I vigili del fuoco a Santa Barbara

Un anno intenso per i vigili del fuoco di Sulmona ricordato oggi in occasione di Santa Barbara. Oltre mille, 1110 a voler essere fiscali, gli interventi tra i quali 33 per allagamenti, 335 per incendi ed esplosioni, 37 per gli incidenti stradali, 33 recuperi, 163 soccorsi e salvataggi, 470 di altro tipo ed una dispersione di gas. Ma questo sarà l’anno ricordato per le fiamme che l’estate scorsa hanno avvolto tragicamente il Morrone e non solo, non vanno dimenticati gli incendi tra Raiano e Prezza.  Incendi che si sono sviluppati sotto gli occhi di una Valle Peligna in apprensione e che in quegli uomini, a bordo di enormi mezzi “sputa acqua”, hanno creduto giorno dopo giorno, anche quando la situa

zione disperata ha ripiegato le speranze nell’arrivo di rinforzi dal cielo, che neanche loro hanno potuto nulla. Alla fine lo zampino ce l’ha messo la natura in quel caso.

I vigili del fuoco restano, nel senso comune, gli eroi pronti ad intervenire in pericolose quanto

diverse situazioni. Per questo serve più spazio in quella caserma di Sulmona da adeguare alle nuove esigenze di questo corpo che, tra le altre cose, si avvale anche di volontari in alcune occasioni. Pensare che non vengono riforniti di ulteriori mezzi perché non hanno spazio per parcheggiarli. Una situazione che va avanti dai tempi della sindacatura Federico e che conoscono bene anche ai piani alti dei vigili del fuoco.

Insomma, la necessità è quella di strutturare più efficacemente il presidio sulmonese in considerazione, anche, degli interventi che vanno facendosi sempre più impegnativi. Come dimenticare, ad esempio, la neve caduta copiosa a gennaio dello scorso anno. Una trasversalità, quella dei vigili del fuoco, che a volte lascia sorpresi se non si riesce a risolvere il problema. Il pensiero torna di nuovo a quell’incendio del Morrone quando anche loro sono rimasti bloccati dalla furia delle fiamme nella fascia pedemontana del paese, quando solo i mezzi dal cielo potevano intervenire.

Uomini come tanti, comuni, ma con una marcia in più dettata probabilmente dal coraggio di dare il massimo per aiutare il prossimo, e non è solo lavoro.

Oggi a ricordare la loro protettrice erano in tanti, un momento di ritrovo benedetto da una messa solenne.

Simona Pace

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