Mandolove: rock e mandolino al Caniglia

Per dire che non esiste musica colta e musica meno elevata ma solo la musica fatta bene e quella fatta male. Questo il messaggio che il mandolinista Francesco Mammola lancerà dal palcoscenico del Maria Caniglia con Mandolove, il concerto in programma il prossimo 1 marzo alle ore 21.

Un messaggio importante ribadito da Mammola nella conferenza stampa di questa mattina dove, alla presenza dell’assessore al turismo del Comune di Sulmona Elio Accardo, del presidente dell’Accademia musicale di Castel di Sangro Lino Giusti e del pianista sulmonese Paolo Canale l’artista ha spiegato il significato di un evento dedicato ad uno strumento tutto da riscoprire.

“Il mandolino è sempre stato accompagnato da una cattiva immagine – spiega Mammola – quella di una bassa italianità” oltre ad essere musicalmente associato solo alla canzone napoletana, dimenticando la sua storia, quella di strumento propedeutico allo studio del violino e le sue immense potenzialità. In pochi riescono a vedere il mandolino come strumento “aperto alle sonorità attuali” continua il musicista di Pescocostanzo che, per il concerto di venerdì prossimo, annuncia un programma a dir poco ardito. Dalle musiche di Puccini a quelle degli ACDC, da Rossini ai Queen. Accompagnato da Paolo Canale al pianoforte, Christian D’Eramo alla chitarra, Antonio Di Giannantonio al basso, Alessio Bonucci alla batteria e dal maestro di chitarra Alfonso Brandi, Mammola promette di condurre il pubblico in un viaggio attraverso le note di uno strumento unico.

Quello che stanno imparando gli allievi dell’Accademia musicale di Castel di Sangro che dal 2018 porta avanti l’obiettivo di avvicinare i ragazzi alla musica con classi dedicate a tutti gli strumenti musicali. A partire dal mandolino oggi scelto da una trentina di ragazzi tra quelli dell’Accademia e quelli del Conservatorio dell’Aquila, giovani che stanno scoprendo la bellezza di uno strumento che la musica italiana ha abbandonato dagli anni ’60. “Abbiamo fatto un grande lavoro – afferma il presidente dell’accademia Lino Giusti – anche grazie all’appoggio della amministrazione di Castel di Sangro che ha subito compreso ed apprezzato quello che volevamo fare”. Più studenti di mandolino anche al Conservatorio dell’Aquila grazie all’esempio di Francesco Mammola e dei suoi studenti che oltre alla versione classica dello strumento stanno scoprendo anche quella elettrica.

“Al concerto di venerdì suonerò il mandolino elettrico per una questione di suoni – spiega Mammola – perché il mandolino tradizionale sarebbe stato coperto dagli altri strumenti”; e per dimostrare che si può suonare come una chitarra elettrica. Tanto da spingere il mandolinista abruzzese a disegnare una sua linea di mandolini con l’amplificatore, strumenti disegnati da Francesco Mammola e realizzati dal liutaio leccese Francesco De Pascali per una nuova linea che verrà a breve presentata al pubblico.

Nel frattempo il concerto del 1 marzo organizzato dall’Accademia musicale di Castel di Sangro che grazie alla collaborazione della Fondazione Carispaq, della BCC di Pratola Peligna e di Castel di Sangro, sarà ad ingresso gratuito. Per invitare tutti a riscoprire il mandolino, “uno strumento con cui si può suonare tutto”.

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