Va male il parto in casa, neonata salvata dai medici dell’Annunziata

Un parto in dieci minuti e un piccolo miracolo che ha salvato la vita di una neonata arrivata l’altro giorno all’ospedale Annunziata di Sulmona con una grave sofferenza fetale.

Poteva rimetterci la pelle sia la bimba che la mamma, in realtà, ed è stata solo la bravura dei medici dell’ospedale sulmonese ad evitare il peggio.

La donna, una ragazza di Teramo, aveva deciso infatti di partorire in casa o meglio di fare un accompagnamento al travaglio, una tendenza sempre più diffusa sul territorio sull’esempio dei Paesi del Nord Europa, e per questo, assistita da un’ostetrica si era recata in uno spazio privato del comprensorio peligno dove aveva iniziato la fase del travaglio.

Qualcosa, però, è andata storta, perché il liquido amniotico della puerpera ha cominciato a presentare un colore scuro, tipico di una sofferenza fetale. A quel punto è stata necessaria la corsa all’ospedale di Sulmona dove la donna è stata presa in carico dal reparto di Ginecologia (in particolare dai dottori Maria Recanati, Salvatore Esposito e Paola Caputo) e sottoposta a tempo record (poco più di dieci minuti) ad un parto indotto.

Per permetterle di uscire alla piccola, che già era con una parte della testa fuori, è stato necessario eseguire una episiotomia alla madre (ovvero un taglio peritoneo), grazie all’ausilio delle ostetriche Berta Gambino e Giorgia Mancini, e degli anestesisti Vincenzo Pace e Annamaria De Santis.

 

La bimba è rimasta per diversi minuti (oltre dieci) senza ossigeno, con la pediatra, Paola De Filippo, e il resto dell’equipe medica che alla fine sono riusciti a rianimarla.

La neonata è stata quindi stabilizzata e trasferita nel reparto di terapia intensiva neonatale del San Salvatore dell’Aquila, dove è ora sotto stretta osservazione e in ipotermia. Se e quali danni potrebbe aver riportato per il prolungato periodo di apnea, è ancora da verificare.

Certo è che la vicinanza di un punto nascita è stata fondamentale almeno a salvarle la vita, così come l’intervento dei medici che hanno dimostrato grande professionalità.

8 Commenti su "Va male il parto in casa, neonata salvata dai medici dell’Annunziata"

  1. poi pensiamo di chiudere il punto nascita si sulmona?????????
    se fosse stato vostro figlio????????
    bravi i nostri dottori tutti tutti tutti

  2. Modesto medicus | 5 Aprile 2019 at 12:03 pm | Rispondi

    “Per permetterle di uscire alla piccola, che già era con una parte della testa fuori, è stato necessario eseguire una episiotomia alla madre (“ovvero un taglio peritoneo”), grazie all’ausilio delle ostetriche Berta Gambino e Giorgia Mancini, e degli anestesisti Vincenzo Pace e Annamaria De Santis.(Da Il Germe) Cari cronisti de “Il Germe”,attenzione, non confondete il “peritoneo” con il “perineo”. L’episiotomia è pratica frequente nelle sale parto ospedaliere e consiste nel taglio di una parte vulvo vaginale,per facilitare il parto,allargando la porta d’uscita. Bravi!! Non esageriamo, se un ostetrico non sa fare un parto..allora. Ecco, bravi per il tempismo, ben inteso. Ed ora ditemi che sono un bastian contrario. Un caso di bravura, la mia: al PS,ero giovine medico di guardia, mi venne un’ambulanza da Sulmona,ne discese una signora gravida all’8° mese,accompagnata dalla sorella, allora caposala a medicina di Sulmona. Io le chiesi come mai, da Sulmona veniva da noi.R. Sono alcuni giorni che è ricoverata ad ostetricia, ma nessuno fa ancora nulla e lei si aggrava sempre più,vorrei tentare qua. Bene, io la visitai attentamente e mi resi conto che la gravidanza non c’entrava nulla con la patologia della paziente. Mi convinsi che era un addome acuto con peritonite e la mandai in chirurgia, Era tardi, circa le 20,quando in ospedale restano pochi medici. Mi recai in sala mensa per la cena. All’improvviso arrivò il chirurgo e l’ostetrico primario e mi rampognarono del perché io avevo mandato la pz in chirurgia. “Io conosco la legge, risposi, il reparto di ricovero, lo decide il medico di guardia ,dice.Io ho deciso,il resto ve la potete vedere tra voi,chiedendo un trasferimento. Nel frattempo venne il chirurgo a cena. Io gli feci capire che la donna, giovane, andava operata subito altrimenti, il giorno dopo sarebbe morta. Mi ascoltò .Al mattino lo rividi e mi disse: avevi ragione. Quella era stata operata a suo tempo di appendicectomia ed in seguito si era sviluppata una lacinia fibrosa che gli aveva strozzato un’ansa intestinale. La donna si salvò ,sia lei che il suo bambino, io restai nel mio anonimato, nemmeno un grazie da parte delle interessate, nulla e nemmeno un piccolo articoletto sui giornali. Scusate ,ma io ricordo sempre quell’episodio e non è l’unico nella mia carriera ospedaliera. Quando fai una cosa e non la fai sapere è come se non l’avessi fatta. Ed io quella cosa ,visti i risvolti, non la feci mai. Se andava male,sicuramente finivo a giudizio. C’est la vie!

  3. bene,il modesto medico ha ragione da vendere,oltretutto prima di iniziare la professione l’obbligo del giuramento ai 15 “comandamenti” …al servizio dell’umanita’…con diligenza,perizia e prudenza…purtroppo i giornalisti con la schiena dritta sono pochissimi, molti i pennivendoli prezzolati naturalmente al servizio del migliore offerente…raggiungere le efficienze del nord europa e’ un’illusione..una distorsione della realta’ un ospedale chiuso,ridotto ad un’infermeria che cerca di fare notizia con un reparto ,di avere notorieta’ per un semplice dovuto ,necessario intervento ,nulla di eccezionale,si vuole solo ed esclusivamente la ” visibilita'” di tutti gli aventi ruolo ,un parimenti con il capo..questa e’ la verita’….se per motivare i restanti medici ,meglio tutto il personale c’e’ bisogno delle chiacchiere dei prezzolati siamo alla farsa …sicuramente manca la prefessionalita’ di cui il giuramento,quindi piu’ uno spot pubblicitario,di certo non per l’anonima ostetrica,
    forse incapace,che sogna ,crede di essere una “professionista” delle efficienze del Nord Europa,piu’ illusionista, o no?

  4. Com’e’ che quando va storto qualcosa in un parto all ospedale il commento e’:succede!Quando accade in un accompagnamento al travaglio invece volano insulti e giudizi distruttivi sulle professionalita’ altrui?
    io penso che siano necessarie entrambe le possibilita’, siamo un mondo composto da tante diverse persone ed ognuno di noi e’ imperfetto nella nostra qualita’ di Specie Umana.

  5. Modesto medicus | 6 Aprile 2019 at 9:48 am | Rispondi

    Come al solito dei commenti si capisce ben poco e si pensa subito al male. Cioè uno replica e scrive,dando corpo alle proprie idee,senza riflettere a quello che altri hanno scritto. Io per esempio ha fatto capire che non si può dispensare a caso l’attributo di bravo medico. Il bravo medico è colui che fa interventi brillanti o che fa diagnosi che altri non hanno saputo fare. Non è colui che ti fa l’inchino o “ti liscia” nel verso giusto. Ecco, da come è raccontato l’episodio di cui sopra, i medici hanno fatto un intervento di routine nel fare partorire secondo scienza e coscienza una donna che aveva tentato di partorire a domicilio. Non era specificato se era una primipara o aveva avuto altre gravidanze, con parto a domicilio. Là si parla di assistenza al travaglio a domicilio. Che cos’è adesso, una nuova norma “l’assistenza al travaglio a domicilio”? Per poi trasferirla in ospedale al momento opportuno per il parto? Che bischerata è questa? In ospedale l’hanno fatta partorire. Non credo sia una notizia da prima pagina, come fosse un trapianto di una mano. Tutto qua. Dicendo questo volano insulti? Penso che Musichiere invece si riferisse all’improvvida ostetrica domiciliare, ancor più improvvida se la puerpera era una primipara.
    Ma ora tutto è possibile, con la laurea, le professioni paramediche, vogliono sostituire i medici e ciò in parte sta avvenendo, con i medici, i più, progressisti che tacciono e sono felici del progresso altrui e della propria retrocessione. Ormai i loro stipendi sono simili a quelli dei ferrovieri. Poveri f…

    • Come medico sarai sicuramente stato bravo ,ma come opinionista de IL GERME delle volte ti trovo pesante, scusami , credo che le cose siano cambiate in meglio cioè prima x fare infermiere,ostetrica,tecnico di lab. ecc ecc bastava la “scuola di S. ANTONIO “RICORDI” adesso adesso ci vuole la laurea 3 più vari master quindi non che si vuole prendere il posto del dottore ma credo che la medicina sia in costante crescita ogni giorno . come fare il ferroviere di una volta bastava la 5 elementare adesso devi fare dei corsi specifici in più minimo devi essere diplomato con un voto sopra 80 . I medici sono i più felici tra gli uomini: la rinomanza proclama i loro successi e la terra ricopre i loro errori.
      (Francis Quarles)

  6. bene,tante chiacchiere per nulla,negli opsedali,da campo….infermerie comprese gli addetti,tutti nessuno escluso cosa fanno ? Normalmente si occupano della salute umana e animale(medico veterinario) prevenendo,diagnosticando,curando…dunque? Quali le “distinzioni” le evidenze,le prove scintifiche dei nostri eroi?( esclusa la “professionista” del fatto in casa ) semplice “quotidianita'” per un ospedale,lasciando stare le eccellenze, efficienze dei centri di assistenza sanitaria pubblica e non,rimaniamo al nostro sanatorio,manca di tutto di piu’,un edificio vuoto, regna la pochezza di un servizio mediocre,non piu’ accettabile,
    scarso,insufficente,carente,inadeguato,povero per gli indicatori/standard di qualita’/efficienza delle cure, si preferiscono gli spot pubblicitari del pennivendolo prezzolato,numero “primario” compreso,comunque indicato…all’efficienza,efficacia,qualita’nel soddisfare le esigenze del paziente/cittadino,la mancanza di difetti nei servizi(tutti nessuno escluso,pulizie comprese) erogati ai pazienti…il TQM,analisi ,numeri statistici dicono….che le chiacchiere non cambiano la realta’,quindi piu’che guerra di vanita’ professionali,occorre ripristinare il Servizio ai Cittadini,non quello delle efficienze del Nord Europa,ma almeno sufficiente,efficace,corrispondente alle aspettative dei proprietari i Cittadini,soprattutto ed in riferimento alle esigenze/patologie dei pazienti,o no?

  7. Modesto medicus | 6 Aprile 2019 at 6:34 pm | Rispondi

    Caro Pasquale, quello che lei dice è di una ovvietà sesquipedale. Io parlo dei problemi dei medici, che sicuramente a lei sfuggono, ecco perché mi trova pesante.(In effetti lo sono, mi sono messo a dieta). Dice bene, l’infermiere ora è a tutti gli effetti un laureato, un infermiere con conoscenze mediche. Qual è il busillis? Deve sapere che i medici sono rimasti al palo,con tutte le loro responsabilità,passibili di azioni penali e civili, che sono aumentate notevolmente negli ultimi anni, mentre gli infermieri sono saliti dal fondo del pozzo ed ora sono dei laureati. Un bel progresso non le pare? Potrebbe dire lo stesso dei medici? Appunto come dice lei, dalla scuola di Santo Antonio, all’università. Non hanno fatto un notevole passo avanti? Certo che lo hanno fatto. Questo comporta che i medici hanno perso molto. I medici non fanno più endovene, medicazioni,posizionamento di cateteri, montaggio di fleboclisi etc. Cose che invece fanno i dottori infermieri. Prestazioni che sono una risorsa per loro a scapito dei medici. Molti miei colleghi all’università si mantenevano facendo endovene etc. Ora ci sono i dottori infermieri che rivendicano il 118 e molte regioni scalpitano per questo. Ciò significa sostituire il medico per le urgenze con l’infermiere. Per farla breve caro Pasquale, l’area medica viene erosa sempre più. Io sarò pesante, ma vorrei che i medici si svegliassero,invece di rimanere paralizzati e farsi guidare da sindacati poco affidabili per militanza politica.Se continua così i medici saranno messi all’angolo, proprio dai dottori infermieri. Poi lei,caro Pasquale, fa una chiosa che non mi piace ,citando Francis Quarles” I medici sono i più felici tra gli uomini: la rinomanza proclama i loro successi e la terra ricopre i loro errori.”Ai tempi di Quarles (1600) la medicina era basata sui miasmi ed essi stessi erano ridicoli.
    PS Io le do del lei,spero lo faccia anche lei. Il tu mi sembra troppo amichevole e cameratesco, anche se netiquette lo permette. A meno che non avremo il piacere di conoscerci, sono sicuro che diventeremo buoni amici. Regards.

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