La presidente contro il segretario, è guerra nel Pd


Si firma dottoressa e soprattutto presidente del circolo Pd di Sulmona, mentre al suo segretario, Sergio Dante, lo chiama prima Alessio e poi Bruno. Non un refuso, evidentemente, ma il sigillo sarcastico di un attacco a testa bassa contro la linea intrapresa dai Dem, dopo l’evidente rottura degli indugi dei Di Masci (Alessio e Bruno), contro la maggioranza di palazzo San Francesco nella quale si trova. Roberta Salvati sancisce così la crisi ufficiale del Pd di Sulmona, contestando la decisione di costituire un gruppo consiliare di opposizione.
Lo fa difendendo le scelte della Regione sulla bretella ferroviaria “che si è limitata a recepire nel Masterplan un contratto di programma già esistente tra il ministero delle Infrastrutture ed Rfi” (senza sapere evidentemente cosa si approvava con tanto di delibera) e contestando “le inopinate e superficiali critiche rivolte all’amministrazione comunale”.
Salvati parla di “scomuniche e diktat”, di “violazioni del codice etico” e rinvanga le dolorose e laceranti memorie della fine della sindacatura Ranalli, accusando i suoi compagni di partito di “voler far cadere un’altra amministrazione”. Insomma rottura su tutta la linea.
“Personalmente, mi batterò per difendere la mia città credo nel suo sviluppo e nel rilancio del territorio, e sarò pronta qualora non dovessi trovare risposte a far prevalere le ragioni di difesa di Sulmona, ma senza inseguire posizioni demagogiche e dialogando con il mio partito a tutti i livelli – scrive la presidente del Pd -. Quanto alla eventuale costituzione di un gruppo consiliare Pd di opposizione, non credo che questa posizione possa essere assunta autonomamente dal circolo locale senza un confronto con la segreteria regionale del Pd che chiedo ed esigo, poiché non è stata sanata la ferita di un’Amministrazione di centrosinistra fatta cadere dal circolo locale e perché non credo che il circolo locale possa decidere da solo di contrapporsi ad una linea politica regionale che su Sulmona deve essere chiarita”.

2 Commenti su "La presidente contro il segretario, è guerra nel Pd"

  1. Quando si entra in un partito si sta alle regole e alle decisioni prese dal direttivo. E’ bene che il PD locale sia fermo nelle proprie decisioni e applichi una linea dura anche nel rispetto del proprio elettorato

  2. ANCORA DI MASCI, L’ETERNO DI MASCI. QUANDO SE NE ANDRA’ IN PENSIONE,LASCIANDO SPAZIO A PERSONE NIOVE, PULITE E NON COMPROMESSE? CHE SI RIPOSI E PENSI ALLA FAMIGLIA.

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