(sanificazione generale,o quotidianita’ dei luoghi/strumenti/attrezzature interessati, comunque sempre con capacita’ ridotte,limitate) la tranquillita’ ,piacevolezza di trascorrere qualche ora in allegria,non e’ pensabile,quindi si perde tempo in chiacchiere inutili,solo la terapia antivirus potra’ dare il via libera al ritorno alla normalita’,nel Mondo e’ tutto gia’ pensato,le soluzioni esistono,basta vedere Cina,Sud Corea,Germania,Austria,Nuova Zelanda,risolte le criticita’sanitarie,non quelle di sicurezza e consumi, i “compratori”, che volendo possono arrivare via “teletrasporto”, sono pochissimi,e basta con le illusioni,o no?

  7. Publio Vettio Scatone | 20 Aprile 2020 at 08:57 | Rispondi

    …se i Peligni di SULMO hanno le idee confuse sulla rinascita del commercio nel centro storico, in grado
    di “ garantire commercianti e cittadini e inventarsi un tempo nuovo “, li invito a farsi un giro nell’antico municipium di AUFIDENA dei cugini sanniti…magari qualche neurone si riaccende per illuminare di nuovo le ormai spente sinapsi.

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