Dimensionamento scolastico: tagli a Sulmona, Roccaraso e Avezzano. I sindacati si mobilitano

Hanno scelto la sede legale dell’Istituto comprensivo Serafini-Di Stefano le sigle sindacali del mondo della scuola per confermare il forte e deciso “no” a qualunque tipo di dimensionamento. CISL, GILDA, SNALS, CONFSAL, FLC CGIL, UIL Scuola RUA uniti nella strenua battaglia contro una riforma che in Abruzzo, per l’anno 2024-2025 porterà a tagliare ben 11 istituti. Ed è proprio all’interno di una delle scuole oggetto di taglio che gli insegnanti mettono a nudo tutte le incongruenze di una legge che di fatto sembra contraddire se stessa. “Nel corso del tavolo tecnico regionale del 20 novembre scorso, abbiamo assistito ad un incontro vergognoso – spiegano gli insegnanti aderenti alle sigle sindacali – nel quale le province di Pescara, Chieti e Teramo hanno rimandato al mittente la richiesta di presentare una proposta di tagli e, invece, la Provincia dell’Aquila ha risposto con un piano scolastico che taglia 3 istituti” non più conformi agli stringenti parametri stabiliti a livello nazionale (tra i 900 e i 1000 alunni per istituto).

“Da aquilana sono mortificata per il comportamento della mia città – confessa Miriam Del Biondo rappresentante FLC CGIL – che ha di fatto contribuito alla sua stessa penalizzazione, e questo nonostante la forte contrarietà delle parti sociali”. Tutto ciò nonostante la stessa legge preveda la possibilità di derogare alla normativa in base alle specificità territoriali delle aree interne come la nostra.

Gli studenti resteranno qui – precisano i sindacati – e, molto probabilmente anche il corpo docente delle scuole ‘accorpate’; incidendo il dimensionamento solo sull’aspetto amministrativo con una diminuzione del numero dei dirigenti chiamati a guidare i nuovi istituti.

“Quello che doveva essere il nostro migliore alleato, la Provincia dell’Aquila, si è dimostrato il peggiore – continuano i rappresentanti sindacali – seguito colpevolmente dalle amministrazioni comunali rimaste immobili davanti a tale situazione. E questo è solo l’inizio di un iter lungo 7 anni che porterà a ridisegnare l’intera rete scolastica in base al criterio puramente numerico della densità abitativa; una condanna a morte per la nostra provincia. Non resta che fare appello alla mobilitazione popolare, all’azione di quanti a Sulmona, come a Roccaraso e ad Avezzano pure colpite dal dimensionamento, vivono e vorrebbero continuare a farlo, senza essere costretti a lasciare un territorio già troppe volte tradito”.

Il piano di dimensionamento per la nostra provincia prevede in particolare lo smembramento dell’istituto Serafini che in parte (primaria e medie) sarà accorpato alla Radice-Ovidio e in parte (le materne) alle Capograssi. “In questo modo non si garantisce continuità di formazione – lamentano insegnanti e genitori – e si creano disagi alle famiglie”. Disagi che saranno ben più evidenti con l’accorpamento della scuola di Roccaraso (e del suo comprensorio dell’Altipiano delle Cinquemiglia) a Castel di Sangro, mentre ad Avezzano le scuole accorpate riguarderanno gli istituti Galilei e Torlonia.

6 Commenti su "Dimensionamento scolastico: tagli a Sulmona, Roccaraso e Avezzano. I sindacati si mobilitano"

  1. Sbaglio o qualche DS interessato ha detto che non c’è nulla da temere?

    • francesco.valentini1935 | 25 Novembre 2023 at 18:23 | Rispondi

      …E Sulmona contnua a stare alla finestra mentre gli altri paesi ingranano la marcia giusta:edilizia scolastica ferma da anni,istituti che emigrano senza ritorno mentre edifici pubblici liberati dopo anni di ricorsi e controricorsi restano inoperosi,un Comune che perde cause su cause:e stiamo pensando che un Commissario sarebbe una rovina:siamo ai rimpasti senza pensare che il campo amministrativo richiede competenze che allo stato attuale nessuno dimostra di possedere:povera Citta’ destinata a morire tra le mani di improvvisati reggitori e voragini stradali….

  2. Attenti sono gli Engi locali che debbono essere mobilitati. Non è possibile che non passi appuntamento nel quale chi è deputato a gestire questo fondamentale servizio deleghe come se la cosa riguardasse chissà chi.
    Il problema non nasce soltanto sui dimensionamento ma anche sulla qualità e gli indirizzi dell’offerta formativa, specie per noi per i quali la coerenza tra occupazione e sviluppo delle competenze è stretta.
    Non da oggi facciamo questi discorsi, in attesa di quello che sta accadendo e che accadrà.

  3. I sindacati stessi hanno detto che il dimensionamento riguarderà solo qualche dirigenza persa. Invece è opportuno puntare il faro sul rapporto numerico alunni-docenti, sempre più scandaloso, che ha trasformato la scuola in uno stipendificio, a scapito della qualità dell’insegnamento, e che mortifica il “vero” docente.

  4. Spiegate perché si creerebbe disagio alle famiglie se, come dite, gli alunni e gli insegnanti restano e il ridimensionamento riguarda soltanto l’aspetto amministrativo, con una riduzione dei dirigenti scolastici?

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